Più di una foglia !

Bentornati sposi, papà, mamme, nonni … per rileggere i quattro articoli precedenti seguite i links ( Pronto , c’è qualcuno ?? ) e ( Come dono….un problema ! ) e ( Come nel tostapane ! ) e ( Baffi di Nutella !! ).

Ci rivolgiamo ora soprattutto alle mamme : prima di continuare a leggere avete 16 secondi per procurarvi i fazzolettini per l’asciugatura delle lacrime da commozione…… Intanto avvisiamo i papà che non sono autorizzati a sentirsi esclusi dalla lettura sebbene faremo riferimento alla maternità. Bene, ora che siete armate di fazzolettini possiamo affrontare questo breve percorso.

Riportiamo ancora il Salmo 94 : << Venitecantiamo al Signore, acclamiamo la roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia. Entrateprostràtiadoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti. È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce. Se ascoltaste oggi la sua voce! «Non indurite il cuore come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere >>.

Nella quinta puntata della nostra riflessione sul silenzio di Dio ci concentriamo sulle espressioni : “egli ci ha fattiEgli conduce “. Sicuramente conoscete bene la vita di un neonato. Cosa dice quel piccino quando la mamma lo coccola, lo consola, lo abbraccia, lo ninna, ecc.. ? Cosa dicono poi quegli occhietti quando la mamma lo allatta ? Tantissime cose tenere…. ma… andando al nucleo del discorso, se potesse già esprimersi a parole, direbbe alla mamma : la mia vita sei tu; il mio senso di vivere sei tu; tu mi fai sentire amato; senza te sono nulla; tu vivi in me ed io in te; io vivo di te; tu mi hai “fatto” ed io sono tuo.

……..pausa per i fazzolettini……….

Nella puntata precedente siamo stati invitati ad entrare alla presenza di Dio, e lì, prostràti, ad adorarLo in ginocchio… perché ? per che motivo ? Il salmo continua…. “davanti al Signore che ci ha fatti”. Se ripensiamo un attimo a quel neonato sopra descritto, ci accorgiamo che Dio ha voluto, nella sua infinita misericordia, lasciare nell’esperienza umana dei piccoli segni della sua presenza… come delle micro-scintille di un fuoco gigantesco ed inesauribile. L’esperienza di quel legame tra il neonato e la sua mamma ci insegna come deve essere il nostro rapporto con Dio Padre, il nostro Creatore.

Dalla nostra vita, dal nostro cuore, dalla nostra anima, anche dal nostro corpo dovrebbero uscire quelle parole del neonato, ma nei confronti di Dio Padre, il Creatore che ci ha fatti. Proviamo a rileggerle nei confronti di Dio : Padre, la mia vita sei tu; il mio senso di vivere sei tu, mio Dio; tu mi fai sentire amato come nessun altro; senza te, o Dio, sono nulla; tu vivi in me ed io in te; io vivo di te, o Padre; tu mi hai “fatto” ed io sono tuo.

…………pausa per i fazzolettini anche per i papà………

Vi suggeriamo un esercizio concreto : prendete queste parole dedicate a Dio e recitatele insieme, prima con le espressioni “io, mio, mia, mi ” e una seconda volta usando il “noi, ci, nostro, nostri” come coppia di sposi.

Il Salmo continua “E’ lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce “. Dobbiamo imparare a rimettere il giusto ordine nella vita, a riconoscere le priorità….. con tutti gli atteggiamenti imparati fin qui abbiamo “detto” a Dio che è lui il nostro Dio, e non noi stessi…. per dirla alla San Paolo : non dobbiamo avere per dio il nostro ventre. Noi siamo popolo, gregge che deve lasciarsi condurre. Se ritorniamo all’esempio del neonato… chi decide al suo posto ? La mamma…. e lui , benché piccino, è docile perché lì c’è la sua essenza, la sua felicità, la sua serenità, la sua tranquillità …. il neonato, a parte i bisogni fisiologici, non decide, si lascia guidare, condurre, si fida. E noi ? Singolarmente ed insieme come sposi ?

La risposta è difficile, la risposta è nella vita concreta, la risposta è il nostro stile, la risposta è nel “come” ci amiamo da sposi, da genitori, da nonni. Finalmente la prossima settimana affronteremo il verbo ascoltare ……. ma, vi siete mai chiesti come si fa ad ascoltare il silenzio di Dio ?

Coraggio sposi carissimi, che non cade foglia che Dio non voglia, e noi valiamo molto più di una foglia.

Giorgio e Valentina.

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