Cari sposi, finalmente la loro causa è passata a Roma ed è entrata nella fase finale dell’iter previsto per la beatificazione. Sto parlando dei servi di Dio Eugenio Balmori (1900-1946) e Marina Cinta (1909-1988), la prima coppia messicana ad avvicinarsi agli altari.
Eugenio nacque a San Luis Potosí proveniente da una famiglia numerosa e di umili origini. Proprio per questo non poté completare la sua formazione professionale e dovette iniziare a lavorare presso una compagnia petrolifera. Tuttavia, nel frattempo, si spendeva collaborando in parrocchia nonostante il Messico stesse vivendo una sempre maggior persecuzione contro la Chiesa Cattolica, che sfociò infine nella guerra Cristera (1926-1929). A dispetto dei rischi, Eugenio preparava segretamente catechisti, distribuiva la comunione ai malati e ai carcerati, visitava poveri e sacerdoti clandestini. Sebbene non fosse una persona particolarmente colta, partecipò alla difesa della libertà della Chiesa e del popolo scrivendo su questioni politiche, sociali ed economiche. Nel 1932 la sua compagnia petrolifera lo mandò in una nuova sede, a Coatzacoalcos, un porto fiorente sul Golfo del Messico, dove continuò il suo impegno per evangelizzare e catechizzare dato che il culto era ancora ristretto per le conseguenze della persecuzione anticattolica.
Nel 1937 Eugenio sposò Marina Cinta e dal loro matrimonio nacquero cinque figli. Catechista come lui, formarono una famiglia dove regnava l’amore e la serenità e dopo alterne vicende nell’ambito professionale nel 1942 si trasferirono nuovamente a Coatzacoalcos. Anche qui Eugenio mostrò il suo impegno concreto per promuovere la fede spendendosi per la costruzione della nuova parrocchia di S. Giuseppe. Ma il 12 maggio 1946 fu coinvolto in un incidente stradale e vi trovò la morte. Fu sepolto nella chiesa da lui costruita e che oggi è divenuta cattedrale della diocesi.
Una volta che Marina rimase vedova, iniziò a lavorare in una fabbrica per mantenere i figli, ai quali diede una solida formazione umana e cristiana e con grandi sforzi riuscì ad ottenere per loro borse di studio in scuole cattoliche. Con il loro esempio, sbocciò una vocazione sacerdotale in famiglia e così nel 1970 lei accompagnò il figlio Roberto a Roma per l’ordinazione sacerdotale. Anni dopo P. Roberto divenne vescovo e oggi può testimoniare la santità dei genitori: “I miei genitori furono una coppia che visse in mezzo a un clima di persecuzione religiosa, di sacerdoti perseguitati. Ciononostante, essi si adoperarono sempre affinché la fede fosse mantenuta viva in mezzo alle famiglie della città, insegnando loro il catechismo”.
Ecco ancora una volta una coppia che incarna la semplicità e autenticità nell’amore e nella fede e ci insegna che la pienezza del matrimonio è possibile, anche in mezzo a difficoltà oggettive e non richiede particolari doti umane ed intellettuali. Hanno detto sì a Gesù moltiplicando i talenti ricevuti e sono stati faro per tante altre persone e pietre vive nella Chiesa. Eugenio e Marina sono un’ulteriore conferma che il Signore chiama anche voi sposi a crescere come coppia e a mettere Gesù al centro del vostro amore.
Padre Luca Frontali