Il corpo non è per tutti!

Siamo in estate e fa molto caldo. E’ proprio necessario che le donne vadano in giro mezze nude, perché hanno caldo? Almeno in città. Mi rendo conto che sto affrontando una questione insidiosa e facilmente criticabile. Non mi interessa. Dico sempre quello che penso. Basta andare in giro per le strade di una città qualunque. Scrivo in questo articolo quello che direi a mia figlia. Un articolo quindi che racconta di un padre che non vuole fare il bacchettone, ma proteggere e custodire la bellezza.  Ragazze e anche tante donne mature in giro con pantaloncini sempre più corti che mostrano spesso parte dei glutei, top che sono reggiseni, magliette e canottiere scollatissime. Agli uomini che le guardano resta davvero poco spazio per la fantasia. Gli uomini, invece, pur soffrendo il caldo, devono mantenere un certo decoro, soprattutto al lavoro e durante le cerimonie. Gli invitati maschi ai matrimoni hanno sempre camicia, cravatta, giacca, pantaloni lunghi, calzini e scarpe chiuse. Solo durante il pranzo, è permesso loro di togliersi la giacca e la cravatta. Le invitate, per contro, sono appunto mezze nude.

Alcune donne sembrano non sapere che l’uomo si eccita con la vista. Mettere in mostra tutta la propria “mercanzia” significa volersi far guardare, salvo poi indignarsi se qualcuno lo fa davvero. Ammetto che anche io faccio fatica, quando mi imbatto in certe donne, a mantenere uno sguardo casto, meglio guardare altrove. C’è una sessuologa americana che in modo molto ironico dice:

Gli uomini pensano che più grande sia il seno di una donna più lei sia stupida, in realtà più grande è il seno di una donna più gli uomini diventano stupidi.

Dovete sapere che quando si entra in chiesa è richiesto un abbigliamento consono non solo per una questione di rispetto del luogo. C’è anche un’altra motivazione forse meno conosciuta. La donna scollata distrae gli uomini e anche il sacerdote stesso. Un sacerdote nostro amico, prima di ogni celebrazione importante come comunioni e cresime, raccomanda sempre con molta umiltà di avvisare madrine e parenti di vestirsi in modo adeguato. Sono un uomo e certi abbigliamenti durante la Messa mi distraggono e infastidiscono dice.

Il pudore non è qualcosa da sfigate e complessate. Tutt’altro. Il pudore in realtà ci dice altro. Avere pudore ci dice che siamo consapevoli dell’importanza del nostro corpo. Avere pudore ci dice che siamo persone gelose del nostro mistero. Il pudore è protezione della nostra ricchezza, della nostra intimità, che non è qualcosa da svendere e rendere disponibile per tutti, ma qualcosa da preservare e custodire solo per una persona disposta a legarsi a noi per la vita.

Chi non ha pudore spesso è un mendicante, un mendicante d’amore, persone disposte a mettersi a nudo di fronte a tutti pur di ricevere attenzione e consenso. Noi non siamo mendicanti, noi siamo figli di Re, siamo di stirpe regale e il nostro corpo non è per tutti. Il nostro corpo è solo per un altro Re o un’altra Regina, persone capaci di guardarci e non violarci o avvilirci con il loro sguardo, ma capaci di farci specchiare nei loro occhi e farci ammirare tutta la nostra bellezza. Uomini e donne disposte a donare tutto a noi e ad accogliere tutto di noi, persone che non hanno paura di promettere per sempre. Custodire la nostra ricchezza e regalità di figli di Dio significa anche proteggere il nostro corpo e la nostra intimità da ladri che vogliono prendere qualcosa che non gli appartiene, qualcosa che fin dall’eternità è per nostro marito o nostra moglie anche se ancora non li conosciamo. Se avete pudore è perché conoscete l’importanza del vostro corpo, non vergognatevene. Non mendicanti, ma Re e Regine. Ecco cosa indica di noi il pudore.

Antonio e Luisa

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2 Pensieri su &Idquo;Il corpo non è per tutti!

  1. Cari Antonio e Luisa,
    sinceramente ho sempre fatto molta fatica a capire questo discorso. Mi sa davvero tantissimo di paura e complesso, anche perché è spesso ridotto ad una questione di centimetri (la scollatura non sotto la clavicola, le gonne almeno al ginocchio, non parliamo poi delle maniche…).
    Mi pare ci siano due considerazioni da fare:
    1) i primi custodi del nostro sguardo siamo noi, non gli altri. Oltretutto non predichiamo continuamente che il corpo è una meraviglia del creato? Però poi devo avere paura e nasconderlo in un certo modo perché chissà cosa potrei suscitare nelle altre persone. Non sarebbe il caso di cercare di maturare, pur con tutti i nostri limiti, in questo senso, insegnando più a “guardare bene” che non a coprirsi? Anche perché il rischio è davvero il giudizio: a pensar male di una ragazza che corre con un top sportivo (“fa vedere la pancia!!!) si fa in un attimo.

    2) L’atteggiamento con cui ci si veste fa, a mio parere, il 90% del “pudore”. Si può essere super provocanti essendo coperte al 100% o al contrario non esserlo pur con un gonna corta o con un top. Ci sono bikini che gridano “guardatemi!” e bikini che gridano “ho caldo!”. Questo vale in tutti gli ambiti. Perché non ci chiediamo innanzitutto perché (o per chi) ci vestiamo in un certo modo? Perché non cerchiamo innanzitutto di stare bene con noi stessi? Se ci interroghiamo per bene su queste domande viene fuori se ci vestiamo per farci vedere o perché così ci sentiamo a nostro agio…e lì possiamo davvero lavorare sulle nostre motivazioni profonde. Il vestiario seguirà.

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    • Il discorso che fai è condivisibile. Resta che un uomo se incontra per strada una donna mezza nuda la guarda con uno sguardo che non è casto. Poi se vogliamo fare finta che non sia così va bene. Uomo e donna sono diversi. L’uomo come ho scritto si eccita con lo sguardo la donna molto meno. Soprattutto in città dove il contesto è diverso rispetto ad una spiaggia dove è più naturale essere svestiti.

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