Quando le stelle si oscurano

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“Se i profeti entrassero sulle ali

turbinose dell’eternità

se ti lacerassero l’udito con le parole:

chi di voi vuole fare guerra a un mistero?

……

Se i profeti si levassero

nella notte degli uomini

come amanti in cerca del cuore dell’amato,

notte degli uomini

avresti un cuore da donare?”*

 

Sono sorprendenti questi versi graffianti della poetessa e scrittrice tedesca Nelly Sachs, Premio Nobel per la Letteratura nel 1966. Come si può voler “far guerra ad un mistero”? Niente di più semplice nel cuore di noi uomini e donne. Questo recinto che racchiude la verità di noi stessi. Chiara Corbella Petrillo diceva: “Il Signore mette la verità dentro ognuno di noi e non c’è possibilità di fraintenderla”. Forse la paura, le ferite e le nostre intime lacerazioni distolgono dall’accogliere e riconoscere noi stessi come mistero veritiero. Siamo figli e tanto più ci avviciniamo a questa natura, incorporandola nel quotidiano, tanto più le relazioni intorno a noi possono fiorire ed essere libere.

Proseguono i versi della Sachs: “Se i profeti si levassero – nella notte degli uomini – notte degli uomini – avresti un cuore da donare? – Lì dove tutto è tenebra ci può essere un cuore, seppur fragile, in grado di riabituarsi alla luce? Quando le situazioni sembrano diventare drammatiche e si giace immobili come piombati in un’oscurità senza fine, sorge spontanea la domanda “dov’è l’Amato?”

Dov’è in tutte le nostre difficoltà, nei dubbi, nelle piaghe della vita familiare, comunitaria e spesso (o soprattutto) in quella spirituale di ciascuno di noi? L’assenza, il silenzio e la solitudine sono dinamiche gravose specialmente quando pervadono relazioni significative. Così la preghiera può essere sterile, l’ascolto e la comprensione irragiungibili nella coppia e con i figli. E tutto questo punge infastidendoci come tarli che insinuano il dubbio terribile che niente e nessuno potrà mai colmare alla perfezione la nostra esistenza.

Quando questo dubbio, sanamente, viene lasciato emergere e non narcotizzato dagli idoli che sappiamo costruirci, ci rimanda ad un desiderio immenso che ci plasma fino a renderci ferocemente insaziati. La fame e la sete sono due bisogni umani ben noti nei Vangeli. Dove non sono nè banalizzati perchè saziati concretamente, nè resi intangibili ma presenti, nel pane e nel vino e vivi con il Corpo e il Sangue di Cristo.

Se l’orizzonte intorno e dentro di noi accade che si restringa sbriciolando le nostre storie, i nostri sogni e progetti, provare ad accogliere “le righe storte” che affollano la vita, meraviglia e sorprende per la creatività che da un tale affidamento può nascere. Non irrigidirsi nè assumere pose immodificabili lascia molto spazio alla fantasia dello Spirito, a tempi non nostri, a incontri non casuali e sguardi nuovi.

Perchè quando le stelle si oscurano occorre aspettare, imparare ad apprezzare l’ombra e le figure nascoste che senza luce possiamo scoprire. Non conosciamo nè il giorno nè l’ora ma “se i profeti si levassero…avresti un cuore da donare?”

Federica

 

* Le stelle si oscurano, Nelly Sachs – Einaudi Editore 2006

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