Cosa è la miseria? Dimenticare di essere figli di Re.

Oggi mi ha colpito un post di Beatrice Fazi. Beatrice Fazi per chi non la conosce è un’attrice italiana sposata e madre di quattro figli.

Il post che di seguito riporto è di alcune settimane fa quando lo scandalo sessuale nel cinema americano e poi anche nostrano era ancora caldo e d’attualità. Io l’ho letto solo ieri.

Beatrice ha scritto:

Avevo 18 anni, ero appena arrivata a Roma. Una sera, con le mie
coinquiline, siamo finite su un set all’Isola Tiberina. Loro si
vergognavano e mi mandarono a chiedere un autografo all’attore
protagonista (oggi regista e produttore affermato). Lui mi chiese il mio numero.

Mi prometteva di farmi fare una piccola parte nel suo prossimo film.

Mi ha chiamata, qualche giorno dopo. Mi ha portata a fare un giro in
macchina e ha provato a baciarmi una volta appartatosi davanti a un muro
pieno di graffiti in periferia. (Che squallido, no?)
Di fronte al mio diniego si è fatto freddo. È sceso a comprare una busta di latte fresco per il suo figlio piccolo ad un bar lì vicino e dopo mi ha scaricata alla fermata metro meno distante.  Non mi ha nemmeno riaccompagnata a casa.

Non mi ha mai fatto fare manco la comparsa nei suoi numerosi e successivi
film.

Ho pagato? Forse.  Ma che soddisfazione dirgli: “Oh! Ma che te sei messo in testa?!?
Potresti essere mio padre!”

Non per questo mi sento migliore di chi ha subito senza riuscire a
difendersi: sono accadute tante cose dopo quel fatto. E altre battaglie le
ho perse, altri lupi hanno vinto sbranando a pezzi un cuore che ancora oggi
sanguina. Però, da un certo punto in poi della mia vita, nessuno più si è sentito in
diritto di abusare di me. Da quando io stessa, finalmente, ho riconosciuto a me stessa una dignità a cui avevo rinunciato.

La dignità di una Figlia di Dio.  Io valgo il Sangue di Cristo. La Sua stessa Vita.
IO SONO LIBERA DI DIRE NO!!!!!

La prima parte del post probabilmente racconta di una storia comune a tante altre. Purtroppo una storia antica dove l’uomo di potere circuisce e ammalia la ragazzina di turno. Il finale della storia è però sorprendente, meraviglioso. Beatrice dice di no. Dice di no perchè sa di essere preziosa agli occhi di Dio. Quello che fa la differenza è quello sguardo che si è posato su di lei. Lo sguardo di Gesù che libera. Lo sguardo di Gesù è lo sguardo dell’innamorato che va oltre le povertà, i peccati e gli errori commessi e desidera ardentemente la persona amata, ognuno di noi.  Uno sguardo che commuove perchè non di rado lo si scorge proprio quando siamo a terra, non pensiamo di avere nulla di bello e di amabile, ci sentiamo sbagliati  e proprio lì accade il miracolo: alziamo finalmente gli occhi verso di Lui che non ha mai smesso di aspettarci. .Io non conosco Beatrice. Ho cercato però di comprendere il cuore dell’uomo e, grazie a Dio, ho fatto personalmente esperienza di quello sguardo. Conosco la bellezza e la forza che dona quello sguardo e l’ho rivisto in lei. Una volta che ne hai fatto esperienza nulla sarà più come prima. Non ti sentirai più un mendicante.

Non ti accontenterai più di compromessi o di relazioni che nulla hanno a che fare con l’amore e con il rispetto. Siamo re e regine e non mendicanti.

Noi non siamo mendicanti, noi siamo figli di Re, siamo di stirpe regale e il nostro corpo non è per tutti. Il nostro corpo è solo per un altro Re o un’altra Regina, persone capaci di guardarci e non violarci o avvilirci con il loro sguardo, ma capaci di farci specchiare nei loro occhi e farci ammirare tutta la nostra bellezza. Uomini e donne disposte a donare tutto a noi e ad accogliere tutto di noi, persone che non hanno paura di promettere per sempre.

Antonio e Luisa

Beatrice l’ho “scoperta” ascoltando questa bellissima testimonianza. Merita davvero

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