“La Teoria dell’Amore” – Il messaggio evangelico di Interstellar

L’altro giorno abbiamo passato una piacevole serata cinematografica: abbiamo visto “Interstellar”. La proposta è partita da Dora (la mia fidanzata), ma il sottoscritto (arrivato alla terza visione del film), non vedeva l’ora di rivederlo (lo so, sono paranoie da fisico).

Per molti potrà sembrare il solito film di fantascienza, ma non è così… Oltre ad avere alla base delle vere teorie di fisica della relatività e quantistica (con le quali tranquilli non vi annoierò), ha alla base (forse inconsapevolmente) delle basi evangeliche che farebbero invidia ai migliori libri di teologia spirituale.

Il film è un inno all’Amore, alcuni l’anno criticato non trovandoci l’accostamento tra Amore e Scienza, ma per gli “Storm Chaser” esperti non sarà mancato il riferimento a una “Teoria dell’Amore”. Farò un po’ di spoiler, ma cercherò di mantenermi sul vago per non rubare la sorpresa a chi ancora non ha visto il film.

La Terra è messa male, l’Uomo è alla ricerca di un altro Pianeta che possa accogliere l’umanità. La Ex NASA manda in esplorazione 12 dei più bravi astronauti (è un caso che ricorda proprio i 12 apostoli?), in una missione che si chiama “Lazzaro” – qui il riferimento è tutt’altro che casuale, anzi nel film viene ricordato proprio Lazzaro che viene resuscitato dai morti, per cui è una missione che si prefigge la resurrezione dell’Umanità in una nuova Terra (Wow).

Ma non finiscono qui le “casuali” interferenze evangeliche. Nel proseguo del film è evidente il passaggio che l’Uomo dovrà fare dalla sua fede cieca nella scienza e nella ragione (e quindi in se stesso), a fidarsi dell’istinto dell’Amore. Le scelte che verranno fatte nella cieca convinzione che la ragione e la scienza salvano, porteranno la missione quasi al fallimento, e solo l’importanza dell’Amore arriverà a far capire ai protagonisti che l’Uomo si salva, quando fa scelte di Amore, che significa, primo su tutti, sacrificarsi per i propri cari.

Dove la ragione e la scienza falliscono, l’Amore va “oltre” ed in una frase epica del film si dice “L’Amore trascende il tempo e lo spazio”, ma come non leggere in queste parole l’inno all’Amore di San Paolo? “L’Amore tutto vince, tutto copre, tutto crede, tutto sopporta, L’amore non avrà mai fine”. Anche se il tempo e lo spazio che conosciamo finiranno, l’Amore non avrà mai fine. E’ su questo che si regge la Speranza dell’Umanità.

Ma il film va ancora più a fondo e arriva a toccare profondità teologiche che ho i brividi solamente a citare. Parla di “cieli nuovi e terra nuova”. La Terra nuova che i protagonisti cercano è una Terra che “trascende il tempo e lo spazio”, ed è quasi evidente il riferimento alla “Gerusalemme celeste” che non si trova su questa Terra ma è quella dei cieli. Per arrivarci l’Uomo dovrà passare sotto il sacrificio di questa Terra destinata a diventare polvere (la terra difatti nel film sta diventando polvere), e per farlo dovrà capire cosa significa veramente Amare, dovrà sacrificare ciò che più di importante si ha al mondo. Il protagonista (Joseph Cooper) dovrà rinunciare all’affetto della figlia, la protagonista (Amelia Brand) invece a quella del padre e dell’uomo che ama. La seconda crederà inizialmente al piano B (di colonizzare la terra con nuovi embrioni), il primo invece si fiderà dei “calcoli scientifici” di uno dei più affermati “apostoli” inviati in uno dei pianeti potenziali, invece proprio “il novello giuda” (interpretato da Matt Damon) sarà la causa del quasi fallimento della missione.

La prima capirà che la nuova Terra non sarà popolata da persone X scelte in modo perfetto (riferimento all’Eugenetica), ma che la nuova Terra vedrà un’Umanità redenta, che dalla morte resusciterà a nuova Vita. Il secondo, attraverso il suo sacrificio, capirà che la ragione non ha il primato sull’Amore e che solamente le scelte fatte con Amore e sacrificio portano a risultati.

L’ultima parte è il succo di tutto il film. La salvezza del mondo intero è dipesa totalmente dal sacrificio di un Padre verso la propria figlia; come non vedere la scelta di Dio Padre che si è fatto Uomo, si è sacrificato ed è morto per noi, per donarci l’eternità? Gli ultimi dialoghi fanno commuovere, non perché sono un “tipo emotivo”, ma perché ricordano la storia dell’umanità, la più grande storia di Amore quella tra un Papà e i propri figli.

Infine, per i tempi che stiamo vivendo, a me piace vedere nella coppia di protagonisti il futuro dell’umanità. E’ dalla coppia, dalla famiglia, che questa umanità, che si è persa, resusciterà a nuova vita. Nel film inoltre troverete anche numerosi insegnamenti sulla “Vita di coppia”: umorismo, litigio, comprensione, accoglienza dei difetti dell’altro, perdono, ringraziamento, sacrificio…

Se non l’avete visto, o l’avete visto e non avete colto questo significato, vi consiglio di correre a vederlo, lo Spirito ispira a chiunque, e penso che abbia ispirato Nolan in una maniera veramente “misteriosa”…

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