Amarsi come all’inizio è un fallimento

Il 29 giugno abbiamo festeggiato  il nostro diciassettesimo anniversario di matrimonio. Una data che in tutti questi anni ci ha trovato sempre insieme con il desiderio di ringraziare Dio per il miracolo che ha compiuto nelle nostre vite. Quindi tanta riconoscenza verso Dio, ma non solo. Riconoscenza verso l’altro/a. Per un altro anno ci siamo amati certo, ma cosa significa in concreto? Non è sempre facile volerci bene. A volte, anzi spesso, non è semplice. Significa ascoltare lamentele quando si è stanchi, significa sopportarsi e passare sopra tante cose. Significa semplicemente accogliere l’altro/a. Accoglierlo quando è fantastico nei suoi pregi e nella sua parte migliore e accoglierlo quando non è per nulla fantastico, nelle sue fragilità e debolezze, nelle sue asperità e nelle sue ombre. Perchè farlo? Perchè stare insieme è meraviglioso nonostante tutto questo. E’ meraviglioso perchè forse dovremmo leggere il nostro matrimonio da un’altra prospettiva. Non dalla persona che deve sopportare, ma da persona che è sopportata. Nel matrimonio non c’è, almeno non dovrebbe esserci, finzione. Sono libero di essere io, senza maschere, con tutte le mie stranezze e le mie fragilità. Sono libero perchè sono accolto dalla mia sposa senza dover mostrare ciò che non sono. Ed è meraviglioso. Sentirsi accolto così è davvero qualcosa che riempie il cuore e dona forza e pace. Per questo quando sento qualcuno dire che si ama come il primo giorno penso che qualcosa in quella coppia non funziona. Amarsi come il primo giorno è una sconfitta. E’ come quel servitore del Vangelo che sotterra il talento e non lo fa fruttare. Oggi, dopo diciassette anni, amo la mia sposa molto più di quanto l’amavo il giorno delle nozze. La amo di più proprio in virtù delle nostre imperfezioni e debolezze. Anni di vita insieme, di perdoni reciproci, di accoglienza reciproca ci hanno regalato una relazione libera, senza finzioni basata sull’amorevole sostegno e mai sul giudizio e sulla condanna. Questo non ha prezzo. Certo il nostro amore non è andato sempre verso l’alto, ci sono stati momenti di alti e bassi, ma i bassi con il tempo diventano sempre meno bassi e gli alti sempre più alti. E’ un circolo d’amore che non si chiude mai perché ogni giro, ogni giorno,  ci troveremo un po’ più in alto nel cammino verso l’abbraccio eterno con Gesù.

Antonio e Luisa

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3 Pensieri su &Idquo;Amarsi come all’inizio è un fallimento

  1. I vostri articoli parlano sempre di amori difficili ma quello che si legge è poi la storia di amori facili. “Passare sopra” a cosa? Al dentifricio chiuso male o alla tavoletta alzata? Mi piacerebbe conoscere i vostri suggerimenti quando nella coppia uno dice all’altri ” sei pazza” o ” vatti a scopare uno che ti piace di più” ( in questo clima vorrei vedere quanta voglia ci può essere..) o chiama scassacazzo il figlio di 3 anni che di notte vuole il latte.
    Vorrei sapere se, in questo mondo idilliaco in cui si è sopportati più che sopportare, esiste la difficoltà vera, quella patologica forse, forse irrisolvibile se anche la terapeuta cattolica vi liquida dicendo ” perdonatevi” ( si, ma le conseguenze?). Quella che non arriva alle mani, ma annienta lo spirito. Quella che fa urlare, nel cuore della notte, all’ennesimo insulto conseguenza della difesa di quelle orecchie innocenti che ascoltano violenza verbale, “Dio mio liberami”. Quella che fa pregare ” L offesa fatta a me ricada su di te. E il signore sia giudice tra me e te.” ( gen 16,5)

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    • Emanuela noi testimoniamo la nostra storia e abbiamo la fortuna di crederci entrambi nonostante le difficoltà che ci sono. Difficoltà che sono un po’ di più della tavoletta. Sicuramente non c’è tra di noi violenza fisica, psicologica e verbale. Capisco che ci sono storie molto più complicate e capisco che non posso essere io a dare una risposta qui su un blog ma vanno seguite da specialisti. Verrebbe da chiedere perchè ci si sposa con persone così? Non si è sottovalutato nel fidanzamento ciò che davvero era importante approfondire passando sopra alcune ombre che poi si sono rivelate decisive? Noi diciamo sempre quando ci capita ai fidanzati: cercate di vivere il fidanzamento come un tempo fecondo dove cercare di comprendere se l’altro/a è quello giusto, se condivide i nostri valori fondamentali, se è maturo. Possibilmente senza sesso perchè il sesso assolutizza e rende tutto più difficile da comprendere

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    • se si tratta invece di malattia sopraggiunta dopo si tratta di quella promessa matrimoniale dove si promette di amarsi in salute e malattia. certo se la situazione di violenza verbale e psicologica è pesante anche la Chiesa ammette la separazione, ma sempre nella fedeltà alla promessa. Poi ognuno è libero di fare altre scelte.

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