360 tonnellate d’oro

Oggi la liturgia ci propone il Vangelo di Matteo che narra di quella volta in cui Pietro domandò a Gesù : << …..«Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette.>> e prosegue Gesù raccontando la famosa parabola del re che condona al servo diecimila talenti e questi, però, a sua volta non condona ad un suo debitore cento denari.

La risposta di Gesù è talmente esplicita che anche una persona dura di comprendonio la capirebbe, addirittura un duro di cuore capirebbe che con questa risposta Gesù sta insegnando a perdonare sempre senza conteggi, anche se poi, magari, decide di non seguire il Maestro ma di seguire la durezza del proprio cuore.

Ma allora…..perché Gesù risponde in merito alle volte in cui bisogna perdonare e continua (con un affondo sul perdono) con una parabola che non racconta del numero di volte in cui uno perdona un altro ma di cosa gli viene perdonato oppure no ? Racconta non di QUANTE VOLTE perdona ma di COSA perdona !!!! Magari Gesù si è confuso con le unità di misura ? Ci si aspetterebbe una parabola che con metafore e altre immagini riproponga però lo stesso tema delle volte in cui il perdono viene donato/ricevuto……e invece NO.

Questa parabola parla di un re (Dio) che perdona un debito di diecimila talenti al suo servo, corrispondente a circa 60.000.000 di stipendi quotidiani pari a circa 200.000 anni di lavoro…..contate bene gli zeri !!! un talento = 36 Kg di metallo prezioso…..10000 talenti = 360 tonnellate di oro/argento !!!!

E questo servo (cioè ognuno di noi) invece non perdona ad un suo debitore la modesta cifra di 100 denari = cento giornate di lavoro. Si capisce ora la sproporzione tra le parti ? Non c’è paragone. Ovviamente Gesù ha volutamente esagerato per farci entrare in una logica che fatichiamo a vivere. E’ una parolina latina che conosciamo tutti : GRATIS !!! O se vogliamo dirla alla maniera moderna : per Amore…..la A maiuscola non è un errore di battitura.

Dio ci perdona (se sinceramente pentiti) qualsiasi peccato, ma prima di accordarci il suo perdono non fa il conteggio delle volte che abbiamo peccato né la grandezza dei nostri peccati, vuole solo il cuore contrito che chiede pietà (con le dovute disposizioni che la Chiesa insegna),… e noi ? Pensiamoci……..certo non siamo Dio…… però come sposi siamo chiamati ad imitare Gesù l’uno/a verso l’altro/a per farlo diventare carne, cioè vita concreta. Persone che si raccontano a noi così si esprimono ………..io perdono ma non dimentico……..sono sempre io che perdono per primo/a……..o frasi simili che comunque denotano che all’interno della coppia il perdono non è tale perché non è gratis. Se non è Per-Dono è Per-Calcolo, ma se calcoliamo allora misuriamo, ma la misura dell’Amore non è forse non avere misura ?

Quando ci accorgeremo delle nostre 360 tonnellate d’oro che il re ci condona gratuitamente, il nostro cuore sarà riconoscente e non potrà far altro che perdonare al nostro coniuge i suoi 100 denari.

Coraggio sposi, rendiamo carne il perdono di Dio !!!!

Giorgio e Valentina

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