Perle da Sanremo (Prima parte)

Una delle prerogative dei nostri articoli è che non nascono da una Legge calata dall’alto, ma da quanto il nostro cuore ci comunica. L’amore non è un attenersi ad una legge ma dare risposta alla nostalgia di pienezza del nostro cuore. Per questo la legge morale naturale, ripresa dalla Chiesa, non è una serie di norme frustranti ma un libretto delle istruzioni per vivere in pienezza ciò che siamo. Per questo ho cercato delle perle in tutte le canzoni di Sanremo. Quelle belle e quelle meno belle. Da qui una serie di articoli dedicati a questa mia ricerca.

Ricorda che devi fare benzina (Sincero – Bugo feat Morgan)

Abbiamo un serbatoio dell’amore che va riempito. Nel matrimonio non ci viene chiesto di prendere dall’altro/a ma di darci all’altro/a. Poi se l’altro/a fa altrettanto riceviamo anche ma non è scontato e non è qualcosa su cui possiamo agire direttamente noi. Il darsi dell’altro è solo un dono da accogliere e non una pretesa da imporre. Darci nel servizio, nella cura, nel corpo, nel tempo. Insomma darci completamente. E’ come se il nostro cuore fosse un serbatoio. Il matrimonio è fatto per dare il contenuto del nostro cuore all’altro/a. Questo serbatoio va però riempito ogni tanto. Per questo è importante trovare dei momenti nostri dove riempire il serbatoio facendo ciò che amiamo. Può essere la partita di calcetto, può essere andare a teatro, può essere un giro in bici, può essere andare dal parrucchiere. Ognuno sa cosa gli piace fare. Lo faccia. El’altro/a non si opponga. Fa bene alla coppia.

In cui tu sei il mio tempo ( Il sole ad est Alberto Urso)

Il matrimonio è il nostro tempo. La vocazione è il modo che Dio ha pensato affinché noi uomini e donne imparassimo ad amare, imparassimo a rispondere al Suo amore gratuito, fedele e misericordioso. La vocazione matrimoniale è esattamente questo. Imparare a riamare Gesù. Il matrimonio è una scuola che, giorno dopo giorno, ci aiuta a combattere il nostro egoismo. Ci aiuta a decentrare l’attenzione da noi stessi verso un’alterità diversa da noi. Ci aiuta a sentirci parte di una comunione d’amore (così definisce la famiglia Giovanni Paolo II in Familiaris Consortio). Tu sei il mio tempo per prepararmi al matrimonio eterno con Cristo. Tu sei il mio tempo per imparare ad amare e, non meno importante, a farmi amare.

Tu sei l’unica messa a cui io sono andata (Ho amato tutto Tosca)

Questa mi è piaciuta tanto. Per tanti è così! Quanti sposi sono lontano dalla fede? Quanti sposi non partecipano alla Santa Messa? Quanti sembrano lontanissimi da Dio? Molti! Alcuni, magari inconsapevolmente, non sono proprio lontani. Ricordate che saremo giudicati sull’amore! Quegli sposi che non credono nel Dio uno e trino, non credono in Gesù vero uomo e vero Dio, ma vivono il loro matrimonio in modo autentico nel dono ricevuto e accolto non sono lontanissimi da Gesù. Sia chiaro che partecipare alla Santa Messa è importante ed è fonte di Grazia. Fare esperienza di Gesù nei sacramenti è una ricchezza enorme, ma Gesù non abbandona chi non lo riconosce nella Messa. Così il matrimonio diventa una Messa, cioè il luogo dove fare esperienza dell’amore, del dono gratuito ricevuto e dato, del perdono, della gratuità. Capite che per alcuni il matrimonio è l’unica occasione che hanno per fare esperienza di Dio. San Giovanni II durante uno dei suoi discorsi ebbe a dire: spesso per un uomo di oggi la sua fedeltà al matrimonio sarà l’unica occasione che avrà per diventare cristiano.

Antonio e Luisa

Cliccate qui per entrare nel gruppo whatsapp

Per acquistare il libro Sposi sacerdoti dell’amore cliccate qui

Per acquistare il libro L’ecologia dell’amore cliccate qui

Iscrivetevi al canale Telegram

Iscrivetevi alla nostra pagina facebook

Iscrivetevi alla pagina facebook dell’intercomunione delle famiglie