Domenica e famiglia : un connubio possibile / 32

Vediamo ora di analizzare alcuni particolari sulle indicazioni del Messale circa l’acclamazione del “Santo” ed il suo contenuto. Partiamo col riferimento del Messale :

Alla fine (il sacerdote) congiunge le mani e conclude il prefazio cantando o proclamando ad alta voce
insieme con il popolo:
Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell’universo. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Osanna nell’alto dei cieli. Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Osanna nell’alto dei cieli.
Oppure in canto:
Sanctus, Sanctus, Sanctus Dóminus Deus Sábaoth. Pleni sunt caeli et terra glória tua. Hosánna in excélsis.
Benedíctus qui venit in nómine Dómini. Hosánna in excélsis.

E’ inutile (e controproducente) negare la struttura dell’uomo, siccome siamo dotati anche di corpo, non possiamo far finta che esso non esista e che non abbia le sue esigenze solo perché questo ci costa fatica. Quando il Messale dà delle indicazioni, non vuole che i fedeli obbediscano tanto per farlo, ma desidera che essi aderiscano con una scelta, sicché i rituali esterni esprimano ciò che sta avvenendo dentro il cuore; ma è vero anche che se dentro il cuore non sta avvenendo niente, esso sia aiutato, corroborato, alimentato, confermato ed incoraggiato dal gesto esterno del corpo. Torneremo nelle puntate successive su questo argomento della preghiera del corpo, intanto ci soffermiamo sul momento del “Santo“.

Il Messale indica : […] conclude il prefazio cantando o proclamando. Ciò significa che ci sono sì due opzioni, ma la prima è sempre da preferire, non è stata scritta per prima a caso, non è un libro di poesie o di prosa che segue le relative regole, no ! Il Messale è stato scritto come se fosse una guida passo passo.

Ed infatti subito dopo la parola “proclamando” segue il testo in italiano. Ma bisogna notare che subito dopo il testo italiano segue quello originale in latino preceduto dall’indicazione : Oppure in canto: […]. Questo significa che se viene proclamato va bene in italiano, ma se viene cantato (che è la prima e migliore opzione) sia eseguito in latino.

Facciamo subito una piccola digressione circa il “Sanctus” in latino. Noi non abbiamo studiato la lingua latina in maniera approfondita con gli studi scolastici, ma ciò non toglie nulla alla preghiera, non è necessario capire tutto fino in fondo per aderirvi con la fede. Ad esempio: tutti i cristiani credono nel dogma della Santissima Trinità senza capirlo fino in fondo a causa dei limiti umani, ciononostante credono in questa grande verità e non è loro impedito un profondo e serio cammino di ascesi cristiana, perché il non-capire fino in fondo non è di ostacolo alla fede. Anzi, questo non-capire dovrebbe suscitare un senso di profondo stupore di fronte a realtà più grandi della nostra limitatezza e finitezza umana, realtà che ci sovrastano, ci trascendono, ci superano ma non per questo meno vere o meno reali.

Questo testo latino ha un particolare significato che sfugge nella traduzione italiana e riguarda la parola “Sábaoth“: è un termine ebraico e la sua traduzione corretta è “eserciti” mentre nella traduzione italiana si è preferito optare per “universo” ; non conosciamo bene i motivi che hanno spinto ad ufficializzare l’attuale versione italiana, siamo certi però che inneggiare al “Dio degli eserciti” oppure “Dio delle schiere celesti” colora questo canto di un connotato militare non indifferente. Sapere di essere di fronte al Signore (inteso come capo/comandante) di un esercito di combattenti infonde una certa carica di orgoglio, di appartenenza, anche perché oltre alle schiere celesti ci sono le schiere militanti, ovvero noi che con la Cresima siamo diventati soldati di Cristo.

Cari sposi, siamo soldati di Cristo, ma per combattere contro chi ?

Il canto del “Sanctus” è per noi l’inno che gli eserciti cantano fieramente prima della battaglia per incutere timore agli avversari, ed i nostri avversari sono i diavoli con le loro tentazioni.

Dobbiamo cantarlo con ardore per farli tremare di paura !

Da una parte c’è Satana col suo esercito di diavoli/demoni e dall’altra c’è Cristo vittorioso con la Madonna Regina ed il glorioso S. Giuseppe, attorniati dal doppio (rispetto ai diavoli) delle milizie angeliche celesti capitanate da S. Michele arcangelo, ai quali si aggiungono le schiere innumerevoli dei beati, dei martiri, dei vergini, dei santi, ed infine ci siamo anche noi Chiesa militante.

Gli sposi hanno un ruolo importante in questa grande coralità, poiché quando canta anche solo uno dei due sposi, è come se cantasse anche l’altro giacché siamo un corpo solo.

Coraggio sposi , non importa avere l’intonazione degna di un Grammy Awards, basta l’ardore della fede e la fierezza di aver deciso in quale schieramento militare… ovviamente dalla parte del Vincitore !

Giorgio e Valentina.

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