“I loro occhi erano impediti a riconoscerlo.”

In questi giorni della settimana di Pasqua, mi colpisce come nei Vangeli ci sia una sorta
di filo rosso che accomuna i discepoli: “…i loro occhi erano impediti a riconoscerlo.” (Lc 24,16), “…vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù.”(Gv 20, 14) e così via…e mi dico, ma possibile che non lo riconoscete? avete vissuto con Lui! Ma la questione probabilmente è un po’ più profonda… Avete presente quando cercate una cosa? Soprattutto quando noi maschietti, ci aspettiamo di trovare una cosa in un determinato posto, se poco poco è spostata di qualche centimetro scatta la fatidica affermazione: “Non c’è!!!” e l’altrettanta famigerata risposta: “Lo vedo io da qui!”, che ovviamente arriva dalla donna di casa.

Con questo piccolo esempio, voglio riflettere insieme a voi sul fatto che se la nostra mente ha una determinata immagine dell’oggetto che si cerca e si pensa che sia in quel posto e la realtà non corrisponde a questa immagine mentale che ne abbiamo, difficilmente i nostri occhi “funzioneranno” a dovere. In pratica i discepoli e le donne che avevano sepolto Gesù si aspettavano di trovare e vedere il cadavere e non Gesù risorto, è per questo che non riconoscono Gesù subito. I discepoli di Emmaus sono un chiaro esempio di ciò, alcuni esegeti sostengono tra l’altro, che i due siano una coppia di marito e moglie che stanno tornando verso casa, e, finita la loro speranza, si allontanano da Gerusalemme. Proprio nella notte più buia dei due, Gesù si fa loro vicino e con pazienza ricapitola quanto era stato loro annunciato, un po’ come quando una coppia in crisi si rivolge a degli amici, dei fratelli di cammino e quei fratelli li aiutano a ricordare quanto Gesù ha operato nella loro vita, quante cose ha fatto per loro e perché li ha scelti e voluti insieme. Quando Lo riconosco? Allo spezzare del pane… penso
non ci sia messaggio più bello, Don Luigi Epicoco stamattina scriveva: “L’Eucarestia è un collirio che ci sana la vista.”, dove possiamo trovare la forza di ricordare, di fare memoria se non nell’Eucarestia? Dove si può ancorare un matrimonio se non nell’Eucarestia? A quale mensa cibarsi per poter alimentare la propria relazione sponsale? La mensa del Corpo di Cristo e della sua Parola.

Maria di Magdala riconosce Gesù risorto solo quando viene chiamata per nome, solitamente chi ci chiama per nome sono i nostri familiari, in particolare mamma, papà o anche il nostro sposo o sposa, cioè le persone a cui siamo più vicini e che più ci amano, l’essere chiamati per nome ci richiama a noi stessi, ci scuote, ci ridona la nostra identità e ci fa sentire amati, è come una carezza.

Gesù è sempre presente
vicino a noi, soprattutto quando ci stiam
o allontanando da Lui, ci parla, ci chiama per nome,  ed è allora che Lo riconosciamo, è allora che diciamo: “Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?” (Lc
24, 32), è stando alla Sua presenza che viviamo veramente!

ALLELUIA!

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