Da una procreazione amorosa a un amore fecondo.

Al punto 36 dell’Amoris Laetitia, il Papa constata con realismo come la Chiesa abbia per lungo tempo, forse troppo tempo, insistito sul fine procreativo del matrimonio. Cito testualmente quanto il Papa scrive:

…spesso abbiamo presentato il matrimonio in modo tale che il suo fine unitivo, l’invito a crescere nell’amore e l’ideale di aiuto reciproco sono rimasti in ombra per un accento quasi esclusivo posto sul dovere di procreazione….

Prosegue al numero 37:

Per molto tempo abbiamo creduto che solamente insistendo su questioni dottrinali, bioetiche e morali, senza motivare l’apertura alla grazia, avessimo già sostenuto a sufficienza le famiglie….

Il Papa mette il dito nella piaga. La Chiesa stenta a proseguire sul cammino iniziato o meglio consolidato con il Concilio Vaticano II e poi ancora di più approfondito da Giovanni Paolo II con tutte le sue catechesi sull’amore umano raccolte nella Teologia del corpo. Una strada proseguita con continuità da Benedetto XVI e ora anche da Papa Francesco. Una strada che vuole smarcare il matrimonio da una mentalità che non è sicuramente secondo lo Spirito e la verità, ma molto limitante e frustrante. Il matrimonio è molto più che generare vita. La Chiesa ha attuato una vera rivoluzione. Si è passati da considerare i figli come fine del matrimonio a frutto del matrimonio. Il fine del matrimonio è quindi l’amore che è vita e che è Dio. Da un matrimonio basato sulla fertilità si è passati a un matrimonio basato sulla fecondità. Fecondità che è molto più ricca della fertilità, che ne rappresenta solo un aspetto. Ed ecco che finalmente il matrimonio non viene più presentato come una serie di doveri e precetti. Una volta, inoltre, il rapporto fisico veniva spesso visto e vissuto come qualcosa di necessario e il piacere che ne scaturiva era spesso vissuto con senso di colpa e avvilimento. Il piacere nel rapporto fisico è dono di Dio e la Chiesa oggi ti dice non che devi vergognartene, ma al contrario che devi viverlo appieno, per crescere nell’amore anche carnale con il tuo sposo o la tua sposa. Finalmente la Chiesa non ti pone divieti, ma al contrario indica la via per vivere in pienezza il rapporto sessuale, perché ti insegna che solo in un’unione fedele si può vivere il rapporto in profondità come dono e accoglienza e non solo come un appagamento di pulsioni e desiderio di possesso. Solo nel matrimonio si può raggiungere quell’estasi della carne e dei cuori che al confronto qualsiasi altro rapporto non è che una pallida immagine. Solo nel matrimonio il rapporto fisico diventa preghiera e offerta a Dio. Solo nel matrimonio il rapporto fisico è così importante da essere cosa sacra, cioè cosa di Dio. La Chiesa ha questa grande nuova missione di evangelizzazione: mostrare la grandezza e la bellezza del matrimonio cristiano, che è capace di regalarti e riempirti di amore e verità come nessun’altra relazione e dove anche il rapporto fisico è vissuto in maniera piena, appagante, totalizzante e profonda. Il Papa parla, scrive e si impegna, ma se noi sposi cristiani non siamo profezia di quell’amore, cioè non riusciamo a mostrarlo al mondo, il Papa si prodiga invano. Sta a noi prendere in mano la nostra vita e il nostro matrimonio e con la Grazia di Dio diventare luce, forse una piccola luce, ma insieme possiamo illuminare questo mondo buio e arido.

Antonio e Luisa

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