Myriam di Qaraqoush

Questa è un’intervista che risale a più di due anni fa. Siamo in Iraq e i cristiani del luogo, in questo caso della cittadina di Qaraqoush, sono dovuti fuggire, hanno dovuto abbandonare le loro terre dove erano presenti da millenni, perchè l’ISIS era ormai giunta alle porte della loro città, e rimanere avrebbe significato quasi sicuramente la scelta tra morte o conversione.  Perchè riporto ora questa intervista? Cosa può dire a noi occidentali una bambina?  Perchè in due giorni sono capitati due drammatici attentati, uno in Inghilterra e uno in Egitto. Tanti morti ma due modi completamente diversi di reagire. Da una parte incredulità e paura, dall’altra completo abbandono a Dio nonostante la sofferenza e il dolore. Questa bambina è eccezionale. Nonostante la situazione in cui si trova il suo viso esprime una pace e una speranza incredibili basate su solide certezze. Dalle sue parole e dal suo volto traspare una fiducia incrollabile in Dio,  che Dio c’è ed è lì con loro, anche se tutto ciò che le è successo porterebbe a pensare il contrario.

Io genitore mi sento profondamente interrogato e provocato da questa bambina. Io sono riuscito a trasmettere ai miei figli la stessa fede incrollabile? Ci sto almeno provando? Perchè non ci riesco? Sinceramente io mi pongo tutte queste domande. Purtroppo le risposte che mi do non sono confortanti. No, non sono capace di essere altrettanto educatore nei confronti dei miei figli, perchè io stesso non ho quella fede incrollabile. Non solo, il mondo, la nostra vita, mi porta a ritenere più urgenti e importanti altre cose: la scuola,sviluppare  i talenti sportivi, artistici e musicali, e  perchè la nostra società è altamente competitiva ed è normale avere il timore di non attrezzare a suffucienza i nostri ragazzi. Salvo poi, quando arrivano le prove, non per forza un attentato, ma anche una malattia, un lutto, una crisi economica, rendersi conto di non aver fornito loro l’unica cosa che in questi casi può dare forza, tenacia e speranza: la fede in Dio, uno sguardo che permette di andare oltre il momento specifico e di perdersi in un orizzonte di amore eterno. Questa è la differenza che noto tra i nostri giovani, che hanno tutto il superfluo ma non hanno il necessario, e i ragazzi dell’Iraq, della Siria, dell’Egitto e di tanti altri luoghi dove non hanno nulla di superfluo ma hanno Dio con loro. Questa è la differenza tra una fede tiepida e stanca come la nostra, che non costa nulla, e una fede messa alla prova fino all’estremo, che può arrivare a richiedere la vita e il martirio. Guardo Myriam con meraviglia e stupore, perchè è di una bellezza quasi sconosciuta nel nostro occidente, e chiedo a Dio di darmi la forza di poter trasmettere ai miei figli quella stesso modo di guardare alla vita e a Dio, almeno in piccola parte, perchè so di essere indegno e fragile, ma confido nel sacramento del matrimonio che mi ha consacrato a prendermi cura dei miei figli per portarli al vero Padre.

Antonio e Luisa

Se non avete mai ascoltato l’intervista non potete perderla.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...