Siamo più ricchi del re Davide

Il re Davide era vecchio e avanzato negli anni e, sebbene lo coprissero, non riusciva a riscaldarsi. I suoi ministri gli suggerirono: «Si cerchi per il re nostro signore una vergine giovinetta, che assista il re e lo curi e dorma con lui; così il re nostro signore si riscalderà». Si cercò in tutto il territorio d’Israele una giovane bella e si trovò Abisag da Sunem e la condussero al re. La giovane era molto bella; essa curava il re e lo serviva, ma il re non si unì a lei. (RE 1 1,1-4)

Re Davide durante la sua vita ha avuto tantissime donne. Regine, concubine o semplici fanciulle hanno riempito il suo harem. Hanno generato per lui tantissimi figli. Re Davide però non si è curato del suo rapporto affettivo, delle sue relazioni. Lui era il re, era forte, potente, era l’unto di Dio. Aveva sconfitto i Filistei, ottenuto moltissime vittorie e tanta gloria. Eppure arriva il momento in cui Davide si sente solo. Tutto ciò che ha fatto in passato o che ha avuto nella vita non riempie il suo cuore e non scalda il suo corpo. Il calore è vita. Il freddo è della morte come freddi sono i cadaveri. Re Davide ha freddo, si sente debole, le sue forze iniziano a lasciarlo. Sente che gli manca qualcosa. Non riesce a sentirsi vivo. Non è un freddo dovuto alla temperatura troppo rigida. Hanno provato a coprirlo con coperte pesanti. Il freddo resta.

E’ un freddo dovuto alla mancanza di una relazione autentica e piena. Ora che non è più l’uomo forte e temuto di un tempo sente il peso di tutta la sua solitudine, nonostante abbia tanti servitori e dignitari che animano il palazzo. Manca una relazione esclusiva. Manca una persona che mostri il suo amore e la sua dedizione in modo incondizionato, semplicemente perchè è lui. Perchè è Davide, un vecchio. Una sposa che si prenda cura, che lo faccia sentire il più importante. Lui che si sente debole e fragile.

Arriva quindi Abisag. Abisag è la bellezza assoluta. Una bellezza autentica, non solo nei lineamenti. Abisag è bella perchè ama. Ama nel dono di sè, nell’accoglienza, nell’amabilità e nel servizio. Viene da Sunem, è una Sunnamita. Alcuni vedono in lei la Sullamita del Cantico dei Cantici.

Sicuramente lo è per come incarna l’amore esclusivo per il suo sposo. L’amore del Cantico non è solo eros ma è un’esperienza di Dio in una relazione umana. Non so voi. Senza bisogno di arrivare ad essere anziani. Anche io che sono nella maturità della vita, che ho 46 anni e le forze ancora non mi mancano, ogni tanto, quando mi sento sopraffatto dal peso degli impegni e delle preoccupazioni che la vita mi riserva, sento l’amorevole cura della mia sposa come un calore che rigenera e un balsamo che lenisce. Lei diventa vita per me. Sapere che lei c’è e che mi sostiene senza che io debba dimostrare nulla è meraviglioso. Basta poco, basta la sua voce, le sue carezze, la sua dolcezza e il freddo passa.

Credo che tutti possiamo riconoscerci in Davide. Forse non quando è il re forte e invincibile, certamente quando mostra le sue debolezze e le sue fragilità nella vecchiaia. Ecco in quei casi l’amore tenero e sincero che noi sposi ci scambiamo l’un l’altra diventa uno dei doni più belli e più cari con il quale facciamo davvero esperienza di Dio e non possiamo che esserne grati e meravigliati. Custodite il vostro amore. E’ qualcosa di grande, qualcosa che anche un re come Davide ha dovuto elemosinare.

Antonio e Luisa

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2 Pensieri su &Idquo;Siamo più ricchi del re Davide

  1. Peccato che in questo racconto manchi la reciprocità. E un po’ tutto a senso unico. A molte mogli capita di trovarsi a 70 anni a dover “riscaldare” con attenzione, servizio e tenerezza un marito vecchio e malato, ejoista e immaturo che le ha tradite per decenni. E questo, senza averr mai ricevuto in cambio lo stesso calore. È molto triste.

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