La Chiesa sacralizza l’unione degli sposi

Una certa idea filosofica e culturale ci ha sempre fregato. Abbiamo imparato a pensare all’anima come qualcosa di puro, di vicino a Dio, che ci innalza, e al corpo come qualcosa di terreno, dove risiedono gli istinti più gretti. Siamo abbastanza convinti che l’anima ci renda uomini e il corpo animali. Qualcosa di questa idea ce l’abbiamo tutti, senza false ipocrisie, chi più chi meno siamo tutti dentro questo modo di pensare.

Ma questo è quello che insegna la morale cristiana?

Naturalmente no. Questo è moralismo, cioè un qualcosa che dirstorce il reale messaggio e ne fa qualcosa di diverso e per certi versi diametralmete opposto.

La morale cristiana, l’insegnamento morale cristiano ci hanno sempre detto tutt’altro, ma pochi lo sanno.

L’amore fisico tra gli sposi viene spesso visto come qualcosa di tollerato e necessario per la procreazione umana, in realtà è un gesto sacro e liturgico per gli sposi. Un gesto bellissimo, casto e puro che per questo non deve essere sporcato e dissacrato da noi sposi.

Vi rendete conto della differenza enorme che c’è tra il dire che è un gesto intrinsecamente sporco dal dire che possiamo sporcarlo noi, con il nostro modo di intenderlo e viverlo?

Se comprendiamo il significato altissimo del gesto nella sua più profonda verità, diventa comprensibile anche tutto il resto. Diventa comprensibile perché astenersi prima del matrimonio, perché evitare di sporcarlo con l’uso degli anticoncezionali, perché impegnarsi a fondo a purificare sguardo e cuore per non portare schifezze all’interno del talamo nuziale, nostro altare e luogo sacro di manifestazione divina.

Don Rocchetta, nel suo ultimo testo “Teologia del talamo nuziale”, che straconsiglio, descrive il talamo nuziale come vero e proprio luogo teologico con valenza sacramentale. Quando due sposi si uniscono intimamente, rinnovano un sacramento. Vi rendete conto?

La Chiesa, sempre additata al ruolo di sessuofoba e castrante, è l’istituzione che maggiormente valorizza il rapporto sessuale, dando a questo gesto una dignità enorme, lontana anni luce dalla banalizzazione della nostra attuale società.

Voglio finire con una chicca. Pochi sanno, anche io ammetto di averlo scoperto solo attraverso il libro di Rocchetta, che il talamo nuziale fino a pochi decenni fa veniva benedetto dall’autorità ecclesiale. Poi, senza motivazioni apparenti, è stata cancellata nel 1984.

Ah, dimenticavo. L’immagine non è scelta a caso: il Talamo nuziale è luogo sacro, dove l’accesso è consentito solo a chi celebra il sacramento. Animali e figli fuori.

 

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