Riconoscersi povero per lasciarsi amare.

Ricevo spesso complimenti per quello che scrivo e testimonio. I complimenti non dovete farli a me ma a Gesù che fa miracoli in quelle anime che si riconoscono bisognose e misere. Io ero una persona povera spiritualmente e fortemente fragile ed egoista.Oggi sto cercando di costruire la mia vita, il mio rapporto di coppia e la mia famiglia sulla roccia della Grazia di Dio. Non è sempre stato così. Sono cresciuto con una fede tiepida e fatta di tanta superstizione, senza aver mai sperimentato l’amore di Dio, la religione era per me solo una dottrina lontana e castrante. Ho cominciato a frequentare compagnie di  sbandati come me, ad andare all’università dando un solo esame in 2 anni. Ho vissuto la mia gioventù fumando canne e ubriacandomi con gli amici per avere meno inibizioni con le ragazze, nutrendomi di pornografia, cercando donne, non per innamorarmi, ma per poter soddisfare tutta quella carica erotica che mi opprimeva. Visto con gli occhi dell’uomo che sono oggi provo tanta pena per quel ragazzo che si svegliava di notte angosciato dal non senso della propria vita. Poi è arrivata quella che sarebbe diventata la mia sposa. Non mi sono innamorato subito di lei perché non ne ero capace ma sono rimasto attratto fin da subito dal suo atteggiamento, dal suo modo di vestire sobrio e dai discorsi che faceva così diversi da quelli a cui ero abituato ma che mi piacevano anche se non li capivo. Era totalmente diversa dalle ragazze che avevo conosciuto fino ad allora ma mi affascinava tantissimo. Alla fine mi sono innamorato, prima  della sua profondità interiore e della dolcezza del suo animo e poi anche del suo corpo, del suo viso e del suo sguardo che non erano sensuali come quelli da cui ero stato sempre attratto ma che  esprimevano tutta la  bellezza della sua persona, la bellezza di una persona con una fede autentica e un cuore puro.  Quell’incontro mi ha salvato, lei è stata capace di darmi forza e motivazioni per cambiare e trovare finalmente la strada verso l’abbraccio di Gesù.

Ho saputo solo in seguito che lei ha sempre pregato per non sprecare la propria vita e per trovare uno sposo con il quale costruire una famiglia. Ha pregato anche per il suo sposo, per me, anche se non mi conosceva ancora. Sono sicuro che quelle preghiere mi hanno consentito di combattere  le mie schiavitù e di riconoscere in lei, colei che Dio da sempre aveva preparato per me, affinché io potessi realizzare la mia vita. Grazie a quell’incontro e alla relazione che ne è nata basata sull’amore, sul rispetto, sulla fiducia e sulla sincerità sono rinato a vita nuova.

Dio fa miracoli nella nostra vita ma dobbiamo riconoscerci poveri e incapaci di fare a meno di lui.

Antonio

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