Una quaresima più vera.

Siamo ancora chiusi in casa. Ora che sto un po’ meglio sto iniziando ad assaporare questi momenti. Questi giorni. Giorni scadenzati dalle lezioni on line dei figli, ognuno collegato con l’insegnante di turno. Si, c’è un po’ di difficoltà a gestire questa scuola da casa, ma nel complesso c’è meno frenesia e meno impegni. Ho l’opportunità di fermarmi e gustare la bellezza della mia famiglia. E’ bello rendersi conto che la ricchezza più grande che possiedo è tutta qui con me, dentro queste quattro mura. Questa quarantena forzata ci conduce a uno stile di vita per certi versi monastico. C’è più tempo per pregare, c’è più tempo per pensare a Dio, ma non solo. C’è più tempo per noi, per me e per Luisa, c’è tempo per scambiarsi uno sguardo, un sorriso. C’è tempo per scambiarsi pensieri, paure, speranze. C’è tempo per fermarsi a guardare la bellezza della mia sposa, il suo atteggiamento. E’ il tempo della tenerezza. E’ strano che proprio in questo periodo che non ci può essere intimità tra noi, ci sia comunque una tenerezza e un’unità che riempie il cuore. Merito sicuramente della castità e di come mi abbia insegnato a vivere la tenerezza senza legarla al sesso. E’ strano come Eucarestia e matrimonio in questo periodo non siano sacramenti a cui possiamo accedere per trovare forza e speranza. Già perchè l’incontro intimo tra sposo e sposa è riattualizzazione del sacramento del matrimonio, lo rende di nuovo attuale, esattamente come l’Eucarestia è rinnovazione incruenta, ma reale del sacrificio di Gesù. Entrambi portano un’effusione di Spirito Santo. Siamo senza sacramenti, ma non siamo senza Gesù. La consapevolezza mi viene proprio dalla clausura a cui sono obbligato. Clausura che mi impedisce di fare tante cose, ma che forse mi dà una grande opportunità: quella di riappropriarmi della bellezza. Riappropriarmi della presenza di Gesù nella mia piccola chiesa domestica. Posso fare esperienza di Lui non nei sacramenti, come siamo abituati, ma nell’amore. Negli sguardi, nelle piccole attenzioni, nelle carezze, nell’ascolto, nel desiderio di sollevare l’altro/a da preoccupazioni e paure. Sono sicuro che questi giorni mi stanno facendo vivere una quaresima vera, più vera di tante altre che ho vissuto, perchè sto tornando all’essenziale, all’amore. Credo che questo periodo di deserto non sarà infecondo. Sarà molto fecondo. Porterà nel mio cuore il desiderio sempre più grande di ritrovare Gesù nell’Eucarestia e di ritrovare la mia sposa nell’incontro dei corpi. E’ così ne sono sicuro, questi giorni mi permetteranno di togliere un po’ di polvere dal cuore. Mi permetteranno di essere capace di comprendere maggiormente e con più consapevolezza la bellezza e la grandezza dell’Eucarestia e dell’intimità con la mia sposa. Due realtà che sembrano distanti e che sembrano non c’entrare nulla l’una con l’altra, ma che sono in verità molto vicine. Entrambe raccontano dell’amore di Dio.

Antonio e Luisa

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