Uno sguardo per dare e non per prendere

Ho finito il precedente articolo sulla fedeltà introducendo lo sguardo. Lo sguardo di una persona fedele è lo sguardo di Cristo sulla croce. Non ci avevo mai riflettuto in questi termini. Mi ha aiutato un sacerdote paolino che, venuto nella nostra parrocchia alcuni giorni fa, ha fatto una lectio divina proprio su questo tema. Lo sguardo di Gesù. Cosa possiamo capire? Partiamo da un passo del Vangelo di Giovanni.

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. [26]Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». [27]Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

Gesù vede la madre e il discepolo amato. Ma vi rendete conto? Gesù sta soffrendo come un cane, prova un dolore insopportabile. Il dolore del cuore è ancora più grande di quello del corpo. Sta morendo. E cosa fa? Guarda le persone che ha vicino. In un momento tanto difficile e drammatico ha ancora la forza per pensare agli altri, per decentrare l’attenzione da sè alle persone che ama. Noi sposi siamo chiamati ad amare così. Ne siamo consapevoli? Dobbiamo riuscire poco alla volta a decentrare il nostro sguardo. Solo così la stanchezza, l’ordinarietà della vita, gli impegni, lo stress e tutte queste “belle” cose che ci avvelenano la vita saranno disinnescate. Saremo felici di essere stanchi e di non reggerci in piedi dal sonno perchè vedremo che il nostro impegno serve a sollevare la fatica della nostra sposa e del nostro sposo. Vedremo che il nostro sonno mancato sarà ristoro per lei/lui. Mi commuovo a volte a guardare la mia sposa che cerca di fare mille cose. La scuola e la casa le risucchiano tutto. Lei ci tiene a presentare un pasto dignitoso ogni sera perchè pensa a noi prima che alla sua stanchezza. Anche io cerco, quando riesco, di accompagnarla a scuola o di andarla a prendere. Poco importa se poi resto immobilizzato nel traffico e devo recuperare il lavoro. Mi rende felice averle reso la vita più facile ed essere stato con lei da solo qualche minuto in più. Piccole cose, certo. Da queste piccole cose si costruisce però una meraviglia. Si costruisce una relazione che se affidata a Dio diventa luce.

Spesso, tante coppie, non hanno questo sguardo di Gesù. Tanti hanno lo sguardo di Adamo ed Eva.

Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: «E’ vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?». [2]Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, [3]ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete». [4]Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! [5]Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male». [6]Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. [7]Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.

Che diversità!! Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile.

Qui lo sguardo è incentrato su di sè. Lo sguardo serve per prendere. Lo sguardo serve per dar sfogo alle proprie pulsioni, desideri ed egoismi. Questo è lo sguardo che porta alla disarmonia. Questo sguardo porta ad accorgersi di essere nudi e vulnerabili. Per questo dobbiamo coprirci. Non per vergogna, ma perchè ormai il rapporto è diventato un dominio sull’altro e non un dono di sè. Tutto è distrutto e tutto è perduto. Sembra così. Gesù è morto su quella croce per darci l’opportunità di cambiare le cose. Attraverso la sua redenzione e il sacramento del matrimonio possiamo imparare a guardare come Gesù. Possiamo trasformare il nostro sguardo che prende nel suo sguardo che dà. Costa fatica, lavoro, cadute, ma se riusciamo il matrimonio diventerà una realtà meravigliosa e grande, esattamente quello che Dio vuole per noi.

Antonio e Luisa

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