Che cosa cercate?

In quel tempo, Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro -, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.

Ho voluto scegliere come immagine di questa riflessione il matrimonio di Chiara ed Enrico Petrillo. L’ho scelta perché la loro vita incarna perfettamente il passo di Vangelo della liturgia di ieri. Discepoli di Gesù. Lo hanno seguito fino al fondo della sofferenza e della malattia senza rimanerne delusi, ma sentendosi sempre amati.

Nel vangelo si parla di due discepoli di Giovanni il Battista. Due come Chiara ed Enrico, come noi sposi tutti. Due persone che non si accontentano della povertà che offre loro la cultura dominante dell’epoca, di ogni epoca, della nostra epoca. Chiara ed Enrico , come noi e come tante altre coppie di fidanzati, cercavano di più. Cercavano qualcosa che potesse valere il loro impegno, la loro dedizione e la loro vita. Cercavano una vocazione e non solo una relazione. Non cercavano di saziare un bisogno, ma di rispondere a un amore già dato. Un’unione che andasse quindi oltre le sabbie mobili dei sentimenti e che chiedesse di mettere in gioco la parte migliore di loro. Loro, noi tutti come quei due discepoli, alla ricerca di qualcosa a cui neanche sappiamo dare un nome. E poi passa Gesù, il suo sguardo si posa su di noi. Una consapevolezza ci scalda il cuore. E’ bellissimo il dialogo tra i discepoli e Gesù. Gesù chiede loro cosa stiano cercando. Loro non rispondono, perché non lo sanno ma vogliono stare con Lui. Non vogliono solo stare con Lui, ma vogliono conoscere la sua intimità, dove vive, cosa fa. Vogliono far parte della Sua vita perché la Sua vita può riempire la loro. Quello che cercano lo hanno trovato, sanno che quell’incontro li cambierà e aprirà loro una nuova via, nella verità e nella gioia, nonostante il futuro sia incerto e non sappiano dove andranno e cosa faranno, ma l’unica cosa che conta è stare con Gesù.

Questo passo del vangelo riguarda tutti noi, ogni cristiano, ogni coppia di fidanzati e di sposi. Incontrare e seguire Cristo è la sola cosa che conta e da cui dipenderà la felicità e la santità del nostro matrimonio. Gesù non ci propone una strada sicura, una via comoda, una casa lussuosa, Gesù ci propone di seguirlo, di metterci in cammino, di attraversare deserti, di fare fatica, di attraversare sofferenza e crisi, e anche di non capire sempre tutto, ma ci assicura che insieme a lui raggiungeremo la nostra meta e non perderemo mai la strada, perché lui è la nostra bussola e guida. Esattamente come Chiara che non si è persa ed Enrico che l’ha accompagnata finché ha potuto. Chiara ha seguito Gesù fino alla fine, salendo in croce con lui e per questo risorgerà con Lui. Termino con una citazione  di Chiara che riassume benissimo tutto in poche righe:

La logica è quella della croce: regalarsi per primi senza chiedere nulla all’amato, arrivando fino al dono radicale di sé. Se non si risponde a questa richiesta, non si tratta più di vocazione, ma di un semplice accompagnarsi fino alla morte

Antonio e Luisa

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