Ero forestiero e mi avete ospitato

Proseguiamo con le opere di misericodia in famiglia. Per leggere le precedenti:

Quante volte ci sentiamo forestieri. Ci sentiamo non capiti, non apprezzati, non valorizzati. Quante volte anche con gli amici e con i familiari ci sembra di parlare lingue diverse. Anche in parrocchia non sempre ci si sente a casa. Sentirsi a casa! Questo è il punto. Ci sentiamo a casa quando siamo nella nostra casa? Cosa significa sentirsi a casa? Se le parole chiave nei precedenti articoli sono state gratuità e senso in questo è intimità.

Che bello quando nella coppia ci si sente come fratello e sorella.  Non è affatto sbagliato essere fratello e sorella nella coppia. E’ sbagliato essere solo fratello e sorella. L’amore di Filia (amicizia) è importantissimo. Noi da sposi non smettiamo di essere fratelli nella fede. La nostra fratellanza non cessa nel nostro essere marito e moglie, ma al contrario si perfeziona e diventa ancora più profonda. Ne è un esempio lampante il Cantico dei Cantici, il Libro della Bibbia che più racconta l’amore sponsale ed erotico, dove Salomone, lo sposo, chiama innumerevoli volte la sua amata sorella. Proprio per confermare che si tratta non solo di un amore erotico, ma di qualcosa di molto più profondo. Esiste tra Salomone e la sua amata una profonda conoscenza e intimità. Tu mi hai rapito il cuore, sorella mia, sposa.

Vale anche per noi sposi tutti. La mia amata non deve essere solo colei con cui divido il letto. Non è solo colei davanti alla quale metto a nudo il mio corpo. Lei è molto di più. Lei è colei davanti alla quale metto a nudo tutto di me. La mia confidente, la mia consigliera, la voce della mia coscienza. Lei può essere la persona a cui apro la profondità dei miei pensieri, delle mie preoccupazioni, delle mie gioie e dei miei dolori. Lei può essere colei che sa tutto di me e a cui posso mostrarmi senza paura di essere ferito o giudicato.  Il dialogo tra gli sposi non deve mai mancare.  Don Oreste Benzi, al riguardo, ha scritto qualcosa di profondamente vero:

Perchè non c’è dialogo? Perchè uno pensa che nel matrimonio l’altro stia con lui nella misura che gli è gradito, nella misura che è come lui lo vuole. Quante finzioni! Invece no, voi avete scelto di portarvi assieme l’un l’altra come una sola persona. Il limite dell’altro segna l’inizio della tua responsabilità

Quante volte non siamo capaci di accoglierci come fratelli e sorelle in Cristo. Quante volte non sappiamo mostrare anche la parte di noi meno amabile per paura di non piacere più all’altro. Allora meglio far silenzio sulla nostra parte oscura, allora meglio nasconderla all’altro. Questo è l’inizio della fine. Perchè non possiamo fingere per sempre e, presto o tardi, dovremo fare i conti con i nostri scheletri. Solo mostrandoci per quelli che siamo, senza barriere, potremo lasciarci accogliere completamente dall’altro e sentirci così davvero amati ed accolti. Sta a noi scegliere se vedere nell’altro una minaccia e coprirci come Adamo ed Eva dopo che ebbero mangiato dall’albero, oppure mostrarci nella completa libertà di chi non ha paura perchè sa che l’amore non giudica, ma sostiene sempre. Che bello quando sappiamo che nell’altro possiamo trovare una persona che non sempre riuscirà a comprendere le nostre sofferenze, i nostri problemi, i nostri pensieri, ma sarà sempre pronta ad ascoltarci e ad avere rispetto e cura delle nostre emozioni. In una coppia è normale che accada questo. Sta a noi sfruttare quell’occasione per amare. Così quando Luisa viene da me e mi racconta sempre le stesse cose che le accadono a scuola, sempre gli stessi problemi con alunni, genitori e colleghi, io cerco di ascoltarla e di comprendere il suo stato d’animo. Non fa nulla se per me quelli che mi racconta sono episodi di poco conto e da non considerare troppo. Non è importante quello che penso io ma come si sente lei. Lei ha bisogno in quei momenti di trovare in me ascolto e comprensione. Non vuole la soluzione ma sentirsi capita, non sentirsi forestiera. Ed io? Anche io ho avuto bisogno di lei. Ho avuto sempre la certezza di poterle confidare le mie preoccupazioni e i miei errori sicuro che lei non li avrebbe usati contro di me ma mi avrebbe aiutato ad uscire da alcune situazioni per me difficili. Questo significa sentirsi a casa. Avere la possibilità di non fingere mai, perchè fingere ci fa sentire forestieri l’una con l’altra e spesso anche con noi stessi. Che bello invece quando c’è la libertà, almeno dentro casa, di togliere tutte le maschere e di essere liberi davvero.

Antonio e Luisa

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