Pensieri e gesti

Non vorrei risultare scontato e banale, ma in questi giorni mi sono trovato a riflettere su quanto tempo passiamo “fuori” casa, su quanto ci spendiamo nel mondo, poi una volta rientrati mettiamo i motori al minimo e perdiamo di vista le relazioni più importanti, che lasciamo avanzare quasi per inerzia, cioè quelle col coniuge e con i figli.

Ci si saluta in fretta prima di uscire la mattina, per poi rivedersi la sera, con i figli che ti assalgono e devi prenotare il turno per parlare con tua moglie, specialmente i miei pargoli che in questo periodo la vedono poco, ci si attaccano con voracità e tu tenti invano di preservarla. Poi una volta messi a letto i bimbi, si crolla entrambi o ci si assenta difronte ad un libro o ad uno smartphone.

Con i figli, all’improvviso ci troviamo davanti adolescenti che ci sfidano (non è ancora il mio caso, ma sento tanti racconti), i quali stentiamo a riconoscere.

Credo che il danno più grande lo abbia fatto la rivoluzione femminista, lo dico senza remore, perché ha portato fuori di casa la moglie e la madre, che deve dividersi tra lavoro, casa e figli senza avere il modo di spendersi a fondo per la famiglia, con gioia. Indubbiamente c’è anche chi trova un discreto equilibrio e riesce a destreggiarsi tra gli allenamenti e la cena, ma comunque questa società iper produttiva riesce a far sentire in colpa chi fatica a trovare un equilibrio tra famiglia, casa e lavoro. Personalmente stento a credere che la maggior parte delle donne non abbia il desiderio di occuparsi in pieno dei figli e della casa, questo posso affermarlo per esperienza diretta, molte mie colleghe manifestano spesso questa esigenza. Io sostengo che quello che fa la donna in casa ha un valore inestimabile, non parlo solo di faccende domestiche, ma della serenità e della vita che può generare ogni giorno quando è messa nelle condizioni ottimali per farlo.

Quale può essere la chiave per far fronte a questa routine veloce che sembra trascinarci via? Innanzitutto penso che si possa tirare un bel sospiro la domenica a Messa, perché rinnoviamo la nostra fiducia in Colui che guida la nostra vita. Dal nostro canto possiamo sforzarci a fare dei “piccoli passi possibili”, come diceva Chiara Corbella. Per me questi piccoli passi sono dei piccoli gesti che fanno sentire il coniuge amato, piccoli segni che corrispondano al suo linguaggio, per essere tramite dell’amore di Dio. Credo sia fondamentale anche ritagliarsi degli spazi da vivere come coppia, una mia amica, dopo aver passato una sera a cena con il proprio marito dopo tanto tempo, mi ha detto: “ho ritrovato mio marito, abbiamo riso e passato una bella serata”. Anche una semplice cena può aiutare a ri-guardare l’altro, a guardarlo di nuovo con quegli occhi che desiderano vedere il bello, per poter ripartire nella vita di tutti i giorni, senza dare per scontato chi ci sta vicino.

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