Mi faccio forza perché, se crollo io, crolla la famiglia

Ci sono frasi che ogni tanto ritornano, spesso nei momenti in cui la vita diventa più difficile e una di queste l’ho sentita tante volte da madri e padri che stavano attraversando situazioni dolorose e che, raccontandomi la loro storia, mi hanno detto: Mi faccio forza perché, se crollo io, crolla la famiglia.

Dentro quelle parole c’è qualcosa di molto più profondo di una semplice espressione di responsabilità, quella persona, in realtà, non si sta dicendo: “Sono forte”, ma esattamente il contrario. Sta dicendo: “Da sola forse non ce la farei”, eppure continua ad andare avanti, a svegliarsi la mattina, a lavorare, a occuparsi dei figli, a preparare da mangiare, ad ascoltare, a sorridere quando magari avrebbe soltanto voglia di piangere. Continua a fare tutto quello che deve fare, anche se la persona dentro si sente completamente svuotata. Perché lo fa? Perché c’è qualcuno che ha bisogno di lei.

Noi siamo portati a pensare che la forza sia una caratteristica personale, qualcosa che uno possiede, oppure non possiede. Ci sono persone che consideriamo forti e altre che consideriamo fragili, ci sono quelli che sembrano capaci di affrontare qualsiasi cosa e quelli che invece davanti alle difficoltà sembrano crollare, ma la vita, qualche volta, ci dimostra che non è così semplice.

Ci sono persone che non si sono mai considerate forti e che, quando arriva una situazione drammatica, scoprono dentro di sé una capacità di resistere che non avevano mai conosciuto, non perché siano diventate improvvisamente “Superman”, ma perché nella loro vita c’è qualcuno che amano e di cui si devono prendere cura. Allora l’amore per quella persona diventa più forte della disperazione.

Questo, per me, è uno dei miracoli più belli che Dio compie nella nostra vita. Non necessariamente un miracolo spettacolare, di quelli che aspettiamo quando preghiamo perché qualcosa cambi, è un miracolo molto più umano: Dio mette accanto a noi qualcuno e, attraverso quella persona, fa emergere da noi una forza che non avremmo mai scoperto se fossimo rimasti soli.

Pensiamo a una madre che attraversa un periodo terribile e che magari dentro di sé pensa di non avere più la forza di andare avanti: poi guarda i suoi figli e comprende che non può semplicemente lasciarsi andare, non perché improvvisamente il dolore sia scomparso, ma perché il suo amore è diventato più forte del dolore. Pensiamo a un padre che magari sta vivendo una difficoltà enorme e che, nonostante tutto, continua a lavorare, a preoccuparsi della famiglia, a esserci: forse nessuno si accorge di quanto gli costi farlo e nemmeno lui si rende conto della forza che sta mettendo in campo, eppure quella forza c’è. È una forza che nasce dalla relazione, nasce dal fatto che non viviamo soltanto per noi stessi.

Dio ci mette accanto qualcuno: il Signore non ci ha creati come individui autosufficienti, ci ha creati per la relazione, per il dono, per la responsabilità reciproca e ci ha messi gli uni accanto agli altri e, attraverso le persone che ci affida, ci permette di scoprire anche chi siamo. A volte pensiamo che avere responsabilità sia soltanto un peso e certamente lo è, perché prendersi cura di qualcuno costa, richiede tempo, pazienza, sacrificio e spesso ci chiede di mettere da parte noi stessi, ma c’è anche un altro aspetto che rischiamo di dimenticare: la responsabilità verso qualcuno può diventare una sorgente di forza e un’opportunità. È proprio perché qualcuno ci è stato affidato che scopriamo di avere ancora qualcosa da donare e la capacità di rialzarci.

Allora mi viene da pensare che forse Dio, in molti momenti della nostra vita, non ci dà semplicemente la forza di cui abbiamo bisogno, ci dà qualcuno per cui quella forza diventa necessaria. Spesso immaginiamo la Grazia come qualcosa che arriva dall’alto e che, in qualche modo, interrompe la normalità della nostra vita, ci aspettiamo quasi che Dio intervenga con qualcosa di straordinario, che faccia accadere qualcosa che ci permetta finalmente di capire che Lui c’è; in realtà spesso la Grazia si nasconde proprio nelle cose più umane che abbiamo, come ad esempio nella fedeltà di una persona che, nonostante una situazione familiare dolorosa, continua a fare ciò che ritiene giusto, perché sa che qualcuno conta su di lei, soprattutto i figli.

Ho visto con la mia separazione (che non sarebbe mai dovuta succedere), quante capacità positive sono venute fuori in me, perché ho sentito forte la responsabilità verso le figlie e anche verso mia moglie. Dio non ha bisogno di trasformarci in qualcun altro per salvarci, non deve cancellare la nostra personalità, i nostri sentimenti, la nostra sensibilità, le nostre capacità, molto spesso prende proprio ciò che siamo e lo porta a una dimensione che da soli non avremmo raggiunto.

Forse dovremmo guardare con occhi diversi le persone che Dio ha messo nella nostra vita: spesso vediamo soltanto la fatica che comportano, vediamo le responsabilità, le preoccupazioni, le rinunce, le notti insonni, le difficoltà educative, i problemi economici, le incomprensioni; ma quelle stesse persone possono essere anche il canale attraverso cui Dio fa emergere da noi qualcosa di nuovo. Ad esempio un figlio può insegnarti una pazienza che non sapevi di avere o una persona fragile può insegnarti una tenerezza che non avevi mai sperimentato.

Allora forse possiamo guardare anche alle nostre responsabilità con un po’ più di gratitudine, senza per questo negare la fatica che comportano, perché magari quella persona che oggi senti come un peso è anche, misteriosamente, una delle ragioni per cui Dio ti sta facendo scoprire la persona che puoi diventare. Così il coniuge può diventare una presenza attraverso la quale scopriamo la nostra capacità di amare.

Quando arrivano le difficoltà, quando la vita mette alla prova la coppia, può accadere qualcosa di sorprendente: proprio la responsabilità verso l’altro può diventare una delle ragioni per cui continuiamo a combattere. Forse, se sei ancora in piedi è perché Dio ha messo qualcuno nella tua vita che ti ha fatto scoprire una forza che non sapevi di avere. Allora, quando ti sembra di non farcela più, non guardare soltanto quanto è grande il dolore che hai davanti, guarda chi hai accanto; potrebbe essere proprio quella persona, affidata al tuo amore, il modo più umano e più concreto con cui Dio ti sta dicendo: “Coraggio, tu non sai quanto sei forte quando ami”.

Ettore Leandri (Presidente Fraternità Sposi per Sempre)

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