Il tradimento non era fisico. Ma ci stava uccidendo

Quando meno te lo aspetti ecco che arriva l’incontro che ti cambia la vita! Non eravamo più dei giovani ragazzi  e ormai avevamo accantonato l’aspettativa di avere una famiglia, quando una comune amica ci ha fatti conoscere e da allora non ci siamo più lasciati. Dopo poco più di un anno, eravamo sposati ed in attesa del nostro primogenito. Eravamo felici e stupiti per il fatto che la vita ci stesse offrendo una nuova opportunità così bella e generosa.

L’arrivo del secondo figlio a distanza di soli 13 mesi ha bruscamente cambiato la nostra relazione e si sono delineati i binari paralleli su cui sarebbero corse le nostre esistenze: Monica dedita a casa e famiglia, Stefano al lavoro e agli interessi che coltivava in svariati ambiti. In questo periodo non abbiamo avuto litigi, in quanto entrambi evitavamo di affrontare il conflitto.

Io Stefano ho gradualmente intrapreso una vita da individualista, concentrando le mie energie nelle attività professionali e nel volontariato. Poi mi sono appassionato al mondo dei social e ho cominciato ad intrattenere relazioni con donne conosciute su internet o riaffiorate dal passato.

Io Monica mi sentivo sola nella responsabilità dell’educazione dei figli e non mi lamentavo perché la solitudine, filo conduttore del mio passato, era una dimensione a me familiare più di quanto non lo fosse la condivisione. Cominciai comunque a far presente a mio marito il mio disagio visto che, quando era a casa, trascorreva molto tempo con il telefono in mano.

Quando casualmente un giorno scoprii che aveva una relazione via chat con una donna, rimasi incredula. Mi domandavo chi fosse l’uomo che aveva vissuto al mio fianco per tanti anni e mi rimproveravo di non avere aperto gli occhi prima. Lo affrontai e decidemmo di reinvestire nel nostro matrimonio. Le cose sembravano un po’ migliorate fra noi, tuttavia dopo pochi mesi, scoprii l’esistenza di una nuova relazione con una persona del suo ambito lavorativo.

Io Stefano mi sentivo avvilito ed ero privo di idee su come uscire dalla situazione in cui eravamo finiti per colpa mia. In realtà dentro di me continuavo a giustificarmi, perché non avendo tradito fisicamente la mia sposa, consideravo il gioco della seduzione un peccato veniale. Dopo un confronto acceso, mia moglie mi ha manifestato la sua difficoltà a concedermi ulteriore fiducia, dicendomi che il problema aveva dimensioni tali da non poter essere risolto da soli.

Fu così che ci rivolgemmo a Retrouvaille. L’esperienza è stata molto più forte ed efficace di quanto avessimo immaginato. Ci sono stati forniti strumenti che ci hanno aiutato ad aprirci ed accoglierci reciprocamente. In pochi mesi ci siamo detti molto di più di quanto non fossimo riusciti a dirci in tanti anni di vita insieme. Abbiamo rimesso la relazione coniugale al centro della nostra vita e siamo riusciti a trasformare i momenti di conflitto, in occasioni di crescita come coppia.

La preghiera e il dialogo con Gesù ci sono stati di grande aiuto per guardare dentro di noi con sincerità e decidere di cambiare i nostri comportamenti per la guarigione del nostro matrimonio. Il cellulare e i social, un tempo elementi di divisione, sono ora un mezzo per dedicarci reciprocamente attenzioni durante la giornata. Oggi siamo più uniti e viviamo una maggiore intimità rispetto al passato. Anche se i problemi non mancano, attraverso il dialogo e l’affidamento al Signore del nostro matrimonio, ci confrontiamo e decidiamo insieme per il bene della nostra coppia e della nostra famiglia.

Monica e Stefano – Retrouvaille Italia

Lascia un commento