Gesù ci mette le ali

Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, gli domandavano se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie.
Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?».
Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma.
Ma dall’inizio della creazione li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne.
Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento.
E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei;
e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».
Parola del Signore.

Cosa dice questa Parola alla mia vita di sposo? Non voglio parlarne in una chiave legalistica. Non voglio parlare di dottrina e di peccato. Non spetta a me. Posso pregare che Papa Francesco e i nostri pastori possano decidere per il meglio, ispirati da Dio. Voglio parlare di questa Parola non in modo astratto, come legge per l’appunto, ma come sorgente di vita per il mio matrimonio e la mia storia. Gesù non sta solo citando una legge ma viene ad annunciare una Verità. Gesù viene a dire ad ognuno di noi, che Lui può fare nuove tutte le cose. Viene a dirci che quello che è stato fino ad allora non era la verità ma un compromesso educativo di Dio. Cosa intendo dire? Che l’atto di ripudio non era un’autorizzazione al divorzio ma tutt’altro serviva a tutelare la parte debole, la donna. Con l’atto formale di ripudio, secondo la legge ebraica, la donna poteva rifarsi una vita, trovare un nuovo marito. Senza, era destinata a una vita da emarginata. L’atto di ripudio era un argine all’egoismo umano. Gesù è venuto ad annunciare che ora, grazie a Lui, l’uomo può finalmente abbracciare la verità sponsale nella sua pienezza. Gesù non è venuto a irrigidire una legge ma a donarci la verità. Una verità difficile da perseguire in una scelta che ci impegna per la vita ma che grazie a Lui, alla sua redenzione e alla sua Grazia possiamo raggiungere per avere una vita pienamente e autenticamente umana. Gesù dice testualmente che in origine non era così. L’origine è la vita del creato prima del peccato originale e della caduta, è la vita che Dio ha pensato per ognuno di noi perchè fosse santa piena d’amore e di vita. I farisei non riescono a cogliere quello che dice Gesù come dono ma semplicemente come regola. Questo non permette di riconoscere la presenza di Gesù e la relazione con Lui come fondanti del nostro stile di vita. Tant’è che pur avendolo incontrato di persona non cambiano il loro cuore. Per un cristiano, che invece lo ha incontrato, la prospettiva cambia. La legge diventa un modo, una chiave per poter rispondere a un amore e una misericordia che già abbiamo sperimentato. Accogliere questa Parola di Gesù significa riconoscere, prima di tutto a noi stessi, che la nostra relazione, il nostro matrimonio ha origine in Lui, che non siamo noi i padroni della nostra vita, che da soli non siamo capaci di renderci felici. Riconosciamo che sottometterci alla legge di Dio significa accogliere Gesù e riconoscerlo come Re della nostra vita. La legge diventa così mezzo di incontro, di sostegno e di Grazia. Ed ecco che la Parola di Gesù sul matrimonio non è una catena che opprime ma al contrario diventa ali che permettono di volare alto e di avere un orizzonte e uno sguardo meraviglioso sulla nostra relazione e sulla nostra vita.

Antonio e Luisa

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