Con uno sguardo possiamo donare vita o toglierla

Prendo spunto anche oggi dal commento al Vangelo di fra Andrea (trovate il video in fondo a questo articolo) . Andrea ci offre diversi spunti di riflessione. Mi soffermo su due.

Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre?

Filippo chiede a Gesù di mostrargli il Padre. Come? Non ha ancora compreso? Gesù sembra quasi sconsolato nel rispondere: chi ha visto me ha visto il Padre.

Nell’amore è così. E’ così tra Gesù e i suoi discepoli ed è così tra noi sposi. Non possiamo pretendere nulla dall’altro. Non possiamo pretendere che l’altro creda in noi, che l’altro riesca a capire chi siamo, cosa desideriamo, quanto valiamo. Io non posso pretendere che Luisa riconosca chi sono e quanto valgo. Certo mi ha sposato e qualcosa deve aver intravisto di bello, ma non posso pretendere nulla. Tutto in amore è solo dono. Non posso forzarla ad amarmi e a capirmi. Soprattutto non posso obbligarla ad amarmi come voglio io. Anche Gesù si è trovato in questa distanza con i suoi discepoli. Gesù però, nonostante i discepoli non comprendano il Suo amore come dovrebbero, dice qualcosa che ci mostra il suo modo di amare in modo davvero unico e autentico. Ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. Non importa come l’altro risponde al nostro amore. Noi sposi siamo chiamati a rispondere come Gesù. Tu cara sposa, caro sposo, sei con me, sei nel mio cuore.

Un’altra riflessione viene proprio dall’amore di Gesù, dal suo sguardo verso i suoi discepoli, verso ognuno di loro. Lo sguardo di Cristo è qualcosa che tocca nell’intimo. Non solo i discepoli. Ci sono innumerevoli episodi dove Gesù tocca il cuore di qualcuno. Tantissimi. Ecco nel linguaggio semitico questo era traducibile come ha toccato loro il sangue. Ha ridato loro la vita. Quanto questo atteggiamento di Gesù ci interpella come sposi! Anche noi possiamo avere lo sguardo di Cristo che tocca il sangue del nostro coniuge oppure avere l’atteggiamento opposto di quello che ferisce, che fa perdere sangue e vita alla persona amata. E’ tutto una questione di sguardo. Sguardo di misericordia o sguardo giudicante. Sguardo d’amore o sguardo di possesso. Sguardo accogliente o sguardo respingente. Sguardo tenero o sguardo incurante. Sguardo empatico o sguardo insofferente. Possiamo davvero, con il nostro sguardo, aiutare la persona che amiamo a riprendere vita o al contrario toglierle un altro po’ di vita. Sta a noi scegliere che sguardo avere. Per questo Gesù anche nel nostro matrimonio può essere via, verità e vita. Gesù ci può indicare attraverso il suo sguardo la via per, a nostra volta, guardare nella verità dell’amore l’amato/a ed aiutarlo così a guarire le sue ferite, che sono punti di morte, e ritrovare la pienezza della vita.

Antonio e Luisa con fra Andrea

Antonio e Luisa

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