La beata Karolina sapeva di essere preziosa!

Durante l’udienza generale di mercoledì scorso (18/11/2020) il Santo Padre Francesco ha rivolto un saluto ai pellegrini di lingua polacca ricordando loro, e a tutti i cristiani del mondo, la bellezza della purezza,della castità e l’importanza del pudore:

Saluto cordialmente tutti i Polacchi. Oggi in Polonia ricorre la memoria liturgica della Beata Karolina Kόzka, vergine e martire. A sedici anni subì la morte per martirio in difesa della virtù della castità. Con il suo esempio, ancora oggi indica, specialmente ai giovani, il valore della purezza, il rispetto per il corpo umano e la dignità della donna. Affidatevi alla sua intercessione, perché vi aiuti a testimoniare con coraggio le virtù cristiane e i valori evangelici. Vi benedico di cuore.

Karolina Kόzka è, potremmo dire, la Maria Goretti di Polonia. Anche lei ha preferito la morte alla violenza sessuale. Credo che figure come Karolina e Maria possano aiutarci a riflettere sull’importanza del nostro corpo. Così importante che queste due ragazze hanno dato la vita pur di non cedere a chi voleva usare violenza sessuale su di loro. Perchè avevano ben chiara la consapevolezza di essere anche il loro corpo. Avevano la consapevolezza che violare il loro corpo significava violare tutta la loro persona. Il Papa, con il suo messaggio, lo sottolinea e ricorda, ad una società che tende a sottovalutare le conseguenze della banalizzazione del corpo e della sessualità, quanto sia importante per la stessa dignità dela donna (ma vale anche per l’uomo) riappropriarsi di valori come purezza, rispetto e castità. In sintesi il Papa ci vuole dire che la giovane Karolina ha avuto la forza di opporsi a quella violenza perchè conosceva quanto lei fosse bella e preziosa. Quanto la sua dignità di donna si manifestasse anche attraverso il suo corpo e da come lei considerava il suo corpo. Non qualcosa da svendere o da usare ma una parte di lei preziosa da custodire e proteggere.

Purtroppo oggi non è così per tante ragazze e per tanti ragazzi. Il corpo è usato per avere qualcosa in cambio. Di solito per avere un po’ di considerazione. Tanti usano il proprio corpo illudendosi di non avere conseguenze e invece questo modo di agire provoca in loro delle ferite profonde che poi impedisce loro di vivere relazioni autentiche e sane. Dovremmo aiutare i nostri figli a riscoprire l’importanza del pudore e della castità.

Il pudore non è da confondere con la vergogna. Avere pudore ci dice che siamo consapevoli dell’importanza del nostro corpo. Avere pudore ci dice che siamo persone gelose del nostro mistero. Il pudore è protezione della nostra ricchezza, della nostra intimità che non è qualcosa da svendere e rendere disponibile per tutti, ma qualcosa da preservare e custodire solo per una persona disposta a legarsi a noi per la vita. Un ragazzo o una ragazza che ha pudore sa quanto vale e sa quanto vale il suo corpo. Sa che il suo corpo è parte integrante della persona che è e che la sua dignità non può prescindere da come lo custodisce.

La castità esprime a sua volta la dignità della persona. Della propria persona e anche di quella con cui ci relazioniamo. Il nostro corpo è un’opportunità straordinaria che noi abbiamo per fare un’esperienza unica nell’incontro profondo e completo con un’alterità. Attenzione però! C’è verità solo quando cuore e corpo esprimono entrambi lo stesso amore. Non basta sentire di amare l’altro/a per rendere puri e autentici gesti che non lo possono essere. Il sesso non è sempre buono, non è sempre amore, anche se desiderato da entrambi. Il cuore parla attraverso il corpo. Nel sesso dice sono tua/o, siamo una cosa sola, tu sei l’unico/a per me. Capite bene che il cuore sta dicendo la verità, attraverso quel gesto del corpo, solo se si tratta di un uomo e di una donna che si sono promessi amore per sempre nel matrimonio.

Quindi il Papa fa bene a ricordare ogni tanto quanto la nostra dignità e la verità delle nostre relazioni d’amore passino attraverso pudore, purezza e castità. Senza non riusciremo a vivere un amore vero nella nostra vita e anche tutta il nostro amore verso Cristo ne sarà inesorabilmente compromesso. Non si tratta di moralismo ma di imparare ad amare.

Antonio e Luisa

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