La Chiesa: mamma che aiuta a crescere.

Questa riflessione è uno sfogo. Vuole essere una richiesta di confronto con voi, perchè io non capisco più come certi uomini di Chiesa ragionano. Vi chiedo di dirmi dove sbaglio.

La Chiesa è madre, è la mamma di tutti noi. Su questo non penso che ci siano possibilità di fraintendimenti. Cosa significa essere madre? La mamma è colei che accoglie dentro di sè la vita nascente, è colei che con tenerezza e dolcezza nutre, coccola e fa sentire amato il bambino. La mamma non si ferma a questo. La mamma insieme al papà deve educare. Educere, dal latino tirare fuori. La mamma insieme al papà aiuta il neonato nei suoi passaggi della vita. Lo aiuta da bambino, da adolescente, nella pubertà, nella giovinezza e infine lo vede diventare uomo o donna prendere la sua strada e camminare da solo verso la vita buona e soprattutto la vita eterna. L’attività della mamma è frutto di un’alleanza con il papà che, nell’unione e nella comunione, sono sicurezza e certezza per il bambino.  Cosa voglio dire con questa immagine? La Chiesa è madre, ma si comporta sempre da madre? Lavora in alleanza con il Padre (Dio)? E’ in comunione con il Padre? E’ anvora capace di dire quei no che aiutano a crescere, a diventare uomini e donne nella pienezza della verità iscritta dentro di loro? Chiedo questo perchè mi sembra che tanti pastori non riescano ad andare oltre la mamma del neonato. Non riescano ad educare, ma solo ad accogliere con tenerezza e dolcezza. Va benissimo, non ci si può limitarsi a quello. Il neonato, il neofita, colui che vuole entrare nella Chiesa e rinascere in essa una seconda volta dopo il battesimo, non può restare un neonato. Ha bisogno di essere accompagnato, di essere ripreso, anche duramente. Ha bisogno di paletti, di sapere cosa è bene e cosa è male. Ha bisogno di fare i suoi errori e di essere perdonato, ma senza sminuire ciò che ha fatto, perchè le ferite non si cancellano con la confessione. Gli omosessuali non hanno bisogno di essere trattati come neonati, magari all’inizio sì, ci sta, ma poi vogliono essere aiutati a crescere come uomini e come donne, capaci di andare oltre la ferita di cui portano i segni, perchè questo significa rispettarli ed amarli. Hanno bisogno di essere accompagnati alla castità perchè lì troveranno la pace e pienezza. Se la Chiesa non è capace di aiutare ogni persona a crescere, ma solo di accudirla come se fosse un neonato, non può poi pretendere nulla da questa persona se non che continuerà a comportarsi come un neonato, capace solo di chiedere e incapace di donarsi nella verità.

Quando io sono entrato nella Chiesa volevo tante cose. Volevo essere giustificato nei rapporti prematrimoniali, volevo essere giustificato nell’uso di anticoncezionali, volevo essere libero di guardare materiale pornografico, volevo essere libero di vivere come volevo, ma con l’avallo di Dio, per silenziare la mia coscienza. Fortunatamente ho trovato in alcuni sacerdoti, soprattutto nel frate cappuccino Padre Raimondo Bardelli, la vera Madre Chiesa, e attraverso di loro, gradatamente anche la libertà da tante mie schiavitù. Mi hanno aiutato a non essere più un neonato della fede ma un uomo di fede, con tanti limiti ancora, ma molto più felice e realizzato. Attraverso l’amore di madre Chiesa ho trovato l’amore anche di Dio Padre.

Antonio e Luisa

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