Caro Saviano…cercati un cuore.

L’aborto non è omicidio. Abortire è un diritto spesso negato in Italia e alcune forze politiche si pongono il problema di garantirlo.
La direzione di strutture sanitarie, di dipartimenti o la presiedenza di policlinici sono ruoli incompatibili con l’obiezione di coscienza. Altrove in Europa, gli obiettori non possono essere ginecologi, ma dentisti, cardiologi, ortopedici.
Eppure, quello che mi colpisce ogni volta che affronto sui social questo argomento, è la violenza dei tanti che non comprendono che l’aborto è un diritto acquisito da difendere a tutti i costi. Non si è obbligati a praticarlo, non è un incentivo a concepire per poi pentirsene. Vi invito a studiare cosa accade in Brasile, alle morti dovute agli aborti clandestini, dal momento che è illegale se non in casi rari e difficili da dimostrare.
E la mia speranza è che in questo luogo si possa ragionare insieme, andare oltre le proprie personalissime convinzioni per provare a capire cosa sia più giusto per tutti.
E infine quello scarto, quella crescita individuale, che poi diventa collettiva, nel mette da parte non ciò che pensiamo e in cui crediamo, ma le nostre esperienze personali (“se accadesse a me…”, “io non permetterei che…”) a vantaggio di ciò che ci rende davvero consapevoli.

(Roberto Saviano)

Caro Saviano…hai mai visto il risultato di un aborto?

Hai mai visto le immagini di quella poltiglia di braccia spezzate piedi tagliati piccole teste schiacciate ?

O giri la testa quando ti capitano certe immagini perché tanto non sono cose che ti riguardano?

E allora partiamo da quella poltiglia e parliamo di aborto. Ci sono medici obiettori, e alcuni di loro, un tempo, sono stati medici abortisti, medici che hanno odiato tutta la vita il ritrovarsi tra le mani quella poltiglia di membra umane, ci sono infermieri che hanno pianto ogni giorno mentre gettavano nei rifiuti quello che restava di quei bambini. E ci sono donne che si sono disperate, annientate, pentite tutta la vita di quel maledetto giorno nel quale, per convinzione di altri, per ideali vuoti, per mancanza di coraggio hanno ucciso i propri figli.

L’aborto non è un problema politico, l’aborto è un problema di cuore. E un cuore o ce l’hai o non ce l’hai. E le mamme un cuore ce l’hanno sempre, e se non l’hanno avuto prima lo hanno ritrovato il giorno dell’aborto del proprio figlio.

Ti parlo da ragazza madre, piccola, abbandonata, che ha accolto una figlia stupenda che ogni giorno parla, cammina, corre e sorride ed è la luce della mia vita e di tutti quelli che la incontrano.

Oggi sono un’operatrice volontaria del CAV, i Centri Aiuto alla Vita, e spesso sono negli ospedali la mattina presto a parlare con le donne, disperate, che aspettano l’appuntamento per abortire. E ti posso dire che ho visto solo lacrime, dolore e disperazione, e tanti motivi e tante ragioni suggerite da altri.

L’aborto non paga mai, sicuramente non paga la donna, né il bambino e mi sconvolge che un uomo come te possa parlare di questo. Esistono famiglie che non aiutano, esistono uomini che scappano, esiste una società che condanna.
Ma esistono i Centri aiuti alla Vita che aiutano la donna, durante tutta la gravidanza con sostegno economico e morale, poi fino al compimento dei due anni del bambino, esistono incentivi statali per le nascite, esistono incentivi comunali che aiutano le ragazze madri.

Esiste tanto, e poi esistono le persone senza un cuore che, come te, che parlano e giudicano e convincono le persone che ridurre in poltiglia un bambino è giusto.

Magari cercalo in questa poltiglia un cuore…..ti farà bene.

B.

fonte http://www.stelledivita.org/2017/01/11/caro-saviano-cercati-un-cuore1/

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