Il fidanzamento. Metodi naturali vs contraccezione.

Una delle contestazioni più frequenti che vengono mosse all’uso dei metodi naturali è l’ipocrisia di fondo della scelta. Che differenza c’è tra metodi naturali e contraccezione? Non servono entrambe le soluzioni per non avere figli? In realtà non è così. Cercherò di spiegarmi meglio. So che è un discorso complicato. Inizio con il dire un’evidenza. I ragazzi che vivono il sesso già nel fidanzamento si indirizzano molto più facilmente e frequentemente verso gli anticoncezionali. Il motivo è semplice. Nel fidanzamento non è previsto il concepimento di un figlio (almeno di solito). Quindi chi vuole vivere l’amplesso fin da subito non può che scegliere di usare gli anticoncezionali. Scelta che poi si porterà dietro anche nell’eventuale matrimonio. Per chi, invece, decide di vivere la castità la strada verso i metodi naturali è più agevole e spesso quasi automatica.

Perchè c’è una grande differenza tra queste due scelte?

L’anticoncezionale interviene impedendo o rendendo sterile l’incontro tra il gamete maschile e quello femminile. Crea una divisione arbitraria e artificiale tra l’atto fisico e la sua capacità generativa. Illude di poter mantenere la forza unitiva dell’atto cancellandone la capacità generativa. Un’illusione per l’appunto. Quando voglio modificare e menomare (seppur temporaneamente) il corpo dell’altra/o per assoggettarlo al mio desiderio di ricercare l’amplesso e il piacere fisico non sto cercando una vera unione ed unità con l’amata/o. Sto rispondendo soltanto al mio egoismo e alle pulsioni erotiche. Posso mascherare il tutto di romanticismo di tenerume (non tenerezza perchè la tenerezza presuppone un’autenticità dell’amore) e posso chiamarlo amore. Ma sono tutte balle. Dietro c’è il mio egoismo. C’è l’uso dell’altro. Non ci può essere vera unità se non si accoglie completamente il corpo dell’altro e non ci si dona completamente all’altro. Per questo la Chiesa non può disgiungere la valenza unitiva da quella generativa. L’anticoncezionale piega il noi della coppia all’io dell’individuo. L’anticoncezionale forma con il tempo una mentalità sempre più egoistica e proietta la persona a concentrarsi su di sè e a valutare il rapporto dal grado di soddisfazione personale. Spesso chiude il cuore all’apertura alla vita. Quante ne ho sentite di persone che non sono più capaci di aprirsi alla vita per questa mentalità. Partiti bene, ma poi con il tempo, come in un piano inclinato sempre meno capaci di vivere una relazione autentica.

Il metodo naturale è completamente diverso. Imparare un metodo naturale significa innanzitutto crescita personale per la donna. Significa conoscere il suo corpo ed essere per questo consapevole e in grado di governarlo. Dio ci ha reso padroni del creato. Anche del nostro corpo. Ci chiede di governarlo rispettando la sua natura. Per farlo si deve, però,  conoscere. La fertilità femminile non è più vista come un problema da risolvere, ma come un meraviglioso talento da governare. Solo così, conoscendo, accettando e governando la sua fertilità, la donna si potrà donare completamente, e senza sentirsi usata per questo, al suo sposo. Il suo sposo potrà sperimentare un’unione che in nessun altro modo potrà ritrovare. Il metodo naturale aiuta gli sposi, l’uomo in particolare, a mettere il bene dell’altro prima del suo. Lo educa al sacrificio e alla rinuncia per un bene più grande. Il metodo naturale è una scuola che educa al dono di sè e aiuta a combattere l’egoismo. Molto più semplice mettere un preservativo e avere rapporti quando lo si desidera piuttosto che avere la forza e l’amore di ritardarlo di alcuni giorni perchè in quel momento non si può accogliere la donna in tutta la sua femminilità e quindi anche nella sua fecondità. Una situazione che sembra frustrante a volte. E’ vero. Lo dico per esperienza personale. E’ capitato diverse volte di essere pronto a vivere un bel momento di incontro con la mia sposa e all’ultimo avere una doccia fredda perchè il muco filante e trasparente che mi mostrava indicava un probabile periodo fertile. Difficile accettarlo all’inizio, ma poi anche questi  momenti diventano occasioni per amare. Per imparare ad amare e per smettere di usare l’altra persona. Con il tempo posso dire che questa scuola mi ha educato davvero ed ora sono molto più attento alla mia sposa. Gli anticoncezionali dividono mentre questa modalità unisce tantissimo. La qualità differente di un amore così si percepisce con il tempo. Oggi, dopo sedici anni di matrimonio, l’incontro intimo con la mia sposa è ogni volta più bello. Questo non sarebbe mai stato possibile, ne sono sicuro, se avessimo scelto un’altra modalità di vivere questo momento.

Ne parlo ai fidanzati perchè questi  metodi vanno imparati e scelti prima del matrimonio. La donna deve imparare prima del matrimonio a governare il suo corpo in modo da poterlo fare al meglio quando, nel matrimonio, vivrà l’abbraccio dell’amplesso.

E’ importante che anche il fidanzato impari insieme alla sua amata, in modo che la scelta sia condivisa, e che quando si dovrà rinunciare all’incontro lui non sarà la parte che subisce passivamente, ma parte attiva nella scelta. Solo così le cose potranno andare bene. Solo così non si vivrà in modo frustrante ma costruttivo. Solo così l’astinenza temporanea diventerà occasione di unità e di ricercare in altri modi la tenerezza per prepararsi con ancor più desiderio all’incontro intimo solo rimandato di qualche giorno.

Antonio e Luisa

Pillole già pubblicate

Castità non è aridità

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