Quale specchio usi per guardarti?

Era una fredda mattina di gennaio, di quindici anni orsono. Un giovane adulto, vestito sommessamente, si installa in un angolo all’entrata della Metropolitana di New York, stazione di Enfant Plaza, alle 7:51. Estrae dalla sua custodia un violino e per circa tre quarti d’ora si cimenta su diversi pezzi di fama mondiale. Dinanzi a lui, il flusso dei Newyorkesi scorre implacabile verso i luoghi di lavoro, circa 1000 persone in quel lasso di tempo.

Chi era costui? Un semi-barbone? Un dilettante in cerca di spiccioli? Un incurabile romanticone? Proprio no, si trattava di Joshua Bell, ad oggi uno dei migliori violinisti al mondo con il suo strumento, uno straordinario Stradivari del 1713 e il tutto parte di un esperimento sociale promosso dal Washington Post.

Dalle telecamere risulta che ben pochi si erano fermati ad ascoltarlo ma soprattutto solo una persona su mille ha riconosciuto l’identità del misterioso “menestrello”.

Quale interpretazione è stata data a questo esperimento? Che “in un contesto ordinario è davvero difficile cogliere la bellezza”. A ben vedere, è tutto molto simile a quello che accade nel Vangelo di oggi.

Gesù ha appena detto che l’era messianica stava accadendo e realizzandosi davanti ai loro occhi. Ma quella era una bomba! Immaginatevi se oggi domenica, a mezzogiorno, il Presidente della Repubblica pronunciasse un messaggio a tutta la nazione per proclamare la fine dell’emergenza sanitaria! Fine mascherine, fine Green Pass…

Gesù ha appena detto quello che ogni pio Israelita voleva ascoltare: “è arrivato il Messia che ci libererà dal giogo romano e ridarà gloria e libertà al popolo”.

Invece che accade? Tutto il contrario! La reazione è alquanto annoiata: guardate quelle facce rotonde e barbute che si lanciano sguardi gli uni gli altri, inarcando le sopracciglia; qualcuno sghignazza sotto i baffi ma sui più si abbozza un sorrisetto sornione.

Che stava succedendo? Perché quel fiasco totale? La risposta papale-papale viene proprio da Gesù: “nessuno è profeta in patria”. Vero, purtroppo. È che quella gente vedeva Gesù come uno proveniente da una famiglia “strana”. Il problema non era la stranezza in sé ma l’atteggiamento con cui li guardavano, uno sguardo carnale, terreno, senza mistero, senza fede, dalle tegole in giù.

Ma sembra lì per lì che Gesù fa il botto, tutti sono meravigliati delle sue parole. Purtroppo, qui la “meraviglia” di cui parla Luca (v. 22) ha qui una connotazione negativa. È perché gli abitanti di Nazareth continuavamo a guardare a Gesù, nonostante fossero passati 30 anni da quella sua nascita meravigliosa, nonostante dicevano che il defunto Re Erode lo volesse morto, nonostante ne sapesse più dei Dottori della Legge già a 12 anni, nonostante pare avesse mutato qualche giorno prima l’acqua in vino…. Ma loro continuavano con lo stesso sguardo di sempre… Ciò nonostante tutto questo, per loro, era pur sempre il figlio di un umile falegname del paese. Nulla più.

Care coppie, se cercate di vivere la grazia matrimoniale, anche per voi è riservato un destino simile: “nessuno è profeta in patria”.

Oggi le rubriche di riviste, le pagine web, pure i libri sono stracolmi degli stessi sguardi sulla coppia, quando il matrimonio cristiano va oltre ogni incapsulamento in schemi che escludono sempre la Presenza di Dio.

Qui Gesù vuole scuoterci dal torpore dell’abitudine, dello scontato. Gesù vorrebbe che ciascuna coppia potesse vedersi come la vede Lui. Parafrasando una celebre frase di Papa Leone Magno – “Riconosci, cristiano, la tua dignità” (S. Leone Magno, Discorso 1 sul Natale) – penso proprio che Gesù vorrebbe gridare a ciascuno di voi: riconosci o coppia a Chi somigli e da Dove vieni!

Non credere a quello che il mondo dice di te, guarda la tua Origine, guarda la radice da cui provieni.

Vedendo Gesù, i nazareni Chi hanno riconosciuto? Gesù Figlio di Dio o Gesù figlio di Giuseppe? E tu coppia cristiana, che dici di te stessa? Vedi il tuo matrimonio come l’unione tra te il tuo coniuge o lo vedi come un innesto nella Trinità?

Lasciamoci guidare dallo Spirito che è in noi e che vuole continuamente fare nuove tutte le cose!

ANTONIO E LUISA

Per arricchire la riflessione di padre Luca ripartiamo da una frase tratta dal Vangelo di oggi: Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi. Non è un po’ quello che noi sposi crediamo che sia avvenuto il giorno del matrimonio? Siamo sposi in Cristo, siamo sposi con Cristo. Le aspettative sono alte. Si può davvero cadere nel pericoloso fraintendimento che con Gesù tutto andrà bene e tutto sarà perfetto. Gesù non ci garantisce affatto che non avremo incomprensioni, litigi e sofferenze. Il peccato continuerà a far parte della nostra umanità ferita e della nostra relazione.

Dio ci promette che se ci fideremo e ci affideremo a Lui troveremo la forza necessaria per superare ogni prova e a crescere nell’amore. Il male che incontreremo e che faremo reciprocamente non sarà mai più forte della grazia e del perdono. Dio non si commuove quando siamo infallibili e non pecchiamo mai. Dio si commuove ed è grandemente fiero di noi quando sappiamo andare oltre l’errore con misericordia reciproca. Cerchiamo di leggere il nostro cuore e quello della persona amata con gli stessi occhi di Gesù. Occhi che vedono la bellezza nei nostri casini quotidiani.

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