Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna (Genesi 2 prima parte)

Poi il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile». 19Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. 20Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l’uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile. 21Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. 22Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. 23Allora l’uomo disse:

«Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall’uomo è stata tolta».

Per questo l’uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne

Genesi 2, 18-24

Dio dopo aver creato tante realtà buone, dopo aver creato l’uomo che è molto buono, afferma per la prima volta che qualcosa non è cosa buona. Non è buono che l’uomo sia solo. Dio ci sta dicendo che la stessa relazione con Dio o qualsiasi altra cosa non possono colmare il senso di vuoto, la grande solitudine che l’uomo ha nel cuore. Ha bisogno di un aiuto. La Bibbia traduce così. Il significato della parola ebraica, in realtà, è molto più forte. E’ l’alleato che viene in soccorso e salva da morte certa. La relazione con la donna permette all’uomo di sfuggire alla morte. Questo termine è così forte che in tutta la Bibbia è attribuito a Dio stesso quando interviene per salvare il suo popolo. La solitudine mette a rischio la stessa esistenza dell’essere umano. Non solo Dio pensa a un aiuto, ma questo aiuto deve essergli simile. Il termine ebraico indica qualcosa di molto più complesso. Indica una creatura che gli sia opposta, che sta davanti all’uomo e lo guarda, faccia a faccia. Non solo, qualcuno che racconta di lui. Un aiuto con cui entrare in relazione, in dialogo. Che sappia mettere in luce l’alterità, la reciprocità e la complementarietà.

Ogni persona è l’altro. Questi versetti ci stanno dicendo che siamo fatti per essere amore e l’amore è possibile solo nella relazione. Siamo ad immagine di Dio e anche Dio è relazione nella Trinità. Nel matrimonio viviamo in profondità e in pienezza questo desiderio di incontrare un altro che sia complementare e diverso. Un tu che ci sia diverso.

Ed ecco che Dio diventa chirurgo. Bellissimo il modo in cui crea la donna. L’uomo viene addormentato, Dio prende una costola e crea la donna da quella costola. Cerchiamo di comprendere alcune dinamiche. L’uomo è passivo. Non ha nessun ruolo. La donna non è creata secondo i desideri dell’uomo, ma secondo il desiderio di Dio. L’uomo non può farne cosa sua. L’uomo non conosce neanche come la donna è stata creata. Stava dormendo. Così come la donna non sa come è avvenuta la creazione dell’uomo. Perchè è importante sottolineare questo? Perchè nella mentalità ebraica conoscere a fondo come sono fatte le cose permette di dominarle. Sapere tutto di qualcosa ci permette di avere un dominio su di essa.

Invece qui non è così! L’uomo e la donna resteranno per sempre un mistero l’uno per l’altra. Solo così possono essere un dono reciproco l’uno per l’altra. Non si potranno mai dominare, ma solo accogliere e donare. Quando ciò accade e si cerca di dominare quel mistero si distrugge l’amore e si rende meno uomo o meno donna colui/colei che si cerca di dominare. Perchè non è più libero/a di essere ciò che è.

Proseguiamo con il testo. La Bibbia traduce costola, ma il termine ebraico indica qualcosa di più generico, indica il lato. Uomo e donna sono due lati della stessa creatura. Smettiamola di usare questi versetti per giustificare una presunta inferiorità della donna rispetto all’uomo, perchè tratta da lui. Non è così. Queste parole dicono esattamente l’opposto. Oltretutto che a riportarlo sia un testo di centinaia di anni prima di Cristo e redatto all’interno di una cultura maschilista e patriarcale è sorprendente. Non può venire che da Dio! In realtà il testo ci sta dicendo che la donna essendo stata creata dall’uomo è della stessa pasta dell’uomo. Hanno pari dignità. Non vale meno.

Continua………

Antonio e Luisa (sulla base delle catechesi tratte da Meghillah

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Un pensiero su &Idquo;Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna (Genesi 2 prima parte)

  1. Eppure, sapete, esistono i matrimoni infelici. I matrimoni che sono martirio. Di tutto ciò che Dio ha creato niente può diventare martirio.. non la natura, non le stelle, non gli animali, anzi tutto può essere consolazione. Solo il matrimonio può essere martirio.Di fronte al quale la solitudine è benedizione desiderabile.

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