Gesù ci salva dalla cecità

Detto questo sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco
e gli disse: «Và a lavarti nella piscina di Sìloe (che significa Inviato)». Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, poiché era un mendicante, dicevano: «Non è egli quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?».

Quando il sacerdote, durante la Messa, ha proclamato il Vangelo, ho riconosciuto la mia vita in quella Parola:

«Non è egli quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?».

Si ero io quello che sedeva in un angolo a mendicare un poco d’amore e di senso. Ero cieco, cercavo e non trovavo. Cercavo le sensazioni, le emozioni, la sensualità e il possesso.

Ero cieco perchè non vedevo ciò che davvero era importante, ciò per cui valesse la pena stare al mondo, per cui valesse la pena di impegnarsi e dare il meglio di sé.

Ero lì nell’angolo seduto e immerso nella mia miseria come tanti giovani che vivono la disperazione dentro, che cercano di combatterla con il divertimento, l’alcol, la droga e i piaceri della carne.

Ero cieco ma non ero ancora perso, quando nella mia miseria ho incontrato  Cristo, che si è avvicinato nelle sembianze di un frate emiliano  mi sono fidato e affidato.

Detto questo sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco

Questa Parola ne richiama un’altra che troviamo in Genesi 2:

allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo

 

Gesù spalmando quel fango sugli occhi del cieco e come se operasse una nuova creazione, se riparasse quella parte dell’uomo corrotta e distrutta dal peccato . Così quel frate ha fatto con me. Mi ha aiutato a fare ordine nella mia testa e nel mio cuore, perchè potessi tornare a vedere, a comprendere come il mio egoismo, le mie idee sbagliate e i miei peccati mi stessero distruggendo, mi stessero facendo perdere il bersaglio della mia vita. Il peccato può dare un piacere immediato, qualcosa che illude di dissetare la nostra sete di pienezza ma in realtà ci rende ancora più insoddisfatti e assetati. Ma Gesù non guarisce subito il cieco. Gli chiede di fare qualcosa.

«Và a lavarti nella piscina di Sìloe (che significa Inviato)». Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.

Gesù non ci guarisce da solo. Ha sempre due richieste. Ci chiede di metterci in cammino e di fare un piccolo sacrificio. Metterci in cammino, non restare fermi nella nostra miseria, aspettando che qualcuno ci dia qualche moneta per non morire, riempia in qualche modo il nostro cuore vuoto d’amore e appesantito dal peccato. Mettersi in cammino significa non voler rassegnarsi a quella miseria, a una vita fatta di compromessi e falsità, una vita non autentica e piena. La strada è faticosa per un cieco che non vede eventuali ostacoli o inciampi. Il cammino è fatto di insidie, di cadute e di risalite, ma quell’incontro con Gesù dona la forza per non arrendersi e andare avanti. Poi, finalmente,  il cieco arriva alla fontana è c’è un’ultima richiesta. Apparentemente la più facile. Ma non è così. Gesù ci chiede un atto di fede, ci chiede di fidarci di Lui. In fin dei conti, è ben poco impegnativo lavarsi in una piscina. Il punto non è la fatica in questo caso ma fare qualcosa senza capirne il senso e l’utilità. Il cieco si fida e questo gli ridona la vista.

Anche io nel mio cammino non ho sempre capito tutto ma ho sempre creduto che Gesù non mi stesse ingannando. Molte volte ho capito le motivazioni di alcune scelte che la Chiesa ci consiglia, solo dopo averle accettate e concretizzate nella mia vita e nel mio matrimonio.

Ecco dopo essersi lavato finalmente il cieco tornò a vedere. Il miracolo è compiuto. Gesù mi ha risanato, ha rimesso in ordine tutta la mia vita. Certo non ho smesso di sbagliare e di peccare ma adesso il bersaglio della mia esistenza è chiaro. Solo se imparerò a donarmi vincendo il mio egoismo e la mia concupiscenza sarò felice e saprò mostrare qualcosa di Gesù nella mia relazione sponsale.

Sìloe (che significa Inviato)

La piscina dove il cieco si lava significa inviato. Come il cieco anche noi, dopo essere stati risanati da Gesù, siamo inviati per restituire qualcosa di quel tanto che abbiamo ricevuto agli altri, a quelli che ancora sono ciechi e aspettano di incontrare Gesù che ridoni anche a loro la vista perduta.

Antonio  Luisa

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...