Lo sguardo esalta e non viola

[1]Come sei bella, amica mia, come sei bella!
Gli occhi tuoi sono colombe,
dietro il tuo velo.
Le tue chiome sono un gregge di capre,
che scendono dalle pendici del Gàlaad.
[2]I tuoi denti come un gregge di pecore tosate,
che risalgono dal bagno;
tutte procedono appaiate,
e nessuna è senza compagna.
[3]Come un nastro di porpora le tue labbra
e la tua bocca è soffusa di grazia;
come spicchio di melagrana la tua gota
attraverso il tuo velo.
[4]Come la torre di Davide il tuo collo,
costruita a guisa di fortezza.
Mille scudi vi sono appesi,
tutte armature di prodi.
[5]I tuoi seni sono come due cerbiatti,
gemelli di una gazzella,
che pascolano fra i gigli.
[6]Prima che spiri la brezza del giorno
e si allunghino le ombre,
me ne andrò al monte della mirra
e alla collina dell’incenso.
[7]Tutta bella tu sei, amica mia,
in te nessuna macchia.

 

Proseguiamo con il terzo poema del Cantico. Dopo aver visto nel precedente articolo il corteo nuziale, arriviamo all’incontro. Entrano nella casa nuziale e finalmente lo sposo, il re, può disvelare, togliere il velo alla sua amata. Quello che racconta il canto del poema è proprio lo sguardo di meraviglia dello sposo che pone lo sguardo sulla sposa. Il suo non è uno sguardo di concupiscenza, non è uno sguardo  che si sofferma sulla donna per dare soddisfazione alla propria cupidigia, trasformando la sposa in oggetto. Lo sguardo del Re è uno sguardo di meraviglia, è uno sguardo carico di Eros, ma non solo, è uno sguardo che permette alla sua sposa di sentirsi bella, la più bella, e che permette all’amata di sentirsi a proprio agio davanti al proprio sposo anche se denudata, perchè lo sguardo non viola la sensibilità della stessa facendola sentire aggredita, ma, al contrario, ne esalta la femminilità e accresce in lei il desiderio di incontrare il proprio sposo sempre più profondamente con tutto il suo corpo e tutta la sua anima. Lo sguardo prepara la donna all’unione totale con lo sposo. Il cantico non nasconde con moralismo l’eros e la corporeità degli sposi, ma li esalta in un contesto di purezza e verità che nulla hanno di volgare e pornografico.

L’uomo, attraverso uno sguardo casto ed erotico nello stesso tempo, non si limita a guardare un corpo, ma il suo sguardo vorrebbe penetrare nell’anima della donna in profondità, per realizzare un’esperienza di bellezza e stupore.

Uno sguardo casto permette tutto questo e, solo purificando il nostro sguardo da pornografia diretta o indiretta, riusciremo a guardare con gli occhi del re la nostra donna e farla sentire bella e femminile e non solo un oggetto di piacere.

Uno sguardo inquinato viola la donna e, presto o tardi, rovinerà uno dei momenti più intensi e belli del matrimonio, l’amplesso fisico, limitando tutto a un superficiale piacere fisico. Non riuscendo a vedere oltre il corpo, gli sposi non riusciranno a vivere quella esperienza di bellezza e di pienezza che il Cantico indica non solo possibile ma da ricercare.

Cosa vogliamo essere per nostra moglie, il Re che la fa sentire bella e desiderata o il ladro che viola la sua intimità per soddisfare le proprie voglie?

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Un pensiero su &Idquo;Lo sguardo esalta e non viola

  1. Quando conobbi mio marito e dopo un lungo percorso personale, mi confrontavo ogni giorno con la Parola di Dio, chiedevo aiuto perchè non sapevo scegliere. Il Signore giorno dopo giorno mi parlava con il “Cantico dei Cantici” a volte cambiavo anche Bibbia perchè troppo usata magari era consumata dicevo tra me e me per cui è facile che si apra sempre in questi Versetti. E invece no..anche con quella nuova fu la stessa cosa. Così iniziai a comprendere meglio cose mi volesse dire il Signore. Voleva donarmi una FAMIGLIA e farmi vivere quell’amore e quella tenerezza con il fuoco del Suo amore, posso dire dal profondo del cuore che veramente ” mi ha introdotta nelle sue stanze e mi ha inebriata d’Amore” e così è stato. Con il mio sposo ho vissuto questo amore pulito e casto vivendo la forma dell’amore in ogni sfumature e tocco. Mi fate emozionare e vi ringrazio ancora. Quando mio marito rientra dal lavoro io gli leggo quello che voi scrivete e condividiamo con maggiore gioia e riconoscenza verso Dio questo meraviglioso dono “noi”, Lo ringraziamo tutti i giorni, ma questo è un qualcosa in più per ricordarci di non smettere mai. Per noi è TUTTO e LUI ci ha salvati e voluti insieme perchè avevamo bisogno di mettere radici in una vera Famiglia.
    Grazie e scusate se scrivo allungo ma non posso farne a meno, quello di cui parlate mi tocca le corde del cuore e continuo a ringraziarvi per il bene che fate per Dio e per chi vi legge, trasmette tanto. Dio vi benedica .
    R.

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