I talloni d’Achille delle mogli

Una delle accuse che spesso mi viene rivolta dai lettori del blog è proprio che tendo a bacchettare l’uomo, il maschio, il marito. Quasi come se tutti i problemi dipendessero dal tapino che ha avuto in dotazione i cromosomi XY. Forse un po’ di verità c’è perchè io (Antonio) sono l’autore di molti articoli e tendo ad esaminare gli errori dal mio punto di vista maschile. Oggi mi rivolgerò invece alle signore e scriverò dei loro talloni d’Achille. Prendo sempre spunto dal bel libro di don Carlo Rocchetta La danza degli sposi. Come già fatto nel precedente articolo rivolto ai mariti, don Carlo ha messo in evidenza sei punti di criticità che si nascondono spesso nell’essere donna. E’ naturalmente un elenco molto generale che non accomuna tutte le donne con la stessa intensità.

Determinazione eccessiva. La donna ha un po’ il vizietto di voler decidere cosa fare e come farlo. L’uomo è diverso. L’uomo non ha voglia di discutere e spesso non crede che sia importante mettere i puntini su ogni cosa. Tende a passare sopra tante situazioni. La donna no! Se non si fa come dice lei ecco che comincia il martellamento. Recriminazioni, ricatti, silenzi ecc. ecc. Una donna che ha questo tipo di atteggiamento rischia seriamente di snervare il marito. Il marito, in questo caso, può reagire in due modi, entrambi deleteri per la coppia. Si impunta allo stesso modo e allora la relazione diventa una continua guerra. Si continua a litigare per ogni minima cosa. Oppure si rassegna. Una rassegnazione che diventa frustrazione e poi rancore. Una bomba ad orologeria.

Tendenza ad insegnare. Io ho una moglie insegnante che lo fa quindi di mestiere. Molte donne sono un po’ maestrine anche nel matrimonio. Pensano di sapere meglio del marito cosa sia bene per lui e non esitano a farsi carico di educarlo. Ad alcuni mariti forse sta anche bene così. Alcuni cercano infatti una donna che sia anche un po’ mamma, ma a volte questo atteggiamento può risultare molto irritante. Soprattutto quando reiterato nel tempo. Quando una donna dice al marito – dobbiamo parlare – lui avverte come una sorta di minaccia dietro quella richiesta all’apparenza ragionevole. Attenzione care mogli: l’uomo ha bisogno di una donna che sappia valorizzarlo e non di una che lo sminuisce continuamente.

Ostinazione. L’universo femminile e quello maschile sono molto diversi tra loro e spesso sono addirittura opposti. La donna tende ad essere molto analitica, l’uomo molto più sintetico. La donna si ferma sul particolare perdendo di vista l’universale. L’uomo tende invece ad avere uno sguardo più ampio ma di conseguenza meno attento al particolare. Capita così che episodi familiari possano essere vissuti e percepiti dai due sposi in modo molto diverso. La donna tende ad esagerare e a fare di un piccolo incidente una catastrofe. L’uomo tende invece a non vedere dei problemi dove magari ci sono davvero. Questo crea conflitto. La moglie si ricorda cose che l’uomo ha dimenticato e se le ricorda più gravi di quello che realmente sono. Non solo le ricorda ma le rinfaccia al marito, se crede che la responsabilità sia dell’uomo. Con il tempo, e con il sommarsi dei rimbrotti, lo sposo può reagire a questa situazione in due modi entrambi negativi: si defila o diventa insensibile (vedi articolo sui mariti).

Vittimismo. Diciamolo, a volte la donna sa essere davvero pesante. Non ditelo a mia moglie ma anche lei ogni tanto ci casca. Sembra che non vada mai bene nulla. Ha continuamente bisogno di conferme affettive. Ha bisogno di essere capita nelle sue difficoltà e sofferenze. Va bene. E’ giusto. Diventa però pesante quando esagera. Donne ricordatevi di non assillare troppo vostro marito. Trovate magari il momento giusto per parlare e lamentarvi. Non “aggreditelo” appena lo vedete rientrare a casa, oppure troverà modo di rientrare sempre più tardi. Naturalmente scherzo, ma non troppo.

Narcisismo materno. L’arrivo di un figlio è uno tsunami per la coppia. Lo abbiamo sempre detto anche noi. La mamma ha la tentazione di vivere una relazione quasi esclusiva con il neonato. Lo sente parte di sè, anche perchè per nove mesi è stato davvero dentro di lei. Questo può essere molto dannoso per la coppia. Non solo il padre può essere messo un po’ in un angolo e sentirsi escluso da questo rapporto strettissimo a due tra madre e figlio, ma anche la relazione di coppia può subire dei contraccolpi. La neomamma potrebbe trascurare il marito e cercare gratificazione non più nella relazione sponsale ma in quella genitoriale. Senza contare che anche l’attività sessuale potrebbe risentirne pesantemente. Attenzione: per essere delle brave mamme non potete smettere di essere mogli.

Spiritualismo. E’ un argomento che abbiamo già affrontato con i mariti. Spesso la sessualità dopo i primi anni di matrimonio diventa una routine. Ci sono sempre meno momenti di intimità fisica tra gli sposi e sempre meno desiderio di averli. Da entrambi ma dalla donna in particolare. Non c’è desiderio e diventa un obbligo da assolvere sempre più di rado. Abbiamo già messo in evidenza come l’uomo non possa pretendere nulla e debba darsi da fare per sedurre la propria sposa. La donna non può però pensare, se vuole avere un marito contento, di uniformare il tutto ai propri ritmi e desideri. L’uomo ha bisogno di sentirsi desiderato e che sia ogni tanto anche la sua sposa a prendere l’iniziativa.

In questi due articoli abbiamo affrontato i diversi talloni d’Achille di uomo e donna. Senza voler puntare il dito contro nessuno, certi comportamenti sono spesso frutto anche di come si costruisce la relazione insieme, ma con l’obiettivo di permettere un esame di coscienza per comprendere se possiamo fare qualcosa per renderci più amabili e belli per l’altro/a.

Antonio e Luisa

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