Siamo come i pagani?

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico;
ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori,
perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.
Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani?
E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. »

Il Vangelo di questo sabato è, come al solito, un boccone indigesto. Come tutte le medicine è amaro, ma porta guarigione e pace. Leggendo questo passo siamo portati a pensare ai nemici quelli lontani. A guerre che non ci appartengono se non per quello che leggiamo sui giornali o vediamo in tv. Molto più difficile pensare che il nemico, spesso lo abbiamo in casa. Gesù ci sta dicendo proprio questo. Il matrimonio non è una relazione che si basa sul dare e avere. Io do perchè tu mi dai. Un reciproco scambio di servizi, di affetto, di soddisfazione e di compagnia. Questo può essere una situazione anche piacevole, ma non è il matrimonio cristiano. Questi sono due egoismi che si incontrano e si nutrono a vicenda. Poi accade qualcosa. La persona che abbiamo sposato diventa un nemico. Incomprensioni, litigi, tradimenti, miserie e fragilità che abitano più o meno, tutte le relazioni, ci mettono alla prova. Ed ecco che le parole di Gesù in questo passo diventano la cartina tornasole del nostro matrimonio. Su cosa è costruito il nostro matrimonio? E’ un matrimonio costruito su di me? Sul mio egocentrismo ed egoismo? Un matrimonio che si fonda sulle emozioni, sensazioni e soddisfazione personale? A cosa serve un sacramento per questo? Anche i pagani si sposano per questo. I pagani spesso sono anche meglio di noi in questo. Tante coppie di conviventi, finchè il sentimento è forte, sono più belle della nostra famiglia. Ne conosco tante di coppie che stanno bene insieme pur non essendo sposate. Noi ci sposiamo per un altro motivo. Sarei falso se dicessi che alla base, anche del mio matrimonio, non c’è stata un’attrazione forte verso la mia sposa, ma poi il mio atteggiamento è cambiato nel tempo. Sono riuscito a spostare il centro da me a lei. Il noi è diventato il mio bene più prezioso da proteggere e perfezionare. Ed è così che anche quando lei si è trasformata in una nemica sono riuscito ad amarla concretamente con il mio agire e con la mia cura verso di lei. Questo vale per le piccole incomprensioni di ogni giorno, ma vale anche per i grandi tradimenti. Attraverso questa pagina sono venuto in contatto con persone che sono state abbandonate, tradite e sostituite con altre nella vita e nel cuore del loro coniuge. Queste persone continuano ad amare quella persona, che per il mondo è il nemico. Quella persona che avrebbe dovuto amarle e che invece provoca loro sofferenza e dolore. Loro vedono in lui una persona da amare ancora di più. Perchè questa è la logica di Cristo. Più una persona si allontana e più Cristo la ama, perchè possa riattirarla a sè. Fino alla morte in croce. Questo è l’amore cristiano. Questo è l’amore a cui siamo chiamati. Per questo c’è bisogno di un sacramento. Per questo c’è bisogno della presenza di Cristo e della Grazia nella nostra relazione. Da soli non saremmo meglio dei pagani.

Antonio e Luisa

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