Una parola sconosciuta!

C’è una parola che la nostra cultura ha ridicolizzato e mistificato. E’ una parola che è stata associata al medioevo, all’oscurantismo della Chiesa, alla sottomissione della donna, insomma una parola che il progresso ha cancellato senza che fosse rimpianta da nessuno. Anche le persone di Chiesa non ne parlano volentieri e spesso la considerano ormai sorpassata, di sicuro non una parola che sia importante per poter condurre una vita buona e cristiana e soprattutto autenticamente e pienamente umana. Anche io l’ho sempre considerata con diffidenza fino a quando un santo padre cappuccino è riuscito a mostrarmi il significato autentico di quella parola. Quella parola è declinata in tanti altri sostantivi. Quella parola è regalità, quella parola è bellezza, quella parola è pienezza e quella parola infine è fedeltà e verità. Quella parola è quella che più si avvicina al significato cristiano di amore. E’ regalità perchè attraverso quella parola dico al mondo e soprattutto a me stesso/a che valgo. Dico che non mi svendo a nessuno/a che non meriti e con sia degno/a di ricevere il mio dono totale, anche del corpo, e non solo del corpo. Solo chi è disposto/a a sua volta a donarsi totalmente a me nel matrimonio indissolubile, fedele e per sempre è degno/a di me. Nessun altro/a perchè chiunque altro/a mi userebbe senza amarmi veramente. Questa parola mi ha permesso di vivere come figlio/a di re consapevole del mio valore e non come mendicante in continua ricerca di briciole d’amore. Quella parola è bellezza perchè mi ha permesso di purificare il mio sguardo e di poter così ammirare la bellezza meravigliosa del mio sposo /della mia sposa.  Bellezza che pur contemplando la sensualità non si limita ad essa ma va molto più in profondità trasfigurando il corpo in una bellezza arricchita da tutte le sue virtù del cuore tanto da farci apparire l’altro/a sempre più bello/a nonostante il tempo che passa e la giovinezza che pian piano ci lascia. Infine questa parola è verità e fedeltà. Fedeltà perchè permette di preservare il dono di sè a una sola persona, quella che mi sposerà , essergli fedeli da sempre e per sempre, anche prima di conoscerla ma sao che c’è e mi preparo ad accoglierla. Verità invece perchè l’amplesso fisico, il dono di sè, l’unione dei corpi che diventano uno è vero solo quando racconta nel corpo qualcosa che si vive già nei cuori. Unione dei corpi quando c’è l’unione dei cuori altrimenti può essere un gesto sincero nelle nostre intenzioni ma oggettivamente falso nel suo significato perchè svuotato della sua essenza. Col corpo diciamo voglio essere uno ma col cuore non lo siamo e magari non vogliamo esserlo.  Scommetto che avete capito ormai di che parola si tratta: LA CASTITA’. Per me non è più una parola priva di senso, ma si è concretizzata in uno stile di vita e in una modalità di amare la mia sposa perchè anche nel matrimonio sono chiamato alla castità, non nell’astinenza,  ma al contrario a vivere nel dono autentico e nell’incontro dei cuori ogni rapporto fisico.

Antonio e Luisa

Vi allego un video molto breve e molto bello tratto dal documentario Il giocoliere di Dio.

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