Piccoli Perdoni Quotidiani

..di Pietro e Filomena, “Sposi&Spose di Cristo”..

Sembra scontato, ma quando parliamo o semplicemente pensiamo teoricamente al perdono, spesso la nostra mente porta alla memoria avvenimenti duri della nostra vita.

“Perdono”, poi, lo si usa sempre al singolare come se dovesse essere un atto unico della vita: cioè come se dicessimo il perdono si da una volta sola in tutta la vita.

Oggi, invece, sgrammaticando un po’, parliamo di “perdoni”.

Il solo termine “Perdonare” ci fa pensare più alla scalata di una montagna che ad una passeggiata tra i ciottoli.

Eppure…eppure…spesso e normalmente la nostra esistenza si muove sui ciottoli più che sulle pareti rocciose delle Dolomiti.

Perdonare deve essere un esercizio piccolo…un movimento minuscolo ma costante…come aprire e chiudere gli occhi. Quindi ci vogliono i “perdoni”piccoli perdoni quotidiani.

E invece noi da eroi quali spesso ci immaginiamo…a volte sogniamo addirittura di perdonare cose difficilissime da perdonare e poi nel quotidiano inciampiamo nei rancori di bassa statura.

Ci capita di inciampare nei ciottoli.

Disse lei alzando il dito indice verso il cielo: “Non tiri mai lo scarico del water!”

Riprese lui inarcando il sopracciglio destro: “Ah si..e tu…non sai nemmeno dove si trova la tavola della cucina…mangi dappertutto e trovo le tue briciole anche nelle mie scarpe!!!”

Ed eccoci qui.

Tra le nostre banalità a farla lunga su chi o cosa l’altro non ha fatto o su cosa l’altro ha fatto e lo ha fatto male.

Ed eccoci sui ciottoli della quotidianità.

Ad inciampare e a non volere rialzarci.

A volte pensiamo: “Se mi dovesse tradire…perdonerei, certo non sarebbe facile, ma perdonerei!”

E poi ecco i ciottoli del quotidiano che finiscono nelle scarpe (la dove si erano depositate anche le briciole, ndr) e iniziamo a sbraitare, a mettere i musi lunghi, a diventare i giustizieri della situazione quando invece anche noi non siamo così esenti da errori e colpe.

Ed eccoci.

Preferiremmo essere sulle pareti rocciose per somigliare a Gesù sulla croce che perdona tutto e tutti, dimenticando che Gesù ha perdonato ogni singolo giorno tutto e tutti.

Ed eccoci qui, sui ciottoli del quotidiano che è inevitabile che ci siano a comportarci come stupidi che per dei dettagli stanno rovinando le loro giornate, il loro matrimonio, la loro vita.

Oggi, prendi carta e penna. Vuoi una famiglia perfetta?

Non costruire una famiglia senza errori…ma costruisci una famiglia sul perdono.

La famiglia perfetta è la famiglia in cui ci si perdona.

Praticando piccoli perdoni quotidiani.

+++

Se ti è piaciuto quanto hai letto, condividilo sui tuoi social!

Se vuoi conoscerci meglio:

Puoi visitare il nostro Blog cliccando qui: sposiesposedicristo.it

Puoi visitare la nostra pagina Facebook “Sposi&Spose di Cristo”

Puoi iscriverti al nostro gruppo Whastapp “Sposi&Spose di Cristo”

Puoi iscriverti al nostro canale Telegram “Sposi&Spose di Cristo”

Puoi iscriverti al nostro canale YouTube “Sposi&Spose di Cristo”

+++

Grazie, “Il Signore ti dia Pace!”

Un abbraccio

Siamo appena tornati dalla Svizzera dove abbiamo aiutato a riflettere sul matrimonio in un ritiro di spiritualità coniugale. Bellissimo! Abbiamo lodato il Signore, lo abbiamo adorato e abbiamo riflettuto sulla meraviglia che Dio vuole compiere nella nostra vita e nel nostro matrimonio. Insomma siamo tornati carichi di gioia e di forza per affrontare la quotidianità della vita. Non è passato neanche un giorno e già stavo per rovinare tutto. Mi alzo presto, oggi non lavoro ho tante commissioni. Esco di buon ora. Spesa, vai a prendere i libri dei ragazzi, abbonamento, corso di nuoto. Per farla breve torno stanco e affamato. Nulla mi pesa di più che le file e le attese. Torno e trovo i bambini in pigiama, Luisa al computer a fare non so cosa e la casa in disordine. Niente acqua della pasta sul fuoco. Entro e sento il sindacalista che è in me salire e sto per dire qualcosa, qualcosa di cattivo. Ma cosa ho imparato? Quello che sono andato a raccontare sono solo parole allora? Gesù non è mai stato sindacalista. Mi chiede di amare per primo e in modo gratuito, senza aspettarmi nulla. Mi faccio forza a reprimere le mie lamentazioni e faccio un sorriso alla mia sposa. Dopotutto la conosco. So come è fatta. So che domani inizia la scuola e che quando ha tante preoccupazioni in testa non riesce a mettere ordine e si affanna senza concludere nulla. Ecco il più è fatto, ho spostato l’attenzione da me a lei. dalla mia fame e dalla mia stanchezza al suo disorientamento. Saluto, metto apposto la spesa e mi metto a cucinare. Senza dirci nulla ci siamo capiti. Lei si avvicina e mi dà un abbraccio. Grazie Gesù perchè ho fatto la tua volontà e non la mia.

Antonio e Luisa