Crisi di speranza

Proseguendo la lettura di Amoris Laetitia, arriviamo al punto 43. Siamo ancora nella prima parte dell’esortazione, dove Papa Francesco cerca di rappresentare un quadro della realtà attuale, prendendo spunto da quanto emerso durante il Sinodo.

Saltiamo dai punti 36 e 37 al punto 43 che ha attirato la mia curiosità ed interesse:

«L’indebolimento della fede e della pratica religiosa ha effetti sulle famiglie e le lascia più sole con le loro difficoltà (..) una delle più grandi povertà della cultura attuale è la solitudine, frutto dell’assenza di Dio nella vita delle persone e della fragilità delle relazioni.»

Il Papa evidenzia come, prima che una crisi economica, c’è una crisi religiosa e sociale. Denatalità, difficoltà educative, difficoltà nell’accogliere la vita nascente fino ad arrivare a sentire gli anziani come un peso sono tutte conseguenze della crisi in cui versa il nostro occidente.

Riassumendo tutto in un concetto, ci manca la virtù della speranza come singoli e come coppia. Mi soffermo sulla speranza degli sposi.

Il sacramento del matrimonio, perfezionando la fede e la carità battesimali, abilita gli sposi a realizzare uniti il cammino verso le nozze eterne. L’azione consacratoria dello Spirito Santo unisce le loro virtù, aprendoli uniti alla vita eterna.

La speranza permette agli sposi di amarsi nel tempo, per congiungersi con Dio eternamente. Essi infatti, stimolati e sorretti dalla certezza contenuta nella speranza, si immergono gioiosamente in Cristo sposo, così tutto diventa per loro possibile.

L’esistenza degli sposi, senza questa speranza, non ha più senso. Si comprende allora la voglia di cogliere e sfruttare l’attimo, in tutta la sua valenza di possesso, piacere e divertimento.

La crisi dei matrimoni attuale è soprattutto una crisi di speranza. Il matrimonio senza speranza è come due occhi presbiti e miopi allo stesso tempo; è privo di respiro e di orizzonti, che vanno oltre l’attimo presente, perciò, non ha senso vivere insieme quando l’amore coniugale è diminuito o è reso difficile da situazioni esistenziali cariche di sofferenze e di rinuncia.

Solo la buona sorte rende uniti, la cattiva sorte divide.

Le difficoltà del matrimonio esigono dagli sposi tanta speranza, cioè, uno sguardo verso la meta finale della vita, unito a una fiducia illimitata di poterla raggiungere con Cristo, che sempre vive in loro e nel loro amore, per sostenerli in tutte le difficoltà e renderli pronti all’abbraccio eterno con Dio.

Gli sposi cristiani che vivono la speranza saranno portatori e donatori gioiosi del vero significato della vita al mondo, che in gran parte lo ha perduto.

Antonio e Luisa

 

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