E’ bello sposarsi ma ancor più bello è vivere sponsalmente con Gesù

Ci succede spesso di ricevere messaggi o di confrontarci con alcune persone single. Magari persone che hanno già un’età matura. Quando queste persone ci aprono il cuore e mettono a nudo le loro emozioni, spesso traspare tanta sofferenza, scoraggiamento e senso di abbandono. Perchè Dio mi tratta come una mezza persona? Perchè non posso avere anche io la gioia e l’esperienza di una relazione affettiva profonda come il matrimonio? Perchè Dio ce l’ha con me? Queste sono più o meno i messaggi che ci vengono lanciati.

E’ vero, noi non possiamo comprendere fino in fondo la sofferenza di questi fratelli e sorelle. Noi per loro siamo i fortunati. Meglio dire i “graziati”, in un contesto cristiano come il nostro. Abbiamo cioè avuto la grazia di trovarci e di sceglierci.

Ci sentiamo però di fare alcune considerazioni che sono valide per ogni persona, qualunque sia il suo stato di vita. Valgono per noi sposati, ma valgono anche per i sacerdoti e religiosi, per i single, per i vedovi, per i separati, per coloro che hanno un orientamento omosessuale ecc. ecc.

La nostra vita diventa piena quando scorre nella SPONSALITA’. Siamo tutte creature aperte alla sponsalità e possiamo viverla qualsiasi sia la nostra condiizione. Sponsalità con Gesù. Cosa significa? Significa sentirci amati da Dio. Certamente amati come da un Padre. Non basta però. Amati anche come uno sposo ama la sua sposa. C’è una differenza grandissima tra il sentirsi soltanto figli (che è già tantissimo) di un Padre tenero e misericordioso e il sentirsi un noi con Gesù. Significa fare esperienza di intimità con Dio. La stessa intimità che c’è nella Trinità. Un amore ancora più bello e completo. Un amore dove noi, non solo siamo gli amati, ma rispondiamo all’amore dello Sposo su un piano di parità, come la Sulamita del Cantico dei Cantici. Gesù arde di desiderio per ognuno di noi. Aspetta trepidante la nostra risposta al Suo amore. Vivere la nostra sponsalità può essere davvero liberante. Significa fare un cammino dall’io al noi, da pensare da solo a pensare in due, da vivere da solo a vivere in due: è un cammino bello. Quando arriviamo a decentrarci, allora ogni atto è sponsale: lavoriamo, parliamo, decidiamo, incontriamo gli altri con atteggiamento accogliente e oblativo.

Comprendete come tutta la nostra vita sia abitata dalla sponsalità con Dio? Ciò che ci può rendere felici non è quindi trovare una persona con cui condividere vita e letto. No! Chi ripone tutte le proprie aspettative solo su questo aspetto affettivo-relazionale poi, spesso, resta deluso. Perchè l’altro non sarà mai in grado di riempire il nostro cuore fino in fondo e di dare soddisfazione al nostro desiderio di infinito. Ci si sposa per donare il nostro amore e non per pretendere che l’altro si faccia carico della nostra povertà.

Tu che sei sposo o sposa. Leggi il tuo amore alla luce della sponsalità con Gesù e il tuo matrimonio sarà libero. Sarai libero di amare l’altro senza aspettarti nulla in cambio ma solo con il desiderio di rispondere all’amore di Gesù. Sarai libero di amare l’altro per quello che è e non per quello che fa e che ti dà. Un amore misericordioso e incondizionato. Sarai così capace di liberare l’altro dal compito impossibile di donarti una gioia piena ed infinità e di dare senso alla tua vita. Solo Dio può dartii questo. Il matriimonio non salva e può essere un inferno quando si carica di tutte le aspettative di felicità e di senso. La gioia più grande viene proprio dalla consapevolezza di star dando tutto, senza riserve, non da quello che riceviamo. Io Antonio ci ho messo anni per capirlo e ho rischiato davvero di rovinare tutto con Luisa.

Tu che sei single. Apri il cuore. Decentra le tue attenzioni da ciò che ti manca a ciò che sei. Trasforma il tuo desiderio di essere amato in dono di te. Ogni gesto che tu fai può essere sponsale. Ogni volta che ti accorgi del bisogno del fratello, ogni volta che sei pronto ad ascoltare e consolare. Ogni volta che ci sei con la tua presenza. Non sentirti una mezza persona. Se sei capace di donarti agli altri e di avere sempre uno sguardo amorevole, sei già una persona piena, sei una persona già pienamente realizzata. Cambia tutto! Chi è capace di vivere in questo modo non ha bisogno di un’altra persona per avere la pace del cuore. Chi non si piange addosso ma apre il cuore all’amore dello Sposo si riveste dell’abito nuziale ed è una persona con grande fascino per chi lo incontra. Luisa ha passato anni a sentirsi meno degli altri e poco desiderabile. Poi, quando si è aperta a Dio, è cambiato tutto. Io ho visto la sua bellezza perchè lei per prima la vedeva.

Tu che sei sacerdote o religioso. Gesù ti chiede di mostrare al mondo la tua sponsalità con Lui. La sponsalità con Gesù ti permette di farti pane spezzato con ogni fratello e con ogni sorella tu incontri lungo la strada. Probabilmente hai nel cuore quel passo del Vangelo che dice: Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Riesci a vedere in ogni persona, anche la più povera e la più misera l’immagine dello Sposo che tanto ti ama e tanto ti ha amato. Non hai bisogno di una donna o di un uomo accanto perchè Gesù ti basta.

Tu che sei persona con orientamento omosessuale. Vivere la sponsalità con Gesù ti permette di sentirti profondamente amato dallo Sposo. Ti fa sentire una persona capace di amare e di essere amata. Una persona capace di vivere quel desiderio d’amore che fa parte dell’umanità di ogni persona nel modo giusto. In modo che ogni tuo gesto sia per il bene dell’altro e non per usarlo. In modo che il corpo diventi mezzo per trasmettere amore e non per vivere una sessualtà che nulla ha a che vedere con la verità del dono d sé. Sei capace di castità e per questo di un amore e un’amicizia più veri e più grandi.

Tu che sei uno sposo abbandonato e fedele. Per il mondo sei un matto. Perchè restare fedeli ad una persona che ha fatto altre scelte e che magari vive una nuova relazione e una nuova vita? Non sei matto. Hai solo compreso come il tuo matrimonio sia prima di ogni altra cosa una risposta all’amore fedele di Dio. Gesù ha promesso con te il giorno delle nozze ed è ancora lì che come te crede in quella promessa e questo ti dona la pace della sposa che ama il proprio sposo. Incomprensibile, se non con gli occhi della fede. Ma ci sei tu che ci mostri come il matrimonio sia qualcosa che supera le nostre dinamiche umane e terrene. Un amore che profuma di autenticità proprio perchè capace di andare oltre il tradimento e il rifiuto dell’altro.

Ciò che cambia la vita non è il matrimonio e non è vivere relazioni affettive e sessuali, ma prima di ogni altra cosa è scoprire la nostra sponsalità con Gesù. Solo così saremo padroni del nostro corpo e saremo rivestiti di una ricchezza che non è di questo mondo e che non ci fa essere mendicanti d’amore. Siamo già rivestiti dell’abito nuziale, qualsiasi sia la nostra storia e il nostro stato personale di vita.

Antonio e Luisa

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