Chi dite che io sia?

In quel tempo, essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Voi chi dite che io sia?».
Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli.
E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.
A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.

Matteo 16, 13-20

Oggi farò una riflessione un po’ creativa. Come sapete in questo blog trattiamo il matrimonio e l’amore in tutte le sue componenti. Quindi se Gesù è amore possiamo trasporre quanto avviene tra Gesù e i suoi apostoli in una dimensione un po’ più astratta, ma sempre vera e soprattutto più vicina alla nostra vita e alla nostra relazione.

Gesù chiede agli apostoli cosa hanno sentito in giro sul suo conto. Vuole sapere cosa la gente pensa di lui. Fa quasi gossip. Vuole conoscere le idee più popolari e comuni che girano sul suo conto. Non si può fare le stessa cosa sul matrimonio? Ricordo che nel matrimonio c’è la reale presenza di Cristo. Quindi questo esercizio creativo non è per nulla una forzatura.

Cosa pensa quindi la gente del sacramento del matrimonio? Cosa pensano in particolare i cristiani, coloro che dovrebbero aderire a Gesù e al suo modo di amare? Sul matrimonio c’è un sentire comune che non rappresenta l’essenza dell’amore cristiano. Si promette il per sempre, ma non ci si crede fino in fondo. E’ un per sempre condizionato. Se l’altro/a non tiene fede alla promessa, non cura il rapporto, non ci dà quanto ci aspettiamo, magari ci tradisce, ci si sente liberi di lasciarlo, di separarci, di divorziare. Se non mi rende felice e non si merita il mio amore mi sento liberato/a dalla mia promessa. E’ una questione di giustizia. Ciò è quello che credono molti cristiani.

Invece poi arriva Pietro che riconosce la verità. Riconosce Gesù come il Cristo, come Dio e Salvatore. Ecco è un po’ quello che è richiesto a noi sposi. Riconoscere nel nostro matrimonio la presenza di Gesù che non smette di esserci qualunque sia il comportamento del nostro coniuge. Riconoscere nel modo di amare di Gesù l’unico autentico e pienamente umano. Gesù che, nonostante venga tradito, deriso e ucciso non smette di amare il Suo popolo.

Ecco solo aderendo all’amore di Gesù nel nostro matrimonio. Solo quindi vivendo un amore davvero incondizionato e gratuito possiamo trovare le chiavi per il Regno dei Cieli. Solo imparando ad amare in questo modo il nostro coniuge, anche quando non se lo merita e il nostro amore sembra sprecato ingiustamente, possiamo trovare nella nostra vita quel gancio che ci permetterà di incontrare Gesù anche in questa vita. Non solo il nostro amore profumerà di Dio, saremo addirittura epifania del Suo amore per il mondo. Saremo davvero profeti dell’amore in un mondo che vive nella disillusione e nel cinismo. Saremo pietra d’inciampo e strumento di salvezza.

Antonio e Luisa

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4 Pensieri su &Idquo;Chi dite che io sia?

  1. E così deludente sentire che l’altro non ci ama incondizionatamente come Gesù. Io sono anni che sto lostesso con mio marito lo perdono lo amo mi arrabbio chiedo il mio mi ribello mi deprimo mi rialzò spero chiedo ma rimango delusa e non appagata da lui che sento spesso che non merita né me ne i nostro figli.e dura perché sarebbe normale essere apprezzata e essere cercata al di là di quelli spasimo di momenti cer nati a livello sessuale.se questo e l’amore non mi concedo e qui inizia la sofferenza. O dignitosamente ci.e faccio dicendo no o far sì che mi senta un secchio. Sulla seconda non posso accettare mi esprimerebbe ancora di più.

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  2. Bellissimo.. a parole… nella realtà molto più complesso. Purtroppo ho dovuto dire a mio marito di lasciare casa. Alcuni anni fa scopro che aveva una doppia vita e che aveva avuto anche altre donne prima. Decido di ricominciare perché lo credo possibile e ci metto tutta me stessa, con grandissima sofferenza, anche se evidentemente sbaglio le modalità. Recentemente scopro che subito dopo la “riconciliazione” trova un’altra amante sempre sul posto di lavoro. Mai e poi mai avrei pensato che fosse stato capace di essere così falso e crudele nei miei confronti; visto che fingeva che tutto andasse bene. Potevo continuare a tenerlo in casa e continuare a fare il suo gioco? Avrei voluto che si pentisse; ma così non è stato e non è. Sarebbe voluto rientrare in casa solo per questioni economiche senza aver lasciato l’altra donna. Cosa dovevo lasciar credere ai miei figli che è lecito trattare una donna in questo modo?

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