Come nel tostapane !

Rieccoci alla terza puntata sul silenzio di Dio. Curioso che si parli di un silenzio…non trovate ? Parole e silenzio, due concetti in antitesi….. e per di più non bastano due articoli… quindi ancora più parole che silenzio….. che volete…. siamo uomini e per avvicinarci al Mistero usiamo anche le parole per raccontare Colui che è La Parola…. ma adesso basta con le elucubrazioni alla Marzullo ed entriamo nel vivo della Parola di Dio, nel silenzio di Dio…. insomma …. ri-cominciamo rileggendo il Salmo che ci accompagna nella meditazione.

Dal Salmo 94 : << Venite, cantiamo al Signore, acclamiamo la roccia della nostra salvezza. Accostiamoci a lui per rendergli grazie, a lui acclamiamo con canti di gioia. Entrate: prostràti, adoriamo, in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti. È lui il nostro Dio e noi il popolo del suo pascolo, il gregge che egli conduce. Se ascoltaste oggi la sua voce! «Non indurite il cuore come a Merìba, come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri: mi misero alla prova pur avendo visto le mie opere >>.

Per rileggere i due articoli precedenti seguite i links (https://matrimoniocristiano.org/2020/09/08/pronto-ce-qualcuno/) e (https://matrimoniocristiano.org/2020/09/15/come-dono-un-problema/).

Oggi affrontiamo le espressioni verbali “Accostiamoci a lui” per “rendergli grazie“.Abbiamo iniziato un percorso decidendo di “venire dal Signore” , quindi è Lui il primo interlocutore nella gioia e nel dolore; per poi “cantare” ed “acclamare” a Lui per dimostrare così che il nostro amore nei suoi confronti non è interessato , ma da Lui tutto riceviamo e solo in Lui noi troviamo il senso di vivere.

Se qualche lettore ha provato ad intraprendere questo quotidiano percorso spirituale (personale e di coppia) si sarà accorto che qualcosa sta cambiando, qualcosa è già cambiato, cosa ? Il problema che avevamo prima c’è ancora, non si è magicamente smaterializzato… quindi cos’è cambiato ? Il nostro cuore, già … perché innanzitutto abbiamo dato un nuovo volto al problema…. è un problema legato a questa terra e non ce lo porteremo nell’aldilà…. che sollievo….. e poi…. il secondo passo lo vedremo oggi.

Da piccolo mi chiedevo perché al supermercato vendessero quel pane bianco quadrato con la scritta “pane per toast”. Avete provato ad assaggiarlo appena scartato dalla confezione ? Qualcuno lo usa a triangolini negli antipasti ma…… se vuoi davvero che dia il meglio di sé, cioè che sia utilizzato per ciò che è stato inventato….. devi assolutamente farti un toast…. allora ti accorgeresti di quanto croccante può diventare, già solo il rumore che sprigiona al primo morso è strepitoso…. per non parlare della morbidezza che comunque mantiene al suo interno…. senza dimenticare di come sappia esaltare i sapori della farcitura di cui lo hai imbottito nella speranza di lasciarti inebriare i sensi dal risultato finale…. già pregustando con l’acquolina in bocca. Ma per realizzare tutto ciò, è necessario che la fetta bianca di pane passi nel tostapane e cioè che ne esca non più bianca ma con quelle striature marroncine che le cambiano identità… ora finalmente è diventata un toast. E’ necessario che la fetta si accosti al tostapane.

E noi siamo quella fetta di pane bianco, ed il nostro tostapane è Gesù. Accostiamoci a Lui così come la fetta si accosta al tostapane per dare il meglio di sé, la nostra anima deve accostarsi al “tostapane di cuori” che è Gesù perché ne rimanga “marchiata a fuoco”, viva di ciò per cui è stata creata, viva d’amore, ma di un amore che non è di questa terra; e il nostro matrimonio è solo una pallida, pallidissima imitazione di questo Amore fatto carne. La nostra anima deve accostarsi al vero tostapane di cuori affinché diventi croccante per dire al nostro coniuge la vivacità dell’amore di Dio…. ma dentro però mantiene la morbidezza della tenerezza di Dio nell’intimità con il coniuge…. e saprà anche esaltare i diversi sapori , cioè le diverse manifestazioni con cui Dio parla al nostro coniuge, ai figli, ecc…. e già pregustiamo il risultato finale nella preghiera intima, silenziosa… un antipasto del Paradiso con l’acquolina in bocca.

Anche S. Tommaso d’ Aquino infatti si esprime così : << … e mi accosto come infermo al medico che ridona la vita, immondo alla sorgente di misericordia, cieco alla luce che non conosce tramonto, povero e mendico al Signore del cielo e della terra… >>.

Dopodiché come si fa a non “rendergli grazie” per tutta questa ricchezza a nostra disposizione. Anche qui ci viene in aiuto una preghiera in uso nei cristiani del II secolo e trasmessaci dalla “Dottrina dei dodici apostoli”, ne riportiamo brevi passaggi ma densi : <<…… Ti ringraziamo, Padre Santo, per il tuo santo nome che hai voluto inserire nei nostri cuori….. Prima di ogni cosa Ti ringraziamo perché sei potente. Gloria a Te nei secoli ! …. >>. Cioè rendergli grazie innanzitutto perché Lui c’è e noi siamo figli suoi, del Re dei Re, figli del più potente, eredi di Colui la cui maestà nemmeno i cieli possono contenere ; e ciò che Lui permette che accada nella nostra vita ci aiuti a perfezionare la nostra fede, come una prova da superare per l’esame finale.

Coraggio sposi, non abbiate paura nel cominciare ad accostarvi al tostapane divino…. sì scotta un po’, ma se belli vogliamo apparire, un po’ dobbiam soffrire ! Tutti nel tostapane !

Giorgio e Valentina.

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