Quarta tappa: il posto preparato e atteso.

Giovanni 14, 1 “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”

Abbiamo concluso la tappa più dura di tutte. Circa dieci chilometri di salite e discese in mezzo ad un paesaggio di campagna bellissimo, con tratti soleggiati che ci cuocevano e tratti all’ombra che sembrava il paradiso.

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E se non cambiasse niente dentro di me? E se restasse solo stanchezza e nervosismo? E se alla fine di questa esperienza rimanesse solo il peggio che sono stata in grado di tirare fuori, che delusione e amarezza vivrei. Non sto marciando solo per me stessa, ma offro tutto per i miei figli e le persone che soffrono di più. Ma spero di non dover concludere questo cammino così imbruttita, perché io e Dio non ce lo meritiamo. Posso custodire la fiducia che c’è un ritorno preparato e atteso per me, nonostante tutte le sensazioni e le esperienze che sto vivendo remano contro? Ma non voglio arrendermi, voglio dare tutto e chiedere tutto. È arrivato il momento di lasciarmi andare e appoggiarmi. E finalmente mi dedico un colloquio con fra Alessandro, in cui piango tutte le lacrime ingoiate in quest’anno così duro. Condivido la solitudine di certi momenti e l’angoscia per la salute di mio figlio. Parlo delle mie chiusure e del bisogno di essere tenuta e stretta. Il colloquio si conclude con un abbraccio sincero e sento dentro che qualcosa si sta sciogliendo, perché ho capito che non è la debolezza che devo combattere, ma l’amore che devo cercare!! Perché Gesù mi sprona a proteggere la fiducia in Lui e nel suo amore, affinché il mio cuore non sia vinto dal turbamento. Voglio credere e dare e nutrire la speranza che Gesù Cristo sia il mio Signore e salvatore. Siamo quasi arrivati all’ “entrata” della Porziuncola dove ogni anno possiamo fare memoria del Posto preparato per noi da Cristo e custoditi dal nostro Francesco: “Fratelli voglio mandarvi tutti in Paradiso”. Il tuo posto è il Paradiso. Il mio posto è Paradiso. E comincio a gustarmelo da oggi: perché quest’anno i frati hanno deciso che la confessione di ciascuno si concluderà non con una penitenza, ma con l’abbraccio del sacerdote. Tutti questi abbracci mi sembrano un segno, un regalo per me. Quella porzione di Paradiso che desideriamo già ci abita dentro, ma spesso il peccato e il dolore delle prove, la solitudine e la mancanza d’amore ce lo fa dimenticare. La vita famigliare spesso è faticosa e dura, proprio come i muscoli indolenziti e le notti insonni di questo cammino. E la relazione con marito o moglie e figli non profuma di gelsomino, ma puzza di sudore. Ma è proprio lì che il Signore Gesù Cristo ti aspetta: La tua Porziuncola, dove celebrare la festa del Perdono è tuo marito, è tua moglie. Lì ti aspetta Gesù per far festa e accoglierti. Perché quando tua moglie ti perdona tutte le tue mancanze e gli egoismi, e tuo marito ti perdona le tue nevrosi e le sentenze continue che fai, ecco che lì l’amore può rifiorire. La gioia del perdono dato e ricevuto è il miglior vino di questa festa, e porta frutto non solo per la coppia e i figli, ma anche per tutte le persone che la tua e la mia casa accolgono. La Fatica di questo cammino, che lentamente si sta trasformando in sorriso pieno, non è solo per me. Penso alla mia famiglie e al mio matrimonio come luogo in cui chi viene ospitato e accolto possa intuire qualcosa del “posto” che Dio ha già in serbo per lui.

Claudia Viola

Qui l’articolo originale sul blog amatiperamare.it

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