Pregare è anche fare con amore!

La preghiera non è solo quella trascendente, quella davanti all’Eucarestia, quella in cui ci ferma con le mani giunte e chiudendo gli occhi ci si mette in relazione con il profondo di sè per trovare Dio. Esiste un’altra preghiera non meno importante. Cercare di fare con amore le piccole cose di ogni giorno. Quando si hanno bambini piccoli, noi ne sappiamo qualcosa avendone avuti 4, si fa fatica a trovare il tempo per la preghiera personale e di coppia. Ci si riduce a pochi momenti quando cala la palpebra per il sonno e si blatera qualcosa. Mi sono divertito per anni a cercare di decifrare quello che pronunciava Luisa durante il rosario della sera. Al terzo mistero cominciava ad scandire  parole senza significato fino a che non crollava addormentata. Non importa. Quello che importa è pregare durante il giorno in quello che facciamo. Cambiare il pannolino al bambino, preparare la pappetta, aiutare con i compiti, riordinare la casa, lavorare, accompagnare e tutte le ulteriori centinaia di impegni che caratterizzano la nostra giornata di genitori lavoratori possono essere preghiera quando sono offerti a Dio. Non dobbiamo pensare che hanno valore solo le grandi imprese ma la santità di noi sposi è fatta di piccoli gesti quotidiani resi grandi dall’amore che ci mettiamo nel farli. Luisa che torna a casa dal lavoro e si mette a cucinare e mi accoglie con il sorriso quando torno non è qualcosa di ordinario e di scontato ma è qualcosa di grande, che se ci rifletto un attimo c’è veramente da commuoversi e ringraziare Dio per il dono di questa donna che è entrata nella mia vita per aiutarmi ad arrivare alla meta, a Lui. Ci sono tanti esempi che penso ognuno di noi possa trovare nella propria storia e nel proprio matrimonio. Tante preghiere elevate a Dio non con la voce o con il raccoglimento ma con un tenero abbandono a Lui e alla fatica, perchè l’amore è fatica e impegno, ma non una fatica che distrugge ma che rende tutto più bello e pieno.

Antonio e Luisa

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2 Pensieri su &Idquo;Pregare è anche fare con amore!

  1. Da quando sono sposa e, soprattutto mamma, sto capendo e vivendo sempre più la frase “non c’è amore più grande che dare la vita per i propri amici”. Per tanti anni ho pensato che si riferisse solo al gesto estremo del martirio. E , se anche qui in occidente la morte per la fede inizia a diventare un’ipotesi un po’ più concreta, è sempre stata una realtà che non ho mai preso molto in considerazione pensando che questa frase del vangelo avesse poco da dirmi.
    Rilleggendola però con gli occhi di adesso, mi rendo conto di come la interpretassi in maniera parziale! Infatti, se la mia vita è fatta di piccole cose, “donare la vita” significa offrire le sveglie per i pianti notturni, i pranzi da preparare, il bucato da stendere…..
    Così, nel nascondimento della mia casa, sono martire anch’io. Nel senso greco del termine cioè testimone. Testimone di come è bello offrire al Signore ogni momento della vita e di come amare così sia-passatemi il termine-celestiale!

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