Charlie è Dio che ci tende la mano

Non so se il piccolo Charlie e i suoi genitori riusciranno a vincere la loro battaglia legale. In ogni caso hanno vinto. Un bambino inerme, malato e fragile è riuscito a resuscitare l’umanità sopita di tante persone. La cosa che più mi ha colpito è che autorità religiose e politiche sono scese in campo quasi costrette da una sollevazione di popolo, partita dal basso. Charlie è riuscito a far risplendere una legge morale scritta dentro ognuno di noi, spesso sepolta e inquinata da una cultura dominante di morte e finalizzata al solo profitto. Ci hanno provato a cancellarla, per anni. Probabilmente pensavano di esserci riusciti. Poi è arrivato Charlie che con la sua perfetta “inutilità” ha stravolto tutto, ha distrutto anni di colonizzazioni ideologiche. Charlie ha fatto più di quanto io, sano, riuscirò a fare in una vita. Come fate a chiamarlo inutile? Una persona, un piccolo uomo, un figlio di Dio, perfetto nella sua unicità. Trovo di un’ipocrisia insopportabile l’Europa quando celebra le diversità, propone leggi per rendere le città ad uso dei disabili ed esalta le para olimpiadi, ma poi, fa di tutto per far si che quegli stessi disabili non nascano, o se nascono, per eliminarli prima possibile con l’eutanasia, la dolce morte, la morte dignitosa. Io non penso di essere ipocrita. Ho conosciuto nella vita e nel web tante famiglie con figli disabili. Il primo pensiero che mi viene è ringraziare Dio per avere avuto figli “normali”. Poi però quando conosci meglio quelle famiglie, vedi le difficoltà e le sofferenze che devono sopportare, ma nella loro casa c’è un amore diverso, c’è qualcosa in più che io non ho. Quei bambini “diversi” sono l’amore. L’amore è donarsi totalmente per l’altro. Quando questi bambini arrivano in una famiglia ti obbligano a una scelta radicale. Amore o egoismo, vita o morte. Quando i genitori scelgono l’amore, e si donano totalmente a quel bambino speciale ottengono in cambio un amore puro e totale. Queste famiglie sono un segno per tutto il mondo. Un mondo che dice che vali solo quando sei produttivo, che sei bello solo se hai certe misure, un mondo che o sei perfetto o non vali nulla. Un mondo che non ti ama perchè ti accetta solo se rispetti determinati canoni. Poi incontri queste famiglie e vedi la bellezza. La bellezza cruda, fatta anche di pianti e di dolore, ma bellezza vera, quella bellezza che solo una vita di autentico amore ti può dare.

Voglio terminare con una testimonianza di una malata di SMA. Si chiama Anita-gaga Pallara e risponde a Selvaggia Lucarelli che, in un suo post facebook (con migliaia di like), aveva scritto in sintesi che, un bambino che a 10 mesi non gattona, non mangia e non parla, è meglio che muoia perchè ha una vita che non merità di essere vissuta, una vita di dolore e basta.

Cara Selvaggia, ti ho letta ieri in aereo mentre tornavo da Milano abbastanza stanca ma soddisfatta, ai miei piedi c’era il il mio aspiratore e il mio respiratore, vengono con me dovunque vada, non sono i tipici “gadget” da ragazza di 28 anni vero?! Mentre leggevo il tuo post,  con foto del piccolo Charlie in primo piano come rafforzativo alla tua posizione, pensavo a quanta assolutezza avessi usato su un tema così delicato, tanta 
assolutezza può derivare solo da tanta superficialità cara Selvaggia, lasciatelo dire. “A sette mesi sopravviveva in terapia intensiva, intubato, senza poter fare più nulla che avesse a che fare con la vita di un bambino di sette mesi. A sette mesi i bambini cominciano a sorridere, mangiano le prime pappine, gattonano, hanno il loro giochino preferito” in poche righe hai decretato che la vita di un bambino di sette mesi o è quella delle pubblicità della Mellin o non è vita, beh ti sorprenderò ma ci sono tanti 
di quei bambini che a 7 mesi fanno una vita diversa, fanno le stesse cose 
che hai elencato tu solo in maniera diversa, magari con un tubo in gola per 
respirare, uno nella pancia per la “pappa” , non gattonano ma
magari fanno la prima passeggiata fuori casa con mamma e papà, sorridono Selvaggia, 
anche se la tua vita non è come quella delle pubblicità puoi sorridere lo 
stesso, anche se quella “natura ingiusta che punta il dito a
caso” ,come dici tu in maniera netta, tagliente, convinta e soprattutto superficiale, 
dicendo così ti senti al sicuro dai “mostri” vero?! Decide che sia proprio tu a dover vivere quella vita, nelle malattie che colpiscono i bambini le sfumature sono centomila, eppure nessuno le vede, ci si ferma a quella foto di Charlie intubato, senza tenere conto che quel tubo è suo “amico”. Sai  Selvaggia anche ai miei genitori i medici 27 anni fa hanno detto che non avrei superato i 2 anni, malattia ad esito infausto, e tante volte quella 
previsione col passare degli anni poteva avverarsi, tante volte l’aria  ha fatto fatica a passare nei miei polmoni, tante volte i miei genitori mi hanno vista soffrire come mai un bambino dovrebbe, tante volte la mia vita non è stata come quella dei bambini della mia età, tutt’ora è diversa per alcune cose dai miei coetanei, io sono fortunata lo so Selvaggia non serve che me lo dici, sono fortunata perché vivo una vita piena, lavoro, amici, 
uscite ecc, eppure la malattia ad esito infausto c’è sempre e vista dalla tua ottica la mia vita non è vita, non volevi dire questo? Eppure l’hai detto cara Selvaggia, tu maestra delle parole hai lanciato la tua verità su cos’è vita e cosa no per un bambino di 7 mesi, hai avuto coraggio eh. Tu non lo sai Selvaggia ma il sorriso più bello che abbia mai visto in vita mia l’ho visto su un volto di una creatura di 7 mesi, talmente immobile
da poter sembrare una bambola, in un letto di ospedale enorme, rispetto a quel 
corpicino così fragile, quel sorriso adesso illumina il cielo. Tu non lo 
sai Selvaggia ma la forza di volontà più grande che abbia mai visto
l’ho vista in una bambina di pochi anni dagli occhi enormi e belli, le labbra 
rosse come Biancaneve, quella bambina ha continuato a respirare Selvaggia. 
Tu non lo sai Selvaggia ma l’amore che si respira in una casa dove
c’è una principessa che dorme, e non c’è principe azzurro che possa svegliarla,
è indescrivibile, in quella stessa casa che c’è un appassionato di pompieri, 
un eroe quotidiano, gli ho visto muovere i primi “passi” , sono  stata dietro la porta ad aspettare un “va tutto bene” , ho trattenuto il fiato per lui. Tu non sai tante cose Selvaggia, ed è giusto così, forse però se non conosci davvero tutte le sfumature dovresti evitare di scegliere un colore. Charlie io prego laicamente per te, sono convinta anzi certa che te ne andrai tra le lacrime dei tuoi genitori mischiate al tuo sorriso, e 
ahimè alle nostre parole. Io non sono Charlie, nessuno di noi lo è, io vorrei essere la voce di Charlie.”

Chiara Corbella diceva che il contrario della paura è la fede. Non dobbiamo avere paura di questi bambini speciali, ma accoglierli come opportunità di crescere nell’amore, come ci insegnano tante famiglie che ogni giorno lo fanno nel silenzio. La nostra Europa ha paura, mostriamo che noi non l’abbiamo, continuiamo a vedere Charlie non come malato, ma come figlio prediletto di quel Dio che lo ama immensamente e ha dato la sua vita per lui. Charlie è un dono di Dio per tutti noi, un angelo che nella sua fragilità ha una forza dirompente, quella forza che abbatte tutte le nostre costruzioni ideologiche e ci riporta all’origine, a Dio. Attraverso Charlie Dio vuole riportarci a lui, all’amore. Sta a noi scegliere se aprire il cuore o restare nella nostra insoddisfatta vita di “perfetti” che devono sempre dimostrare di valere qualcosa per meritare la vita.

Antonio e Luisa

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3 Pensieri su &Idquo;Charlie è Dio che ci tende la mano

  1. Grazie per le vostre bellissime e toccanti parole…mi riempie il cuore sapere che esistano persone come voi, che vanno oltre l’apparenza e colgano ancora le mille sfumature…
    Sì, questi bimbi speciali sono proprio “speciali”… mia figlia è un angelo in terra e ha cambiato totalmente la mia vita! L’ha riempita di AMORE, quello vero e puro..GRAZIE

    Mi piace

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