Giuda e il suo bacio. Un tradimento sponsale.

Secondo la scaletta organizzativa del blog ci tocca scrivere qualcosa oggi mercoledì santo e poi anche giovedì e venerdì. Tre giorni molto importanti che ci proiettano dritti verso la Pasqua di resurrezione. Domenica naturalmente lasceremo la parola a padre Luca. In questo mercoledì la liturgia ci offre la possibilità approfondire un personaggio controverso. Si tratta di Giuda. Uno dei dodici. Vorrei soffermarmi non tanto su di lui ma piuttosto sulla sua relazione con il Maestro, con Gesù.

E’ importante perchè racconta anche tanto a noi sposi. La relazione che ognuno di noi ha con Gesù è una vera relazione sponsale. Tanto più lo è per i dodici che tanto gli erano vicini ed intimi. Cosa è importante analizzare nel rapporto tra Giuda e Gesù? Mi soffermo su due versetti in particolare. Uno tratto proprio dal Vangelo di oggi di Matteo mentre l’altro dal Vangelo di Luca

Ma egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. In queste poche parole c’è tantissimo. Si legge tanta intimità. Si è ad una cena insieme, già stare a tavola insieme ci fa immaginare la famiglia unita. Ci dovrebbe quindi essere amore, dialogo, intimità, cura, rispetto. Tutti quegli ingredienti che dovremmo ritrovare nelle nostre case. Proprio in quel frangente, quando Giuda intinge nello stesso piatto di Gesù, nel massimo gesto di intimità, eliminando ogni barriera tra lui e il Maestro, è lì che Gesù lo indica come traditore. Non è un gesto scelto a caso, come non lo è il bacio che esaminerò dopo. Tradire non deriva da un’accezione negativa. La radice sia in greco che in latino è dono. La stessa di tradurre, consegnare. Se ci pensate tradizione deriva dalla stessa radice. Tradire diventa negativo proprio da questo episodio dove Gesù sarà consegnato. Un episodio che rappresenta pienamente il rinnegamento dell’amore. Gesù nell’ultima cena dove dona tutto di sè, dona addirittura il Suo corpo e il Suo sangue, vede questo amore così grande e incondizionato rinnegato da Giuda. Questo deve essere stato per Lui un dolore enorme. Eppure non smette di amare Giuda. Anche quelle che sembrano minacce –Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato! – non sono altro che un amaro prendere atto della scelta che, nel libero arbitrio, fa l’altro nel non comprendere ed accettare il Suo amore gratuito e redentivo. Giuda prima di uccidersi materialmente era già morto dentro rinunciando a quell’amore che avrebbe dato senso a tutto, anche alla morte. Quanti sposi sono nella situazione di Giuda. Sposi che rinnegano il matrimonio, cioè l’amore incondizionato e gratuito di Dio, alla ricerca di qualcosa che non troveranno mai altrove. Beati invece quegli sposi che scelgono di restare fedeli, anche se abbandonati, perchè, seppur nel dolore, trovano pace e senso di ogni cosa proprio in Gesù e nell’amore concretizzato nella fedeltà alla promessa.

Allora Gesù disse: «Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell’uomo? Giuda tradisce Gesù con un bacio. Qui è importante notare il parallelismo proprio con il matrimonio. Gesù rinnega il suo amore per Gesù con un gesto che invece racconta amore. Nel matrimonio non è forse così. Ci si promette l’amore che abbiamo nel cuore e poi si conferma quella promessa e la si concretizza nel corpo attraverso l’amplesso fisico. Gesù resta scandalizzato e rattristato non solo per il tradimento ma per il modo con cui Giuda lo tradisce. Con un bacio, con un gesto che racconta affetto e amicizia. Una menzogna che fa ancora più male. Noi sposi siamo come Giuda? Quando ci accostiamo all’altro per unirci intimamente cosa abbiamo nel cuore? Abbiamo il desiderio di comunione oppure abbiamo l’istinto di sfogare una pulsione usando il corpo dell’altro. Nel primo caso stiamo offrendo amore all’altro e anche a Gesù presente nell’altro e nel matrimonio. Nel secondo caso stiamo tradendo non solo il nostro coniuge ma anche la nostra promessa e Gesù presente in essa.

Speriamo di avervi dato degli spunti interessanti e vi auguriamo io e Luisa una bella preparazione del cuore a questa Pasqua magari anche con un incontro intimo fatto bene, un incontro di comunione e di dono reciproco.

Antonio e Luisa

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Famiglia vuol dire speranza! 

Famiglia è sinonimo di speranza, è sinonimo di vita nascente, è bellezza, è testimonianza del volto di amore concreto del Padre, è amore vivente, è esperienza di futuro, è investimento coraggioso sul quale ci giochiamo tutto noi stessi. Sì perché “dove nasce un bambino, nasce la speranza”, diceva la voce di un presepe molto bello che abbiamo visitato nel tempo di Natale in una parrocchia vicino a casa. Dove nasce un bambino, nasce il futuro, nasce la vita, germoglia l’infinito. Che bello! 

Viaggiando in questi fine settimana fuori dalla nostra parrocchia ci siamo accorti di quale ruolo grande abbiamo come famiglie, di quale progetto grande ci aspetta dal giorno del nostro matrimonio. Un mistero grande tutto da scoprire, missione che la famiglia è chiamata a vivere, che trova il suo fulcro nell’amore che deve crescere e moltiplicarsi. La famiglia deve scoprirsi fabbrica di amore sempre in produzione. 

Dove c’è una famiglia, c’è un amore che può generare vita, sia essa di carne o spirituale. E al giorno d’oggi abbiamo terribilmente bisogno di questo ruolo che hanno due sposi: di chi ci dona la vita che nasce, e di chi ci fa nascere nella vita all’amore. 

Forse non ce ne rendiamo conto, abituati a stare nel nostro mondo fatto di altre famiglie, fatto di asili dove ci sono altri figli, di scuole dove ci sono altri ragazzi, fatto di amicizie, di posti affollati, di code, di parcheggi pieni e centri commerciali sempre più grandi, rischiamo di perdere la visione della nostra unicità, bellezza, importanza. Rischiamo di vivere come uno fra tanti. Ascoltiamo i dati istat relativi alle nascite e ai matrimoni come qualcosa che non ci riguarda, perché attorno a noi c’è ancora vita e amore che nasce. 

Viviamo la nostra vita di famiglie nella nebbia della collettività, dove crediamo di non essere visti. Viviamo la nostra vita di famiglia nel quartiere ristretto delle solite relazioni familiari, lavorative, parrocchiali, hobbistiche o sportive, pensando che quanto succede poco più in là non sia per me. 

Spingiamo più in là il nostro sguardo, fermiamoci pochi secondi, usciamo da quel circolo scolastico o parrocchiale, spingiamo via la nebbia che ci nasconde in mezzo a tanti. La famiglia, ogni famiglia, la tua famiglia, la mia è unica ed indispensabile, benedetta, ed ha un ruolo grande, gigante nel mondo: quello di portare speranza, quello di generare vita, quello di rendere visibile l’amore! L’amore di Gesù.

Facciamo un esempio: prendiamo una piazza, tante persone, dei giovani, delle famiglie, dei bambini, degli anziani, e delle forze dell’ordine in divisa. Questi ultimi potrebbero sembrare ai nostri occhi gli unici che nella folla si distinguono, che hanno un ruolo nella piazza: garantire la sicurezza. Non sono i soli! Una famiglia in quella piazza ha una divisa speciale: quella dell’amore, e dobbiamo mostrarlo! Non facendo gesti gloriosi, non indossando costumi da super eroi, ma curando il nostro stesso amore di sposi, il nostro essere genitori. Vivendo nell’amore, amandoci, amando i nostri figli e amando il prossimo. Chi ci osserva nella vita quotidiana non può vedere solo come nella folla in piazza, una persona, una mamma, una moglie, un’amica qualunque e lo stesso per il.. genitore 2 ma deve riuscire a vedere il nostro amore, devo vedere il nostro essere Cristiani, e ancor più, facilitati nei gesti che ci è dato di compiere, vedere nella coppia di sposi, una famiglia che testimonia il volto d’amore di Gesù, semplicemente vivendo. 

Dobbiamo imparare ad amarci di più, ad amare di più, a scoprire la grazia ricevuta il giorno delle nozze, il Mistero Grande del matrimonio, la nostra missione di sposi, per poter essere segno concreto di amore che attrae, che dona bellezza, che dona speranza, che dona vita. Che bello poter scegliere il vestito della famiglia vivendo l’amore! 

Vedere una coppia è vedere l’amore! Vedere una coppia è vedere il volto di Dio amore. Vedere una coppia che passeggia mano nella mano, che si aiuta, che si stringe in un abbraccio, è vedere l’amore! Essere una famiglia per mostrare e raccontarci non solo le difficoltà, le notti in bianco, le fatiche, ma la bellezza di avere un figlio, dei piccoli nuovi passi che compie, della sua crescita, delle sue scelte, è vedere la vita e l’amore! Vedere una famiglia con dei figli è vedere il futuro, la vita, è vedere una start up bellissima che profuma d’infinito! Un figlio è il titolo azionario più ad alto rischio ma allo stesso tempo con più certezza, sicurezza di futuro. Chiedetelo ad un nonno se non investirebbe sul suo nipote che ancora non sa neanche parlare. 

È difficile quello che diciamo? È presuntuoso forse?  Qualcuno potrebbe dirci che spesso litiga con il marito, con la moglie. Che non siete una così brava coppia cristiana e neanche una famiglia DOC o una famiglia sempre felice. Qualcuno che non ha i mezzi e modi, le conoscenze, le capacità. È vero! Avete ragione! Ma sappiate che anche noi ci sentiamo poveri, ultimi, peccatori, vediamo il nostro matrimonio a volte in bilico, ci sentiamo genitori non all’altezza e spesso incapaci. Le fatiche tue sono anche le nostre e di tante altre famiglie. Non è un certificato di qualità che ti rende famiglia, ma la disponibilità ad amare e lasciarsi amare. È la voglia di mettersi in cammino come i Magi e di ascoltare come i pastori, due figure che di famiglia non ne sapevano quasi nulla, ma che sono stati tra i primi ad andare, adorare, ringraziare e testimoniare l’amore! 

Là dove è grande il peccato più grande è la grazia! (Rm 5,20 – 1 Tm 1,12 -14)

Quando sono debole è allora che sono forte perché Tu sei la mia forza. (2 Cor 12,10)

Il nostro Signore è il re dei deboli, degli ultimi, dei peccatori. Non dimenticarlo.

Concludiamo con un ultimo pensiero, perché oggi ci siamo fatti prendere la mano e ti abbiamo rubato già troppo tempo di lettura. 

I Cristiani in Medio Oriente hanno trovato nella “stella” un’immagine della vocazione cristiana. I Cristiani stessi, e ancora più le famiglie devono essere un simbolo come la stella, che conduce tutti i popoli verso Cristo. I Magi, come ha affermato Benedetto XVI, erano: “uomini dal cuore inquieto. Uomini in attesa, che non si accontentavano del loro reddito assicurato e della loro posizione sociale. Erano ricercatori di Dio”. Questa sana inquietudine nasce dal desiderio. Ecco il loro segreto interiore: saper desiderare. 

Allora buona ricerca, lasciate che il vostro cuore sia inquieto di cercare la stella, fatevi poi trasformare per essere voi bellezza che attrae e volto d’amore! Famiglia sorgente di vita e speranza! 

Anna Lisa e Stefano – @cercatori di bellezza

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Oggi… baciatevi!

Il modo più comune per esprimere l’amore, armonia tra corpo e anima

Si festeggia oggi la Giornata Internazionale del bacio. Scopriamo qualcosa di più su questo gesto tanto semplice quanto denso di significati.

Ben 46 ore, 24 minuti, 9 secondi! È la durata del bacio record che ha fatto diventare il 13 aprile l’International Kissing Date. Record rapidamente battuto da un bacio thailandese di 58 ore, avvenuto il 6 luglio per cui… ora si festeggia in entrambe le date. Mai sazi di baci insomma. Del resto il bacio più o meno in tutto il mondo è il modo più comune per dimostrare l’amore.

Diversi tipi di bacio

Ci sono diversi tipi di bacio: con un bacetto la mamma coccola il suo bambino, si baciano parenti e amici sulla guancia, c’è il baciamano…
Pur con alcune interessanti variazioni culturali, protendere le labbra e avvicinarle a qualcuno dimostra affetto, amicizia, stima, in alcuni casi alleanza.
Ma non sono certo questi i baci a cui si riferisce la festa.
Nella relazione di coppia il bacio fa un salto di qualità e diventa un’esperienza molto intima, coinvolgente, intrigante.
Nonostante l’abuso di baci profondi nel cinema, nella cultura di massa, le foto esibizioniste nei social, il bacio pare non essere facilmente banalizzabile.
L’esperienza corporea e relazionale che comporta, lo rende unico e difficilmente riferibile.
«Come si fa a baciare?» è una delle domande più ansiogene della preadolescenza. E per quanto l’amico o l’amica di turno possa dare delle indicazioni di massima, addirittura suggerire delle “tecniche”, si può vivere solo in presa diretta.

Bacio: corpo o anima?

Perché il bacio, che è contemporaneamente esperienza corporea, relazionale, affettiva, emotiva, eccede i tentativi di catalogarlo.
Il bacio può portare all’eccitazione sessuale ma anche alla pace rassicurante della relazione, può essere dolce o passionale, piacevole o fastidioso, e non sempre i partner coinvolti nel condividono l’univocità.

Il significato del bacio

Per capire il motivo per cui il bacio assume un significato così intenso e profondo occorre scomodare la psicoanalisi. Come riporta Galimberti nel celebre Dizionario – alla voce Bacio – già Freud l’aveva intimamente collegato al piacere funzionale della nutrizione, Giacchetti ha definito la suzione nell’allattamento “il bacio più puro che esista” e, sulla stessa scia, si è espresso Carotenuto: «La bocca, che è per l’uomo il primo modo di conoscere il mondo circostante, la prima modalità di prendere e ricevere amore e vita, diventa in seguito un aspetto rivelatore di profondissimo sentimento».
Le prime esperienze orali sarebbero quindi la matrice inconscia del bacio, ma con un’interessante inversione: mentre nel bambino la suzione “scarica” la tensione, provvedendo affetto e cibo, nell’adulto il bacio “carica” della tensione necessaria a favorire l’avvicinamento, fino all’incontro sessuale.
Il bacio quindi non è solo corpo, e nemmeno solo psiche, ma è un’esperienza di allineamento della dimensione psichica e somatica.
A questo proposito sono molto stimolanti le riflessioni di Lowen: «Le parti del corpo dove il sangue affluisce molto vicino alla superficie sono quelle dove avviene il contatto più intimo… Il colore rosso delle labbra riflette la grande quantità di sangue, che si trova proprio sotto lo strato sottile della mucosa. Quando in un bacio si incontrano le labbra, il sangue di ciascuna persona è separato soltanto da una membrana sottile, per cui si determina un alto livello di eccitazione. In realtà, tutta la bocca, compresa la lingua, si può considerare una zona erogena, dal momento che l’intera zona è molto vascolarizzata».

Questione di cuore

Ecco spiegato anche il batticuore dei baci più emozionanti. Quando un uomo e una donna si scambiano amore, anche il cuore danza per portare il sangue, veicolo di vita che scorre e di eros, là dove può essere più vicino allo scorrere della vita dell’altro.
Il cuore della persona che ama si espande e coinvolge tutti i sensi, allo stesso modo in cui il cuore della persona triste, risentita, intimorita, diventa duro, un peso nel petto, e inibisce la circolazione.
Il rapporto tra il cuore e l’amore è quindi concreto, un fenomeno fisico.

Il bacio sincero

Il bacio è un momento di incontro, tanto più profondo quando il corpo, le emozioni, le sensazioni e i sentimenti sono allineati.

Occorre riconciliarsi, fare pace, per potersi baciare bene.
Oppure ci si può baciare per riconciliarsi e fare pace.

Nel dubbio, oggi, baciatevi!

 Mi baci con i baci della sua bocca!
Sì, migliore del vino è il tuo amore.
Inebrianti sono i tuoi profumi per la fragranza,
aroma che si spande è il tuo nome:
per questo le ragazze di te si innamorano.

Cantico dei Cantici

Marco Scarmagnani

Articolo originale su Semprenews.it

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Nel bacio di Giuda non c’è verità. Come nei rapporti prematrimoniali.

Nei miei articoli ho spesso affrontato il tema dell’ecologia umana. E’ ecologico un gesto che ci rende pienamente umani. C’è ecologia quando il corpo esprime la verità che abbiamo nel cuore. Quando c’è armonia tra ciò che esprime il corpo e quello che sorge e alberga nel nostro cuore. Esprimere con il corpo ciò che non crediamo e che non è autenticamente presente nel nostro cuore,  è uno degli atteggiamenti più odiosi che possiamo avere nei confronti delle persone che ci stanno vicino. Quante volte ci sentiamo feriti da persone che dicono di volerci bene, o anche solo di apprezzarci, e poi parlano male di noi dietro le spalle. Più sono persone vicine e più ci fanno del male. Ci sentiamo offesi, più che dalle parole che possono aver detto quelle persone, proprio dal loro atteggiamento falso. Il loro corpo, la loro voce, la loro espressione non sono coerenti con quanto hanno nel cuore. Ogni gesto, che sappiamo essere falso, ci disgusta e ci provoca sdegno. Perchè vi scrivo questo. Perchè la liturgia di questo martedì della settimana santa ci racconta di Giuda. E Giuda si comporta con Gesù esattamente in quel modo odioso che ho descritto sopra. Gesù ha sempre amato Giuda. Era un prescelto. Era uno degli apostoli. Era una delle persone più vicine a Lui. Eppure Giuda  lo tradisce e lo tradisce con un bacio. Si avvicina e lo bacia come si fa con gli amici, quelli veri.

Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo?

Gesù non lo dice con rabbia. Lo dice con tristezza. Con il cuore spezzato dal tradimento subito. Lui, uomo vero, non sopporta quel gesto così falso. Non riesce a non chiedere a Giuda il motivo di tanta falsità.

Perchè vi porto questo esempio? Perchè il bacio di Giuda è una degli atteggiamenti più lontani dal concetto di castità che ci possa essere. Questa parolina tanto incompresa, derisa e rifiutata forse è un po’ più comprensibile attraverso proprio il bacio di Giuda. La Chiesa ci insegna che solo nel matrimonio c’è una autentica e indissolubile unione dei cuori. La Chiesa non inventa nulla, ci aiuta solo a comprendere chi siamo. Dal momento in cui un uomo e una donna si dicono si, i loro cuori si appartengono, sono uno nell’altro, nell’uno c’è l’immagine dell’altro. Nei cuori degli sposi si è generato un noi. Un noi che ha bisogno di divenire concreto, di divenire carne. Ha bisogno di manifestarsi.  Ed ecco il meraviglioso dono del creatore: l’unione dei corpi. L’amplesso fisico permette agli sposi, sessuati maschio e femmina, di concretizzare nella carne ciò che è l’esperienza intima dei loro cuori. Nell’intima unione dei corpi, che si compenetrano, c’è l’immagine più vera ed autentica di ciò che i due sposi vivono nella loro relazione sponsale. Tanto è vero quello che dico, che non basta la promessa che i due sposi si scambiano in chiesa per fare un matrimonio valido. Serve il primo amplesso fisico. Solo dopo i due saranno sposi. Questo gesto non ha nulla di vergognoso. E’ un gesto bellissimo e altissimo d’amore. Come lo è un bacio. Torniamo all’inizio, al bacio. Un bacio non è sempre però un gesto d’amore. Abbiamo visto Giuda. Un bacio, può nascondere, tradimento, falsità, egoismo, invidia. Così lo è anche  l’intimità fisica. Quando non è vissuta nella verità di ciò che è e significa,  diventa come il bacio di Giuda. Un gesto che dovrebbe esprimere unione, nasconde, invece, l’egoismo e l’egocentrismo. Un gesto che non racchiude amore, ma al contrario, la volontà di usare l’altro/a per il piacere personale. Col corpo si comunica l’opposto di ciò che c’è nel cuore. Non importa se due persone credono davvero di amarsi e credono sinceramente di amarsi attraverso quel gesto. Non sono nella verità.  Stanno dicendo con il corpo di essere uno quando oggettivamente non lo sono. Un rapporto intimo fuori dal matrimonio non potrà mai essere casto ed esprimere verità ed autenticità. Diventa un gesto che non fa bene. Un gesto che dovrebbe essere vita diventa un gesto di menzogna. Un gesto che chiude il cuore e non permette una relazione vissuta in pienezza. Un gesto falso che induce a fondare la relazione solo sui sentimenti, sulle passioni e su quanto l’altro/a mi da. Una relazione, quindi, molto fragile e che quindi può crollare al primo soffio di vento. Purtroppo la maggior parte dei giovani vivono un fidanzamento non casto e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti.

Papa Francesco lo ha urlato ai giovani nel 2015 a Torino

Ma l’amore è molto rispettoso delle persone, non usa le persone e cioè l’amore è casto. E a voi giovani in questo mondo, in questo mondo edonista, in questo mondo dove soltanto ha pubblicità il piacere, passarla bene, fare bene la vita, io vi dico: siate casti, siate casti

Papa Francesco non vuole ragazzi tristi, frustrati e repressi. Per questo raccomanda la castità. Solo nella verità del gesto si può trovare gioia, senso, luce e amore autentico.

Antonio e Luisa

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Sposi sacerdoti. Dolcezza è il suo palato. (60 capitolo)

Dolcezza è il suo palato;
egli è tutto delizie!
Questo è il mio diletto, questo è il mio amico,
o figlie di Gerusalemme.

La giovane mostra, una volta di più, tutto il suo desiderio. Ricordo che nei versetti precedenti lei ha appena finito di gustarsi il corpo dell’amato. Uno sguardo che diventa contemplazione. La contemplazione di ciò che è bello e che rimanda alla bellezza di Dio. Dio che è amore e l’amore che rende bello chi ama e chi è amato.  Non si tratta dunque solo di attrazione.  Si tratta di fare un’esperienza mistica. Una vera esperienza mistica perchè l’amore dei due sposi è abitato da Dio e nella relazione vissuta fanno esperienza di Dio. Don Carlo Rocchetta spiega benissimo questa realtà nel suo libro Teologia del Talamo nuziale:

Ogni sposo vive l’intimità con Dio, Amore infinito, attraverso l’intimità con l’altro, senza alcun dualismo. Entrambi gustano la tenerezza di Dio attraverso la tenerezza del coniuge e scoprono Dio nel cuore del coniuge

Per questo la Sulamita appena finito di contemplare dalla testa ai piedi il suo amato dice qualcosa di importante. Gli dice tu non sei un corpo. Tu sei molto di più. Tu sei tu. Tu sei il mio uomo. Tu sei l’unico e il solo. Egli è tutto delizie. Tutta la sua persona è meraviglia. Tutta anche la parte di lui che non è bella. Anche la parte di lui che non le piace. Cosa significa? I difetti ci sono. Non dobbiamo vederli? Nulla di tutto questo. Non dobbiamo però avere uno sguardo miope. Non dobbiamo assolutizzare quei difetti ed identificare la persona amata con quei difetti. Altrimenti, presto o tardi, quello sguardo miope ci porterà a non sopportare più l’altro/a. Invece i difetti vanno guardati alla luce di tutta la persona. Una persona di cui ci siamo  innamorato/a e che ha tante qualità e lati positivi. Persona che ci ha mostrato tante volte il suo amore, che ci ha perdonato e che è bella. E’ meravigliosa. Non dobbiamo perdere questo modo di guardarla. E’ così bella che desideriamo baciarla. Dolcezza è il suo palato. Avete ancora questo sguardo verso il vostro amato o la vostra amata? Non lo sapete? Capirlo è semplice. Avete ancora desiderio di baciarlo/a. Avete ancora nel cuore questo desiderio di gustarvi e di entrare nell’altro. Di essere respiro per l’altro. Di scambiarvi il soffio dello spirito l’uno nell’altra. Oppure non desiderate più tutto questo raccontandovi che è roba da ragazzini?

1 Introduzione 2 Popolo sacerdotale 3 Gesù ci sposa sulla croce 4 Un’offerta d’amore 5 Nasce una piccola chiesa 6 Una meraviglia da ritrovare 7 Amplesso gesto sacerdotale 8 Sacrificio o sacrilegio 9 L’eucarestia nutre il matrimonio 10 Dio è nella coppia11 Materialismo o spiritualismo 12 Amplesso fonte e culmine 13 Armonia tra anima e corpo 15 L’amore sponsale segno di quello divino 16 L’unione intima degli sposi cantata nella Bibbia 17 Un libro da comprendere in profondità 18 I protagonisti del Cantico siamo noi 19 Cantico dei Cantici che è di Salomone 20 Sposi sacerdoti un profumo che ti entra dentro.21 Ricorderemo le tue tenerezze più del vino.22 Bruna sono ma bella 23 Perchè io non sia come una vagabonda 24 Bellissima tra le donne 25 Belle sono le tue guance tra i pendenti 26 Il mio nardo spande il suo profumo 27 L’amato mio è per me un sacchetto di mirra 28 Di cipresso il nostro soffitto 29 Il suo vessillo su di me è amore 30 Sono malata d’amore 31 Siate amabili 32 Siate amabili (seconda parte) 33 I frutti dell’amabilità34 Abbracciami con il tuo sguardo 35 L’amore si nutre nel rispetto. 36 L’inverno è passato 37 Uno sguardo infinito 38 Le piccole volpi che infestano il nostro amore. 39 Il mio diletto è per me. 40 Voglio cercare l’amato del mio cuore 41 Cos’è che sale dal deserto 42 Ecco, la lettiga di Salomone 43 I tuoi seni sono come due cerbiatti 44 Vieni con me dal Libano 45 Un giardino da curare 46 L’eros è un amore tenero 47 La tenerezza è amare come Dio ci ama 48 Mi hai rapito il cuore con un tuo sguardo 49 Fammi sentire la tua voce. Perchè la tua voce è soave 50 Mi baci con i baci della sua bocca 51 Quanti sono soavi le mie carezze sorella mia, sposa 52 Venga il mio diletto nel suo giardino e ne mangi i frutti squisiti 53 Le carezze dell’anima 54 Un rumore! E’ il mio diletto che bussa. 55 Il mio diletto ha messo la mano nello spiraglio  56 Io venni meno per la sua scomparsa 57 Mi han tolto il mantello 58 Che ha il tuo diletto di diverso da un altro? 59 Il matrimonio non è un armadio

Sposi sacerdoti. Mi baci con i baci della sua bocca. (50 articolo)

Il bacio non ha un solo significato. Dipende dal contesto, dalla cultura e dalla relazione che intercorre tra chi se lo scambia. Di sicuro il bacio è un gesto impegnativo e coinvolgente. Esiste il bacio di amicizia, il bacio della mamma e del papà, il bacio del tradimento e, naturalmente, il bacio della coppia che si ama.

Solitamente, nella nostra cultura,  non si scambiano baci con sconosciuti, ma questo gesto presuppone un minimo di conoscenza e intimità.

Il bacio degli sposi è, comunque, qualcosa di diverso da tutti gli altri. Non è solo cultura, ma prende forza dalla natura degli sposi.  C’è un simbolismo bellissimo che si cela dietro questo gesto d’amore. Gli sposi con questo gesto mostrano di desiderare l’unione delle loro anime, vogliono scambiarsi lo Spirito, entrare nell’altro e farne parte. Lo Spirito non è rappresentato anche nella Bibbia dal soffio di Dio nella bocca dell’uomo? Dio ci ha donato l’anima attraverso un bacio d’amore. Questo gli sposi, consapevolmente o inconsapevolmente, vogliono replicare nella loro relazione intima d’amore. Vogliono donare tutto loro stessi al/la proprio/a amato/a e il bacio diventa espressione del dono dell’anima. Ricordo quando alcuni anni fa visitammo la casa degli sposi di don Angelo Treccani, un sacerdote che si spende nella pastorale familiare,  e vedemmo un dipinto molto bello. Rappresentava gli sposi in piedi nell’atto di unirsi nell’amplesso e contestualmente nell’atto di baciarsi. Quel dipinto rappresenta l’unione intima degli sposi in anima e corpo. In quel momento gli sposi sono un’anima e un corpo solo e non desiderano altro che rimanere in quell’abbraccio che li rende uno e li avvicina a Dio.

La nostra società ci sorprende anche in questo. Il bacio dei fidanzati, che ancora non sono uniti in un solo cuore, spesso esprime questo desiderio di unione profonda; mentre quello degli sposi, che sono quell’unione, perde di forza e passione e spesso si riduce a uno sfiorarsi le labbra. Gli sposi che non si baciano, hanno perso il senso della propria unione e, quando non si separano, restano legati non dalla forza dell’essere uno nell’altro, e dal desiderio forte di vivere questa loro realtà che li costituisce nel profondo, ma da un’abitudine che li riduce a persone che si accompagnano fino alla morte.

Vorrei concludere con questa poesia di Erich Fried:

Quando ti bacio
non è solo la tua bocca
non è solo il tuo ombelico
non è solo il tuo grembo
che bacio
Io bacio anche le tue domande
e i tuoi desideri
bacio il tuo riflettere
i tuoi dubbi
e il tuo coraggio
il tuo amore per me
e la tua libertà da me
il tuo piede
che è giunto qui
e che di nuovo se ne va
io bacio te
così come sei
e come sarai
domani e oltre
e quando il mio tempo sarà trascorso
(Erich Fried)

Antonio e Luisa

1 Introduzione 2 Popolo sacerdotale 3 Gesù ci sposa sulla croce 4 Un’offerta d’amore 5 Nasce una piccola chiesa 6 Una meraviglia da ritrovare 7 Amplesso gesto sacerdotale 8 Sacrificio o sacrilegio 9 L’eucarestia nutre il matrimonio 10 Dio è nella coppia11 Materialismo o spiritualismo 12 Amplesso fonte e culmine 13 Armonia tra anima e corpo 15 L’amore sponsale segno di quello divino 16 L’unione intima degli sposi cantata nella Bibbia 17 Un libro da comprendere in profondità 18 I protagonisti del Cantico siamo noi 19 Cantico dei Cantici che è di Salomone 20 Sposi sacerdoti un profumo che ti entra dentro.21 Ricorderemo le tue tenerezze più del vino.22 Bruna sono ma bella 23 Perchè io non sia come una vagabonda 24 Bellissima tra le donne 25 Belle sono le tue guance tra i pendenti 26 Il mio nardo spande il suo profumo 27 L’amato mio è per me un sacchetto di mirra 28 Di cipresso il nostro soffitto 29 Il suo vessillo su di me è amore 30 Sono malata d’amore 31 Siate amabili 32 Siate amabili (seconda parte) 33 I frutti dell’amabilità34 Abbracciami con il tuo sguardo 35 L’amore si nutre nel rispetto. 36 L’inverno è passato 37 Uno sguardo infinito 38 Le piccole volpi che infestano il nostro amore. 39 Il mio diletto è per me. 40 Voglio cercare l’amato del mio cuore 41 Cos’è che sale dal deserto 42 Ecco, la lettiga di Salomone 43 I tuoi seni sono come due cerbiatti 44 Vieni con me dal Libano 45 Un giardino da curare 46 L’eros è un amore tenero 47 La tenerezza è amare come Dio ci ama 48 Mi hai rapito il cuore con un tuo sguardo 49 Fammi sentire la tua voce. Perchè la tua voce è soave

Il bacio di Giuda non è casto.

Nei miei articoli ho spesso affrontato il tema dell’ecologia umana. E’ ecologico un gesto che ci rende pienamente umani. C’è ecologia quando il corpo esprime la verità che abbiamo nel cuore. Quando c’è armonia tra ciò che esprime il corpo e quello che sorge e alberga nel nostro cuore. Esprimere con il corpo ciò che non crediamo e che non è autenticamente presente nel nostro cuore,  è uno degli atteggiamenti più odiosi che possiamo avere nei confronti delle persone che ci stanno vicino. Quante volte ci sentiamo feriti da persone che dicono di volerci bene, o anche solo di apprezzarci, e poi parlano male di noi dietro le spalle. Più sono persone vicine e più ci fanno del male. Ci sentiamo offesi, più che dalle parole che possono aver detto quelle persone, proprio dal loro atteggiamento falso. Il loro corpo, la loro voce, la loro espressione non sono coerenti con quanto hanno nel cuore. Ogni gesto, che sappiamo essere falso, ci disgusta e ci provoca sdegno. Come non pensare a Giuda. Gesù ha sempre amato Giuda. Era un prescelto. Era uno degli apostoli. Era una delle persone più vicine a Lui. Eppure Giuda  lo tradisce e lo tradisce con un bacio. Si avvicina e lo bacia come si fa con gli amici, quelli veri.

Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo?

Gesù non lo dice con rabbia. Lo dice con tristezza. Con il cuore spezzato dal tradimento subito. Lui, uomo vero, non sopporta quel gesto così falso. Non riesce a non chiedere a Giuda il motivo di tanta falsità.

Perchè vi porto questo esempio? Perchè il bacio di Giuda è una degli atteggiamenti più lontani dal concetto di castità che ci possa essere. Questa parolina tanto incompresa, derisa e rifiutata forse è un po’ più comprensibile attraverso proprio il bacio di Giuda. La Chiesa ci insegna che solo nel matrimonio c’è una autentica e indissolubile unione dei cuori. La Chiesa non inventa nulla, ci aiuta solo a comprendere chi siamo. Dal momento in cui un uomo e una donna si dicono si, i loro cuori si appartengono, sono uno nell’altro, nell’uno c’è l’immagine dell’altro. Nei cuori degli sposi si è generato un noi. Un noi che ha bisogno di divenire concreto, di divenire carne. Ha bisogno di manifestarsi.  Ed ecco il meraviglioso dono del creatore: l’unione dei corpi. L’amplesso fisico permette agli sposi, sessuati maschio e femmina, di concretizzare nella carne ciò che è l’esperienza intima dei loro cuori. Nell’intima unione dei corpi, che si compenetrano, c’è l’immagine più vera ed autentica di ciò che i due sposi vivono nella loro relazione sponsale. Tanto è vero quello che dico, che non basta la promessa che i due sposi si scambiano in chiesa per fare un matrimonio valido. Serve il primo amplesso fisico. Solo dopo i due saranno sposi. Questo gesto non ha nulla di vergognoso. E’ un gesto bellissimo e altissimo d’amore. Come lo è un bacio. Torniamo all’inizio, al bacio. Un bacio non è sempre però un gesto d’amore. Abbiamo visto Giuda. Un bacio, può nascondere, tradimento, falsità, egoismo, invidia. Così lo è anche  l’intimità fisica. Quando non è vissuta nella verità di ciò che è e significa,  diventa come il bacio di Giuda. Un gesto che dovrebbe esprimere unione, nasconde, invece, l’egoismo e l’egocentrismo. Un gesto che non racchiude amore, ma al contrario, la volontà di usare l’altro/a per il piacere personale. Col corpo si comunica l’opposto di ciò che c’è nel cuore. Non importa se due persone credono davvero di amarsi e credono sinceramente di amarsi attraverso quel gesto. Non sono nella verità.  Stanno dicendo con il corpo di essere uno quando oggettivamente non lo sono. Un rapporto intimo fuori dal matrimonio non potrà mai essere casto ed esprimere verità ed autenticità. Diventa un gesto che non fa bene. Un gesto che dovrebbe essere vita diventa un gesto di menzogna. Un gesto che chiude il cuore e non permette una relazione vissuta in pienezza. Un gesto falso che induce a fondare la relazione solo sui sentimenti, sulle passioni e su quanto l’altro/a mi da. Una relazione, quindi, molto fragile e che quindi può crollare al primo soffio di vento. Purtroppo la maggior parte dei giovani vivono un fidanzamento non casto e gli effetti sono sotto gli occhi di tutti.

Papa Francesco lo ha urlato ai giovani nel 2015 a Torino

Ma l’amore è molto rispettoso delle persone, non usa le persone e cioè l’amore è casto. E a voi giovani in questo mondo, in questo mondo edonista, in questo mondo dove soltanto ha pubblicità il piacere, passarla bene, fare bene la vita, io vi dico: siate casti, siate casti

Papa Francesco non vuole ragazzi tristi, frustrati e repressi. Per questo raccomanda la castità. Solo nella verità del gesto si può trovare gioia, senso, luce e amore autentico.

Antonio e Luisa

 

L’alfabeto degli sposi. Lettera B

Partendo dalla seconda lettera del’alfabeto e riflettendo sul mistero nuziale e l’amore degli sposi mi sono venute in mente due parole: benedire e bacio.

Benedire: gesto sacramentale.

La benedizione nella realtà sponsale ha due significati entrambi importanti. Il primo è legato al significato etimologico del termine. Benedire come parlare bene del mio coniuge. Non è qualcosa di secondario. Non è qualcosa di secondario se quello che pronunciamo ha una consistenza nel profondo dei nostri sentimenti e del nostro cuore. Parlare bene significa esprimere un atteggiamento interiore che è portato a non portare rancore e rabbia verso il nostro sposo o la nostra sposa. Significa trarre forza dal sacramento e dalla promessa per amare per primo e non a condizione che l’altro sia a sua volta amabile. In questo caso il benedire diventa una sfida contro la mentalità comune, contro il nostro egoismo e contro anche il nostro senso di giustizia. Come giustamente dice Enrico Petrillo, marito di Chiara Corbella, l’amore non è giusto perchè ti chiede di dare tutto. E’ però liberante nel vero senso della parola, ci libera da tutto ciò che noi abbiamo costruito, ma che ci imprigiona,  per lasciare che sia Dio a costruire attraverso di noi.

La benedizione è anche un sacramentale. La benedizione  non è un sacramento, ma un sacramentale. Ciò significa che non ha un potere immediato, ma dipende dalla grazia e  dalla devozione dei soggetti che ne usano. La benedizione è solitamente materia per sacerdoti. Non esclusivamente dei sacerdoti. Ricordo che noi siamo consacrati e siamo ministri del matrimonio in virtù del sacerdozio di Cristo. Possediamo il sacerdozio comune, tutti i battezzati lo posseggono. Questo ci abilita a benedire il nostro coniuge e i nostri figli. Noi lo facciamo tutti i giorni. ci affidiamo vicendevolmente a Gesù disegnando una croce sulla fronte del coniuge e dei figli. Che bello benedire la mia sposa. In quel momento Gesù, che è presente nella nostra unione in modo misterioso, ma vivo e reale, in modo simile alla presenza nell’Eucarestia, in quel momento sta benedendo la mia sposa attraverso di me. Meraviglioso.

Bacio: incontro di anime

Il bacio degli sposi è qualcosa di diverso da tutti gli altri. C’è un simbolismo bellissimo. Gli sposi con questo gesto mostrano di desiderare l’unione delle proprie anime, vogliono scambiarsi lo Spirito, entrare nell’altro e farne parte. Lo Spirito non è rappresentato anche nella Bibbia dal soffio di Dio nella bocca dell’uomo? Dio ci ha donato l’anima attraverso un bacio d’amore. Questo gli sposi, consapevolmente o inconsapevolmente, vogliono fare. Vogliono donare tutto se stessi al/la proprio/a amato/a e il bacio diventa espressione del dono dell’anima. Ricordo quando alcuni anni fa visitammo la casa degli sposi di don Angelo Treccani e vedemmo un dipinto molto bello. Rappresentava gli sposi in piedi nell’atto di unirsi nell’amplesso e contestualmente nell’atto di baciarsi. Quel dipinto rappresenta l’unione intima degli sposi in anima e corpo. In quel momento gli sposi sono un’anima e un corpo solo e non desiderano altro che rimanere in quell’abbraccio che li rende uno e li avvicina a Dio.

La nostra società ci sorprende anche in questo. Il bacio dei fidanzati, che ancora non sono uniti in un solo cuore, spesso esprime questo desiderio di unione profonda; mentre quello degli sposi, che sono quell’unione, perde di forza e passione e spesso si riduce a uno sfiorarsi le labbra. Gli sposi che non si baciano, così come quelli che non si uniscono intimamente, hanno perso il senso della propria unione e, quando non si separano, restano legati, non dalla forza dell’essere uno nell’altro e dal desiderio forte di vivere questo, ma da un’abitudine che li riduce a persone che si accompagnano fino alla morte.

Antonio e Luisa

 

Sexy-consiglio: baciarsi, ma bene

Pubblichiamo con piacere un articolo di Thérèse Hargot, sessuologa belga che, secondo me, ha tanto da insegnare a una società che ha banalizzato il sesso, e anche a una parte di Chiesa che vive la sessualità in modo angelico e non carnale come Dio ha pensato per noi dotandoci di un corpo.

Questo blog, come ho evidenziato fin dal titolo, si ispira agli insegnamenti cristiani della Chiesa cattolica, ciò non toglie, come ha insegnato mirabilmente San Giovanni Paolo II, e come mi auguro abbiate potuto sperimentare nel vostro matrimonio, che tutto inizia dall’amore umano perfezionato dalla Grazia del sacramento. Per questo è indispensabile nutrire e rivitalizzare il nostro amore erotico, da cui non si può prescindere. Diffido sempre di chi, nel matrimonio, si cura solo delle altezze dello spirito senza porre le basi essenziali dell’amore carnale.

Ringrazio di cuore il blog montedivenere, in particolare Maria Dolores Agostini, per avermi accordato il permesso di pubblicare l’articolo seguente.

Le prostitute non baciano, si dice. Perché, invece le spose lo fanno? Niente di meno ovvio. Ecco trovato un bel punto in comune, almeno in questo caso.

Sarà anche trash, d’accordo. Ma è vero.

No, davvero, a quando risale il vostro ultimo bacio? Non quello algido in punta di labbra a culo di gallina! Vi parlo di un vero bacio, quello che vi ha fato vibrare totalmente. Quand’era? Com’era? Con chi?

« Ma a me, non è che mi piaccia tanto in effetti » si sente dire tanto spesso quanto il pretestuoso:« Non abbiamo mica bisogno di baciarci sulla bocca per manifestare il nostro amore ». E poi c’è l’igienista: « Sinceramente, lo trovo un po’ schifoso » e l’imbarazzante: « Non mi piace molto il modo in cui bacia ». Ops.

Ah sì? « E con il vostro amante o la vostra amante, come lo trovereste? » mi viene voglia di rispondere.

Naturalmente è tutto diverso. Perché il bacio è fatto per gli esseri che si desiderano intensamente. E per gli adolescenti pre-puberi, vero anche questo.

Che felicità suprema (ri)scoprire la potenza erotica di un bacio. Esprime il desiderio, risveglia il desiderio. Ci si sente uniti, ci si abbandona all’altro, il piacere e l’eccitazione sono al massimo.

Quanto è importante allora baciarsi, per una coppia legata da un amore fedele e duraturo! Baciarsi per rimanere amanti anche quando si diventa sposo-sposa, o genitori. Baciarsi per sentire il desiderio, quello che la routine tende a spegnere anche se non vorremmo.

Ah, dimenticavo soprattutto… Quant’è importante, dunque, provare attraverso il bacio questa alchimia tutta particolare tra due esseri, prima di legarsi in matrimonio! Se non vi piace baciare la persona con la quale vi sposerete, allarme rosso: fermate subito tutto! Lasciate perdere, rimanete buoni amici.

Baciate, dunque. Ma bene. A lungo. A modo vostro, senza modello preconcetto. Trovate e rinnovate il vostro modo di esprimere e di risvegliare il desiderio che vi ha uniti.

Bando alle ciance, un bacio vale mille parole. Guardate piuttosto questo video della mia canzone preferita del momento. Che intensità! La adoro, assolutamente.

A presto, e tanti baci,

T.

Thérèse Hargot

tradotto per Monte di Venere da Maria Chiara Bonino

Pensate che non sia per voi, pensate che non sia così importante, non avete voglia e non ne sentite il desiderio? E’ un campanello d’allarme. E’ il momento di farlo, proprio perchè non ne avete voglia. Il vostro matrimonio non dipende solo dalla Grazia, dall’Eucarestia e dalle preghiere ma anche da come saprete rendere sempre nuovo la vostra relazione e come riuscirete a mantenere acceso il fuoco del desiderio. Non sono io a dirlo, non è neanche Thérèse, ma è Dio stesso, che attraverso il Cantico dei Cantici ci ha lasciato le istruzioni per amare come Lui vuole, come veri uomini e vere donne realizzati in pienezza. Vi lascio il link a un mio precedente articolo Mi baci con i baci della sua bocca

Antonio e Luisa

Il bacio: alterità celebrata

Sto preparando il terzo poema del Cantico dei Cantici e tra le tante fonti a cui ho attinto c’è anche Enzo Bianchi. Non condivido  tante sue riflessioni ma sul Cantico devo dire, mi è piaciuto molto.

Ecco di seguito una sua riflessione sul bacio, molto bella, molto erotica ma mai volgare:

C’è un poeta ebreo russo che dice: “Mia colomba, tu sai come ci baciamo noi ebrei? (e anche noi cristiani, eh?) quando il cuore non si distingue più dal cuore dell’altro, quando petto contro seni nessuno dei due sa chi dei due respira, quando materiale e immateriale spariscono, non resta che un solo soffio, quando non restano più parole ma solo il parlare degli occhi: quello è il bacio!” Questo è il bacio umano ed è per questo che l’amata/amante lo invoca. Il bacio è innanzitutto il volto contro volto. Volto contro volto, perché l’amore terreno nel suo vertice è il mantenimento, è il desiderio del volto. Non ci si perde con i baci in un caos. Non c’è da percorrere un sentiero che porti alla fusione, sogno impossibile. Ci deve essere nel bacio l’ebbrezza del faccia a faccia, cioè dell’alterità celebrata, io e tu, uno di fronte all’altro, nel bacio in cui si parlano le pupille degli occhi, ci si osserva e si vedono le pupille dilatarsi, palpitare quasi! Quello è il bacio umano! Neanche l’amplesso, guardate, ha valore senza il bacio. L’amore non è senza volto, altrimenti se l’amore  avvenisse senza la visione del volto, la ricerca del volto, è un amore cosificato, è l’amore colto in modo disorganico, come un insieme di strumenti di piacere. Non è un caso che nella prassi della prostituzione difficilmente c’è posto per il bacio. Non è un caso che le riviste pornografiche mettano sempre un’ostensione del sesso, lo rappresentano, sono martellanti affermazioni di meccanica dell’amore. Ma non sanno quasi dare il senso della totalità dell’amplesso di cui però il volto contro volto è la chiave necessaria per capirlo, per esperirlo. Il bacio è l’inizio dell’amore ma è anche l’inizio dell’ebbrezza del desiderio. Ma, come emerge il desiderio, è subito raffigurazione, è subito scena. Noi uomini siamo fatti così. E dopo che questa donna ha detto: “Mi baci con i baci della sua bocca” il desiderio gli scatena l’immaginario, l’immaginario accende e nutre il desiderio. “Le tue carezze inebriano più del vino” ecco l’ebbrezza che inizia dal bacio. Poi c’è il profumo, c’è l’odore. E qui, guardate, siamo incapaci di capire. Questa ragazza non solo immagina i baci, esperienza degli occhi. Ma nel suo immaginario vuole fare un’esperienza totalizzante dei cinque sensi.

Antonio e Luisa

Mi baci con i baci della sua bocca

Il bacio. Il bacio non ha un significato solo. Dipende dal contesto e dalla cultura. Di sicuro il bacio è un gesto impegnativo e coinvolgente. Esiste il bacio di amicizia, il bacio della mamma e del papà, il bacio del tradimento e il bacio in un contesto di amore sponsale.

Solitamente non si scambiano baci con sconosciuti, ma questo gesto presuppone un minimo di conoscenza e intimità.

Il bacio degli sposi è qualcosa di diverso da tutti gli altri. C’è un simbolismo bellissimo. Gli sposi con questo gesto mostrano di desiderare l’unione delle proprie anime, vogliono scambiarsi lo Spirito, entrare nell’altro e farne parte. Lo Spirito non è rappresentato anche nella Bibbia dal soffio di Dio nella bocca dell’uomo? Dio ci ha donato l’anima attraverso un bacio d’amore. Questo gli sposi, consapevolmente o inconsapevolmente, vogliono fare. Vogliono donare tutto se stessi al/la proprio/a amato/a e il bacio diventa espressione del dono dell’anima. Ricordo quando alcuni anni fa visitammo la casa degli sposi di don Angelo Treccani e vedemmo un dipinto molto bello. Rappresentava gli sposi in piedi nell’atto di unirsi nell’amplesso e contestualmente nell’atto di baciarsi. Quel dipinto rappresenta l’unione intima degli sposi in anima e corpo. In quel momento gli sposi sono un’anima e un corpo solo e non desiderano altro che rimanere in quell’abbraccio che li rende uno e li avvicina a Dio.

La nostra società ci sorprende anche in questo. Il bacio dei fidanzati, che ancora non sono uniti in un solo cuore, spesso esprime questo desiderio di unione profonda; mentre quello degli sposi, che sono quell’unione, perde di forza e passione e spesso si riduce a uno sfiorarsi le labbra. Gli sposi che non si baciano così come quelli che non si uniscono intimamente hanno perso il senso della propria unione e, quando non si separano, restano legati non dalla forza dell’essere uno nell’altro e dal desiderio forte di vivere questo, ma da un’abitudine che li riduce a persone che si accompagnano fino alla morte.

Vorrei concludere con questa poesia di Erich Fried:

Quando ti bacio
non è solo la tua bocca
non è solo il tuo ombelico
non è solo il tuo grembo
che bacio
Io bacio anche le tue domande
e i tuoi desideri
bacio il tuo riflettere
i tuoi dubbi
e il tuo coraggio
il tuo amore per me
e la tua libertà da me
il tuo piede
che è giunto qui
e che di nuovo se ne va
io bacio te
così come sei
e come sarai
domani e oltre
e quando il mio tempo sarà trascorso
(Erich Fried)