Il legame coniugale cristiano

Il legame coniugale cristiano. Cosa è? Sembra un concetto legalistico e dottrinale. Per certi versi lo è. Per gli sposi è altro. Per gli sposi è una scoperta meravigliosa che si comprende poco alla volta. Partiamo dalla dottrina, consapevoli che la dottrina esprime ciò che è pienezza e verità nella relazione con le persone e con Dio. Il Catechismo enuncia:

1639 Il consenso, mediante il quale gli sposi si donano e si ricevono mutuamente, è suggellato da Dio stesso [Cf Mc 10,9 ]. Dalla loro alleanza “nasce, anche davanti alla società, l’istituto (del matrimonio) che ha stabilità per ordinamento divino” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 48]. L’alleanza degli sposi è integrata nell’alleanza di Dio con gli uomini: “L’autentico amore coniugale è assunto nell’amore divino” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 48].

1640 Il vincolo matrimoniale è dunque stabilito da Dio stesso, così che il matrimonio concluso e consumato tra battezzati non può mai essere sciolto. Questo vincolo, che risulta dall’atto umano libero degli sposi e dalla consumazione del matrimonio, è una realtà ormai irrevocabile e dà origine ad un’alleanza garantita dalla fedeltà di Dio. Non è in potere della Chiesa pronunciarsi contro questa disposizione della sapienza divina [Cf Codice di Diritto Canonico, 1141].

Detto in parole semplici,  una volta che il sacramento è celebrato e sigillato nella carne con il primo rapporto ecologico, lo Spirito Santo si effonde sugli sposi, nella loro relazione affettiva umana e con il suo fuoco ardente d’amore li salda in modo indissolubile. La relazione degli sposi diventa tenda dove Dio prende dimora. Da quel momento gli sposi amano Dio con un cuore solo. Non solo, da quel momento  la sposa prende dimora nel cuore dello sposo e viceversa. Sposo e sposa vivono costantemente nella presenza reciproca, presenza che può non essere concretamente evidente, perchè gli impegni e il lavoro possono separare gli sposi durante la giornata, non si è sempre insieme,  ma spiritualmente tale presenza costante è reale e percepibile.  La presenza dell’altro/a dona serenità, pace e forza nell’affrontare ogni situazione. I momenti di preghiera dell’uno/a diventano ricchezza anche per il coniuge e i sacramenti nutrimento anche per il coniuge. Tutto questo è incorruttibile anche quando uno dei due coniugi abbandona l’altro/a. Ecco perchè la preghiera offerta di colui/colei che resta fedele ha una forza di redenzione e di intercessione per la salvezza del coniuge potentissima. Perchè quesro vincolo è ancora presente, anche se l’altro/a fa di tutto per strapparlo e liberarsene.

Nella mediazione reciproca, nella relazione e nella vita comune gli sposi si preparano alla vita eterna, alle nozze eterne con Dio. Essi vanno a Dio come due mani giunte, fuse e unite tra loro, dal fuoco consactante dello Spirito Santo.

Attraverso questa realtà trascendente,gli sposi diventano immagine di Dio, l’immagine più completa che l’uomo possa rappresentare di una realtà infinita e divina.

Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.

Non l’uomo da solo, non la donna da sola, ma l’uomo e la donna insieme, nella loro relazione d’amore, nella loro diversità e nella loro complementarietà. L’uomo e la donna, l’amante e l’amata, che nella loro relazione d’amore esprimono la forza creatrice di Dio, divenendo cocreatori di Dio nel generare nuova vita e nuovo amore.

In questo contesto straordinario e di una grandezza che commuove, trova senso l’amplesso fisico, riattualizzazione del sacramento del matrimonio, che esprime in un gesto di pochi minuti una relatà perenne, costante e indissolubile. L’amplesso fisico esprime nella carne il legame coniugale dello Spirito Santo, l’amplesso fisico è segno nella carne di quel fuoco consacrante  che ha unito i cuori dei due sposi. L’amplesso fisico diventa quindi fonte di Grazia e profezia dell’amore di Dio.

Spero con questo accenno, sicuramente insufficiente e approssimativo, di aver almeno reso  una vaga idea su cosa sia il legame coniugale cristiano, realtà spesso vissuta dai coniugi ma non conosciuta.

Antonio e Luisa

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