Veniamoci incontro!

Uomo e donna insieme sono una forza della natura. Lo ha detto bene Jovanotti in una sua canzona Il più grande spettacolo dopo il big bang siamo noi, io e te. E’ davvero così. Quella creatura che Dio mi ha posto accanto quanto è bella, quanto è affascinante. E più la conosco e più lo è. Nonostante a volte sia pesante, pedante, mi faccia innervosire, non la capisca. Eppure è bella ma proprio perchè resta un mistero. Più passano gli anni e più è così. Perchè mi permette di entrare in lei, nel suo modo di essere e di pensare ed è molto affascinante. Finito questo panegirico della mia Luisa, che però non è piaggeria ma mi sgorga dal cuore, arrivo all’argomento di quest’articolo. Siamo differenti, vediamo di venirci incontro.

Tra le problematiche più frequenti in una coppia consolidata di sposi ne ho notata una che riguarda davvero tante coppie. Lui e lei si lamentano di due atteggiamenti dell’altro che danno fastidio. Lui di solito ha un lavoro impegnativo. Che porta via diverse ore ed energie ogni giorno. Lei lavora meno fuori e si dedica maggiormente alla cura della casa e dei figli. Alcune volte lavora solo in casa. Non voglio fare degli stereotipi ma spesso è così. Poi ci sono naturalmente eccezioni ma non sono la normalità. Ebbene cosa accade? La moglie ha bisogno di parlare. Non è un capriccio. Ne sente proprio la necessità. Nostra moglie non vuole solo metterci al corrente di quanto è successo, dei problemi, degli impegni ecc. ecc. La donna raccontando la sua quotidianità ci sta raccontando non dei fatti ma come ha vissuto quei fatti. Si sta aprendo emotivamente, ci sta dicendo quello che ha provato, le sue sofferenze, le sue gioie. Nel problema che ci racconta non c’è un fatto ma c’è lei. Così se ci racconta che il piccolo è caduto e si è fatto male ci vuole trasmettere la sua preoccupazione di quel momento e magari la solitudine di dover affrontare quell’imprevisto, seppur piccolo, da sola. Ho fatto un esempio stupido ma vale per tutto. E da noi non si aspetta una soluzione, almeno non sempre, ma che comprendiamo il suo stato d’animo. Si aspetta condivisione ed empatia.

Gli uomini sono diversi. Tornano a casa, dopo una giornata di lavoro, e non hanno nessuna voglia di parlarne. Non credono sia importante farlo. L’uomo tornato a casa ha solo un desiderio: staccare la spina e rilassarsi. Stare un po’ da solo. Entrare in quella che nel gergo si chiama caverna. La mia caverna può essere andare a correre, quella di un altro fare l’orto. Altri guardare una serie su Netflix, leggere, fare una passeggiata, giocare alla play. Ci sono moltissimi modi ma noi uomini abbiamo bisogno della caverna.

Cerchiamo quindi di venirci incontro. Prima di tutto accettando che siamo differenti e che abbiamo necessità differenti. Come accettarlo? Nel dialogo di coppia. Diciamocelo quello di cui abbiamo bisogno. L’altro non ci arriva da solo. Poi, se è vero che ci vogliamo bene come diciamo, rispettiamo le nostre necessità. Se lo sappiamo sarà più semplice farlo. Luisa sa che quando torno a casa ho bisogno di tranquillità. Ed io so che non posso approfittarmene. Non posso stare troppo nella mia caverna. Poi vi assicuro che noi maschietti saremo molto più predisposti ad ascoltare. Lo dobbiamo fare perchè lei ne ha bisogno. Anche se ci dice sempre le stesse cose. Capito? E senza guardare ne frattempo il telefono o la tv. Attenzione e condivisione. Così vi assicuro che avrà anche più desiderio di fare l’amore. Vi conviene!

Coraggio non è sempre facile vivere con quella personcina che avete accanto ma è meraviglioso. Non la cambierei mai per farla simile a me. Sai che noia sarebbe!

Antonio e Luisa

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