Non avere paura il tuo talento nascosto mi salverà.

Una bellissima riflessione dell’incredibile Cristina Righi Epicoco.

 

Chissà quante volte ci saremo imbattuti nella parabola dei talenti riportata sia in Matteo 25,14 che in Luca 19,12.
Un nobile Signore, che deve partire per un viaggio, chiama i suoi servi per affidare loro delle monete d’oro.
Matteo ricorda che ai servi sono stati consegnati talenti in numero diverso mentre Luca riferisce di 10 servi a cui sono affidati 10 talenti ciascuno.
Il talento era una moneta di 6000 denari equivalente a 6000 giorni di lavoro.
Il risultato per entrambi è il medesimo:
Quanto avranno fruttato quei talenti?

E ancora, al versetto 15 del capitolo 25, l’evangelista Matteo sottolinea:
«secondo le capacità di ciascuno».
Ecco… SECONDO LE CAPACITÀ DI CIASCUNO!

ho avuto paura

Come applicare questo nel matrimonio?
Per diversi anni io stessa, nella chiamata alla consacrazione sacramentale del Noi Coniugale, sono stata quel servo malvagio e pigro che ha nascosto il talento affidatogli.
Entrambe le parabole parlano di paura (…) «ho avuto paura e sono andato a nascondere» (Mt 25,25).

paura di cosa?

La paura nasce prima, viene dalla storia precedente che ciascuno porta nello zainetto del vissuto personale.

Quella disistima originata da ogni mancanza d’amore; quel giudizio che ha condizionato e veicolato tutte le personali modalità di essere. Quelle cose viste o udite che non si riesce né a cancellare né a guarire facilmente.

Quella mente bambina violata dalle impacciate capacità degli adulti. E la mente bambina, seppure crescendo, rimane latente per rispuntare fuori al momento opportuno.

La “paura del lupo cattivo” o del “dottore che fa la puntura”.

La paura del “che dirà la gente”, il terrore che potresti essere umiliato.

nascondi i tuoi talenti e non riconosci i talenti degli altri

Esisti tu, piccolo, incatenato in questi angusti spazi, e c’è il mondo con tanti “padroni” da ritenere “duri”, che mietono dove non hai seminato e raccolgono dove non hai sparso (Mt 25,24).

Tu cresci in questo percorso, il talento nascosto in quella buca rimane infruttuoso. Ti difendi come puoi, costruendo il tuo castello interiore e il tuo baluardo esteriore dove la paura, il disagio, sarà la scala per raggiungere i piani superiori e inferiori della tua vita relazionale.

 

Allora diventi quel servo pigro e malvagio che tiene nascosti i talenti ma, cosa ancora più grave, non riconosci il talento degli altri. Anche quello degli altri diventa infatti un talento nascosto.

La tua storia coniugale comincia così.

non sei più solo

La solitudine dell’uomo cerca disperatamente di essere colmata e cerchi la tua bella, il tuo bello, la cosiddetta anima gemella e, quando la incontrerai è gaudio per la tua vita: non sei più solo!

Comincia il cammino, ora siamo insieme per colmare le due solitudini, per diventare una misura colma anche con i limiti dei propri confini.

Passo passo, siccome nella relazione ciò che desidero è essere amato, se ciò non accade riaffiorerà quella mente bambina bisognosa di amore.

Qualcosa però sembra oscurarsi.

arriva la solitudine

Un marito, ad esempio, può avere diverse mancanze perché è freddo, distante, distratto. Troppo legato al lavoro, poco affettuoso, troppo legato alla madre. Magari non si accorge di alcun cambiamento, è stanco, noioso, scontroso, a volte iroso e, se ciò rende l’altro inesistente, arriva la solitudine.

Una moglie, ad esempio, diventa aggressiva, punta il dito, alza mura, accusa di ogni difetto senza accorgersi più di alcun pregio e da qui nasce il conflitto.

Dove è finito il talento?

Quello o quelli che il nobile Signore aveva affidato ai suoi servi?

Dove li abbiamo nascosti, noi servi della regalità coniugale?

Perché ci ostiniamo a tenere il nostro talento nascosto?

ho il potere di scovare i talenti dell’altro

Qui può accadere un miracolo perché nel matrimonio, paradossalmente, accade il contrario.
Io ho il potere di “scovare” i talenti dell’altro.
Cercando il suo talento nascosto, che lui è incapace di esprimere perché non è stato mai facilitato, posso navigare nelle sue paure, insicurezze, ferite, drammi. Conoscendo tutta la sua storia, potrò essere capace di estrarre da quella miniera il brillante migliore, il vero tesoro, il talento!

ecco i tuoi talenti, li ho trovati io

Chi sei davvero tu, servo che cammini nella mia stessa strada?

Ecco i tuoi talenti, li ho trovati io e se ora non sei capace di farli fruttare io potrò essere quell’aiuto.

Se la freddezza, la distrazione, l’infedeltà, un grave peccato, una schiavitù, un momento in cui decidi di separarti, l’aggressività, la violenza, la sessualità che non va e ancora, ancora, ancora (ognuno si inserisca qui dentro), se tutto ciò è il risultato della negazione e oppressione dei doni ricevuti, occorre trovare il talento nascosto.

Io andrò a cercarlo perché trovandolo possa “dissotterrare” e metterlo a frutto.

non avere paura perchè il tuo talento salverà me

Quei tuoi silenzi che talento nascosto hanno per diventare dialogo?
Quella violenza che talento ha sotterrato per poter divenire tenerezza?
Quel tradimento che talento avrebbe avuto per tramutarsi in amore dono totale?
Quell’idolatria del lavoro che talento nasconde per ristabilire le giuste priorità della vita?

Io voglio trovare i tuoi talenti perché io desidero ed esigo il meglio per te.
Tu puoi trovare i miei talenti perché possa trasformarmi anche io nel servo buono e fedele.

Non avere paura perché il tuo talento salverà me!

Cristina Righi Epicoco

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