L’Unico che ci può cambiare

Cari sposi, il Cenacolo, la stanza al piano superiore della famiglia dell’Evangelista Marco, dove Gesù veniva accolto spesso per stare con i dodici e in cui svolse l’Ultima Cena, dopo la morte di Gesù divenne una sorta di nascondiglio per gli apostoli e per chi temeva di fare la stessa fine in croce. Eppure, lungi dall’essere uno spazio di preghiera e fraternità, si era trasformato nel ricettacolo di ogni stato d’animo negativo: tutti quanti in quel momento erano presi fondamentalmente da paura, tristezza, sensi di colpa… pesava la consapevolezza di aver abbandonato Gesù, di non esserGli stato vicino nel momento del bisogno, di averlo rinnegato… Probabilmente tutti quanti non vedevano l’ora di scappare da Gerusalemme, tornare in Galilea e riprendere la vita di prima, di pescatori di lago.

Eppure, è bastato un attimo a Gesù per ribaltare tutto! Non appena Egli trapassò con il Suo corpo glorioso e trasfigurato quel portone sprangato tutti quanti, pur nella loro prostrazione, vengono totalmente cambiate. Ora, con Gesù presente, vi è solo spazio per la pace, per la gioia e il perdono. E Gesù compie la seconda effusione di Spirito – la prima avvenne con la sua morte – preludio di quella definitiva, inaugurata dalla Pentecoste. È sbalorditivo leggere negli Atti degli Apostoli il comportamento di Pietro, Giovanni, Filippo… così diverso da quello di fifoni e pusillanimi di poche settimane prima…Ma come è possibile un cambio così repentino? Parliamo davvero delle stesse persone?

Non c’è dubbio: lo Spirito Santo fa la differenza per noi cristiani! C’è un prima e dopo la sua ricezione ed Egli può plasmare il nostro cuore, la nostra mente, la nostra volontà e renderla simile a quella di Gesù. Difatti, la nostra fede ci insegna, a partire da S. Tommaso d’Aquino, che lo Spirito Santo non porta semplicemente nuove capacità morali o psicologiche, ma opera una trasformazione nel profondo dell’essere del cristiano.

Il Catechismo al numero 1265 afferma che il Battesimo non solo purifica dai peccati, ma fa del battezzato una “nuova creatura”, figlio adottivo di Dio, membro di Cristo e tempio dello Spirito Santo. Questo è il punto di partenza: prima della vita nello Spirito, l’uomo è chiuso in se stesso, mentre dopo diventa aperto a una relazione trinitaria reale.

La conseguenza del dono dello Spirito sono i suoi frutti: “Amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Gal 5,22-23). Badate bene che questi non sono sforzi morali, ma effetti di una Presenza. Noi riceviamo la capacità di amare anche chi non lo “merita”, senza calcoli; la gioia, quella letizia interiore che non dipende dalle circostanze esterne favorevoli o meno; la pace, l’essere stabili dentro anche nel dolore, nell’incertezza; la magnanimità, ossia l’essere in grado di sopportare senza risentimento le prove della vita; la mitezza, quella forza con cui uno fa le cose ma senza imporsi; il dominio di sé, ossia l’essere liberi dalle passioni disordinate.

Su voi sposi è disceso lo Spirito Santo nel momento in cui il celebrante ha imposto su di voi le mani e ha pronunciato la benedizione. Le formule che la Chiesa ha fissato per questo momento sono esplicite: è avvenuta una consacrazione del vostro amore e da quel momento non siete più soli, con voi, su voi, in voi c’è lo Spirito Santo che, quale costante Pentecoste, vuole operare quel medesimo cambio di qualità che realizzò negli apostoli. Credeteci! Con lo Spirito si può essere nuovi, si può cambiare e diventare un dono reciproco di amore.

Antonio e Luisa

Padre Luca ci ha ricordato che lo Spirito Santo si riconosce dai suoi frutti. Tutti questi frutti possono essere sintetizzati in una sola realtà: l’amore gratuito. È l’amore stesso di Dio, che non ama per interesse, ma si dona liberamente. Ed è proprio questo amore che lo Spirito Santo mette nel cuore degli sposi. Per questo, ogni volta che nel matrimonio facciamo esperienza di un amore così, facciamo esperienza di Dio. Quando il coniuge ascolta senza giudicare, perdona invece di accusare, resta vicino nella fragilità o sceglie il bene dell’altro anche quando costa, lì sta agendo lo Spirito Santo.

La Pentecoste allora non è solo un evento lontano. Diventa concreta nella vita quotidiana degli sposi. Ogni gesto di amore gratuito rende visibile Dio dentro la casa e dentro la relazione.

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