Una sposa diversa dalle altre.

Una giovane donna, accompagnata dal padre, che si reca all’altare vestita con un abito nuziale bianco. Quante volte abbiamo assistito a questa scena. Questa volta finisce, però, in modo diverso. Giunta all’altare non c’è lo sposo. Tranquilli non è scappato. Lo sposo c’è. Lo sposo è Cristo. Quella ragazza sta per prendere i voti. Sta per diventare una novizia clarissa. Una monaca di clausura. Sta per dire a Dio sono tua, solo tua, per sempre tua. Lo sono con tutto me stessa, con la mia anima, il mio corpo, la mia volontà. il mio tempo, la mia preghiera, il mio fare. Eppure c’è qualcosa di profondamente autentico in questa immagine che può risultare strana. C’è una bellezza che rapisce gli occhi e attraverso questi colpisce dritto al cuore. C’è la scelta definitiva di una ragazza. Una scelta nata dalla volontà di rispondere a quel desiderio profondo del cuore umano di donarsi totalmente ed in modo esclusivo. La risposta alla sua sessualità. Come? Cosa c’entra la sessualità con la consacrazione a Dio. C’entra tantissimo. Siamo abituati a confondere la sessualità con il sesso. Non è così. La sessualità è qualcosa di molto più vasto e profondo. Il sesso ne può essere una piccola parte. La sessualità è un’esigenza costitutiva della persona umana. La sessualità insieme alla socialità esprime il nostro bisogno di amare e di relazione. La sessualità esprime il bisogno della persona umana di trovare un’altra persona con cui vivere una comunione profonda e piena che investe la totalità del suo essere. Richiede il dono totale in anima e corpo.  E’ la spinta a realizzare la nostra vocazione, la nostra chiamata all’amore. Anche una suora ha una sua sessualità da vivere e realizzare. La realizza nella sua intima, profonda e totale unione con Cristo stesso. Anticipa su questa terra quello a cui tutti siamo chiamati: le nozze eterne con Cristo. Anche io Antonio, nella mia relazione sponsale con Luisa, mi sto preparando a quello che ci mostra questa ventisettenne pugliese. Questa immagine è di una bellezza non di questo mondo. Si può scorgere nel suo sorriso un anticipo di cielo. Questa sorella ci sta interpellando in modo potente. Ci sta mostrando il fine di tutti i matrimoni. Non solo del suo. Il fine del matrimonio è fare spazio. Il matrimonio serve ad aprirci, liberare il cuore da tutti quei pesi e quei macigni di cui è pieno. Il matrimonio serve a sconfiggere l’egoismo che, più o meno, tutti abbiamo. Il matrimonio serve a farci servi l’uno dell’altra. Il matrimonio serve a farci perdono l’uno per l’altra. Il matrimonio serve a distruggere l’orgoglio che ci impedisce di essere capaci di accoglierci. Questa suora ci ricorda tutto questo. Alla fine della nostra vita l’unica cosa che conta sarà solo questa. Quanto saremo pronti ad accogliere l’abbraccio di quel Gesù che non aspetta altro che trovare un cuore aperto. Contemplando  questa sorella che si dona sponsalmente a Cristo posso comprendere molto del mio matrimonio. Posso vederne la grandezza. Allora fermiamoci e guardiamo con meraviglia il sorriso di questa sposa. Due vocazioni diverse ma complementari. Con lo stesso fine. Giungere al matrimonio eterno con Gesù.

Antonio e Luisa

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